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Letter from NY

November 2025

L’ultimo mese, negli Stati Uniti, è stato gravemente segnato dai rastrellamenti di ICE. ICE, acronimo di Immigration and Customs Enforcement, è un’agenzia federale degli Stati Uniti che fa parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna. È stata creata nel 2003, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, con lo scopo di rafforzare la sicurezza nazionale attraverso il controllo dell’immigrazione e la lotta ai crimini transnazionali. Formalmente si occupa di identificare, arrestare e detenere persone che si trovano negli Stati Uniti senza un titolo legale di soggiorno ed eseguire ordini di deportazione o espulsione. Di fatto, però, l’attuale governo sta usando ICE in modo ben diverso.

Nelle ultime settimane, ICE è stata impiegata in una intensa politica di arresti. Questi arresti hanno riguardato persone senza titoli legali, ma anche persone con regolari permessi di soggiorno, studenti internazionali, e addirittura cittadini statunitensi. Secondo alcune stime, più del 70% dei detenuti non ha precedenti penali. L’unico criterio di selezione sembra essere il colore della pelle: se sei bianco, sei al sicuro, altrimenti no.

Molti hanno chiamato questi arresti dei veri e propri “rapimenti”: è ormai quasi una regola che gli agenti non si identifichino come tali, siano senza mandato di arresto, e prelevino le persone senza informare la famiglia del luogo di detenzione o dei capi di accusa, tutte azioni altamente illegali. Spesso, ICE si presenta di mattino presto, quando le persone ancora dormono, in modo da prelevare persone senza che il vicinato possa opporsi.

Le persone in detenzione raccontano di maltrattamenti disumani: in diversi casi è stato negato ai detenuti accesso a cibo, servizi igienici, e cure mediche. Alcuni raccontano di come vengano costretti a cambiare letto ogni paio d’ore durante la notte, impedendo loro di dormire. Durante questi spostamenti notturni, ai detenuti con regolare permesso di soggiorno vengono sottoposti documenti di “auto-deportazione,” sperando che lo sfinimento li convinca a firmare.

In classico stile Trumpiano, questi rastrellamenti dal profilo razziale fanno parte di una macchina di profitti. Un articolo del Brennan Center parla della creazione di un “deportation-industrial complex”, cioè di un “complesso industriale della deportazione.” Si tratta di un sistema in cui enormi investimenti pubblici e interessi privati si intrecciano per sostenere e ampliare la macchina della detenzione e deportazione degli immigrati negli Stati Uniti.

Il recente pacchetto di bilancio, “Big Beautiful Bill,” ha destinato ad ICE un fondo spropositato. Solo per il 2025, ICE ha a disposizione quasi 30 miliardi di dollari. Due terzi di questi soldi sono destinati alla detenzione, il che significa che finiranno quasi tutti in prigioni private. Questi enti, come CoreCivic o Geo Group, hanno visto un raddoppio dei loro profitti negli ultimi mesi. Stiamo parlando, quindi, di un’industria che trae profitto dal numero di persone arrestate e detenute.

Questo meccanismo incentiva economicamente la continua espansione delle espulsioni, scoraggiando allo stesso tempo processi equi o vie legali di regolarizzazione. Ad esempio, il budget destinato all’assunzione di giudici che si occupino dei casi di immigrazione è cresciuto del 14%, mentre il budget per la detenzione è cresciuto del 400%. É un sistema pensato affinchè la giustizia non abbia le risorse per occuparsi della situazione, e quindi lasci mano libera ad ICE. Non c’è interesse per la giustizia, da parte di questa amministrazione, ma solo per la pulizia razziale. Gli Stati Uniti stanno perdendo ogni sembianza di uno stato di diritto.
 

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