Fondazione Alexander Langer Stiftung ETS
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Libertà per Narges Mohammadi, Taghi Rahmani e gli altri arrestati in Iran. Comunicato della Fondazione, interrogazione al Senato, dichiarazione di Shirin Ebadi

Dopo l’ancora non ufficialmente motivato ritiro del passaporto a Narges Mohammadi, destinataria del premio Alexander Langer 2009, nella notte tra sabato e domenica scorsi, dopo il contestato esito delle elezioni presidenziali, si è aggiunto l’arresto del marito Taghi Rahmani, docente universitario molto stimato sia all’interno del paese che all’estero, che per sostenere le sue speranze in un Iran libero e democratico ha già trascorso in prigione un terzo della sua vita.

La Fondazione li attende con ansia a Bolzano, dal 2 al 5 luglio prossimi, per intervenire alla cerimonia di consegna del premio e al festival “euromediterranea”, quest’anno quasi interamente dedicato all’Iran con un confronto tra qualificati conoscitori della realtà politica e culturale iraniana, come i proff. Gianroberto Scarcia, Anna Vanzan, Dietmar Larcher, Anna Maria Gentili e i giornalisti/scrittori Giuliana Sgrena e Bijan Zarmandili. Narges Mohammadi e Taghi Rahmani sono attesi anche a Roma, il 7 luglio, per un incontro con il presidente della Camera Gianfranco Fini, su iniziativa delle parlamentari nella Presidenza, così com’è divenuta tradizione con i precedenti premi Langer dal 1997 in poi, tra cui spiccano esponenti di un “islam plurale”, declinato prevalentemente al femminile, come l’algerina Khalida Toumi Messaudi, la kossovara Vjosa Dobruna, il palestinese Sami Adwan, la bosniaca di Srebrenica Irfanka Pasagic, la somala Maana Suldaan.

Per questo la Fondazione Alexander Langer unisce la sua voce a quella dei molti, singoli e rappresentanti di associazioni, che chiedono alle istituzioni internazionali di non lasciare inascoltate le richieste di legalità e di trasparenza sull’esito del voto, che vengono dall’interno del paese e che alle persone arrestate e ai mezzi d’informazione venga restituita la libertà di parola e di movimento. Con apprensione seguiamo, per quanto ci è possibile, le notizie che in questi giorni e in queste ore ci giungono da un Paese che abbiamo imparato a conoscere meglio nella sua complessità e ricchezza.

Edi Rabini e Christine Stufferin per la Fondazione 

IRAN: SENATORI PD, "FRATTINI SI IMPEGNI PER COINVOLGIMENTO ONU".
"Intervenga anche sul caso della giornalista Narges Mohammadi e di suo marito".

I senatori del Pd Pietro Marcenaro, presidente della commissione per i diritti umani, Francesca Marinaro, capogruppo nella commissione Politiche dell'Ue, Massimo Livi Bacci e Marco Perduca (Radicali) hanno presentato un'interrogazione urgente rivolta al ministro degli Esteri Franco Frattini, per chiedere quali iniziative siano state disposte dal ministero per affrontare la situazione in Iran e, soprattutto, se il ministro non "voglia impegnarsi attivamente  affinché le Nazioni Unite siano coinvolte in questo delicato momento".
"Dopo i fatti del 15 giugno - scrivono i senatori del Pd - giorno in cui in Iran i è svolta una manifestazione pacifica a sostengo dell'ex candidato alle presidenziali Mir Mir Hossein Mussavi nel corso della quale sono stati uccisi molti manifestanti, mobilitazioni di massa si annunciano ancora nelle prossime ore. I cittadini iraniani stanno manifestando da giorni in un enorme movimento di protesta pacifico contro il contestato risultato elettorale, mentre in tutto il mondo sta crescendo il sostegno a queste iniziative. Per questo vogliamo sapere come si stia muovendo il ministro Frattini per far fronte a una situazione che desta più di un motivo di preoccupazione". Il senatore Pietro Marcenaro ha inoltre presentato un'interrogazione sul caso della giornalista iraniana  Narges Mohammadi, attesa in Italia dal 2 al 7 luglio insieme al marito Thagi Ramahani, entrambi attivisti per i di ritti civili, per ritirare il premio  Alexander Langer 2009.
"Nei giorni scorsi il regime iraniano - spiega Marcenaro -  senza nessuna motivazione ufficiale, ha sospeso il passaporto di Narges Mohammadi e proceduto all'arresto del marito Taghi Rahamani. Per questo chiedo a Frattini se non ritenga di farsi portavoce nei confronti delle autorità iraniane, per tramite dell'ambasciatore italiano a Teheran, della più viva protesta contro questa limitazione della libertà personale dei due attivisti civili".

Roma, 17 giugno 2009


Ilaria Di Bella -Ufficio stampa gruppo Pd Senato
tel: 06.6706.5653 - 329/4345628
ilaria.dibella@senato.it

 

Shirin Ebadi, presidente del Centro difensori dei diritti umani (del quale Narges Mohammadi è vice-presidente e portavoce) ha rilasciato a Radio Free Europe una dichiarazione: le auroritá indicano nuove elezioni, rilasciare tutti i fermati

Le autorità iraniane dovrebbero indire nuove elezioni presidenziali, con la presenza di osservatori internazionali, e rilasciare tutte le persone arrestate nel corso dei disordini scoppiati dopo l'esito del voto: lo ha dichiarato il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, intervistata dall'emittente Radio Free Europe.

"Il popolo iraniano ha espresso dei dubbi sull'esito delle elezioni e milioni di persone sono scese in strada per manifestare in modo estremamente pacifico: la risposta alle loro richieste è stata violenta, abbiamo contato numerosi morti e feriti", ha dichiarato Ebadi, che ha chiesto alle autorità il rilascio immediato e senza condizioni di tutti i fermati. Secondo Ebadi nella situazione attuale un riconteggio dei voti sarebbe inutile: "Occorre indire nuove elezioni, questa volta sotto la sorveglianza delle organizzazioni internazionali in modo da far sì che tutti i partecipanti accettino l'esito del voto come espressione dell'effettiva volontà popolare".

Il Premio Nobel per la pace ha espresso l'auspicio che "la razionalità abbia la meglio e le richieste del popolo sino ascoltate", sottolineando tuttavia la necessità che le dimostrazioni rimangano pacifiche. (Apcom 17 giugno)

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