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Irfanka Pasagic: ancora un giorno che ci riporta la guerra vicino…Zijo Ribic il 7 febbraio ad Adria nei giorni della memoria.

 Una volta quattro ragazzine giocherellone, oggi quattro nuove tombe. Non lontano, c’è posto per altre tre tombe di bambini non ancora ritrovati, se nel frattempo non ne ritrovino degli altri e non occupino il posto accanto alle sorelle, come già hanno occupato il posto accanto ai loro genitori.

Zijo… Ha perdonato...

In molti non lo capiranno. Alcuni, addirittura lo condanneranno, altri non ci crederanno. Ma lui ha perdonato.

Ora, se ci penso, il  perdono di Zijo verso gli assassini è un’altra sua vittoria. Se non avesse perdonato, avrebbe dovuto odiare tremendamente, tremendamente- com’è tremendo quello che gli hanno fatto. Perché- non si puo odiare poco chi ti ha ucciso i genitori, sette sorelle e fratelli, parenti, chi ti voleva uccidere...

Zijo ha vinto anche questa volta. Come aveva vinto anche la volta che si è alzato dalla massa dei morti, per testimoniare. Come ha vinto anche incontrando le persone di buona volontà e dimostrando con la sua testimonianza l’assurdità della guerra bosniaca – i Serbi della formazione paramilitare „i četnici di Simo“  gli hanno assassinato la famiglia, altri Serbi lo hanno salvato, protetto, dandogli la possibilità di raccontare e testimoniare sia di odio sia di bontà. Il congedo dalle quattro bare da Tuzla è stato un congedo in silenzio. Nonostante tutte le persone presenti, la solitudine di Zijo era dolorosamente palpabile. Al cimitero, nelle prossimità di Zvornik, tanta gente. Tra loro, anche Natasa Kandić che da anni lotta per rendere giustizia a Zijo e ai morti. Tra loro, anche un gruppo di donne di Djulići e dei paesi vicini, alle qualli in un solo giorno sono stati uccisi quasi 700 membri maschili delle loro famiglie ed oggi questi paesi possiamo liberamente chiamarli, paesi di sole donne. Nonostante la loro tragedia,  nonostante la lotta nella ricerca dei corpi dei loro cari e della giustizia, al funerale, stavano con tanta forza e dignità, suscitando in me un grandissimo stupore.

A Zijo, anzitutto, auguro di ritrovare al più presto i resti dei corpi delle sue due sorelle e del fratellino di due anni e di passare di nuovo attraverso quello che ha già passato. Solo allora, quando il piccolo cimitero del paese che si trova, non lontano dai luoghi dove hanno vissuto, dove sono stati felici, torturati e poi uccisi, avrà accolto i tre nuovi inquilini, solo allora Zijo potrà dire che sono di nuovo tutti insieme, fermarsi per un po’, dopo questo viaggio lungo e pesante.

Il Tribunale per i crimini di guerra in Serbia ha assolto „i četnici di Simo“. La lotta di Zijo per la giustizia continua. Per i suoi morti, per la condanna degli assassini ma anche per quelli che lo hanno aiutato a sopravvivere……

(IRFANKA PASAGIC, Tuzlanska amica)

 

A dicembre, dopo 23 anni, sono stati ritrovati i resti del fratellino (Sabrija) e delle sei sorelle del nostro amico Zijo Ribic (Zlatija, Zijada, Suvada, Almasa, Ismeta e Zlata) in una fossa comune nella zona di Kozluk a pochi chilometri di distanza dal suo villaggio. Quattro delle sorelle sono state ritrovate complete e sono state riconosciute con il test del DNA. Per le due più piccole, vista la poca differenza di età fra loro, è stato impossibile definire l'identità precisa ed è stato Zijo ad attribuire un nome alle spoglie.

Il 17 gennaio, nel piccolo cimitero del villaggio di Skocic, dove sono già sepolti i genitori di Zijo, si sono tenuti i funerali delle quattro sorelle, che all'epoca dei fatti avevano 4, 5, 7 e 13 anni.

La foto è di Andrea Rizza, che ha partecipato al funerale in compagnia di una piccola delegazione di amici: Evi Unetiner, Domenico e Anna Luciani, Tommaso Di Nicola, Gabriella Vita.

Alla cerimonia hanno partecipato molte persone, i suoi colleghi dell'Hotel Tuzla e gli amici dell'orfanatrofio e della Casa Papagallo, il sindaco di Tuzla, Irfanka Pasagic e  anche Natasa Kandic dello Humanitarian Law Center di Belgrado. Natasa Kandic ha accompagnato e sostenuto Zijo nella lunga vicenda processuale contro la formazione paramilitare responsabile del massacro della sua famiglia.

A chi non conosce la storia di Zijo, ne consigliamo la lettura sul quaderno "I fiori di Srebrenica", a pagina 21.
http://www.unacitta.it/flip/srebrenica/

In un'intervista rilasciata ai media locali Zijo ha detto: "Perdono coloro che mi hanno fatto questo, non voglio vivere sotto il peso dell'odio. Invito le persone a non odiarsi, non è importante il nome o il cognome che si portano, dobbiamo restare umani".

Con l'affetto che ci lega a lui condividiamo il suo grande dolore.

(FONDAZIONE ALEXANDER LANGER STIFTUNG)

 

Il 7 febbraio Zijo Ribic sarà ad Adria (RO), ospite del Conservatorio di musica “A. Buzzolla”,ore  h 17.00 in occasione del “Concerto Bosnia e Shoah -

Per non dimenticare le voci del passato”,

Namaste Ensemble in “Venti caldi dell'Est”.

Ai clarinetti: Eleonora Penzo, Michela Freguja, Natalia Benedetti, Chiara Parolo, Francesco Seri, Guido Arbonelli.

Con la partecipazione di Andrea Rizza e Edi Rabini della Fondazione Alexander Langer e la testimonianza di ZIJO RIBIC

Il Namaste ensemble è intervenuto, nel luglio scorso a Tuzla in Bosnia-Erzegovina con il sostegno dell'associazione Donatori di musica, alla manifestazione “Euromediterranea 2015” dedicata ad Alexander Langer e ai 20 anni dal genocidio di Srebrenica.