Fondazione Alexander Langer Stiftung ETS
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Ottant’anni giovane. La nascita della Costituzione italiana. 

Raccolta di testi dei padri e delle madri
costituenti

a cura di Andrea Mulas. Edizione Com Nuovi Tempi, 2026

Da quando Roberto Benigni da giullare si è trasformato in una sorta di eminenza beatificante e non fa altro che sfarfallare su testi sacri, cantiche e santi, è entrata nella chiacchiera italiana quell’originale idea della “Costituzione più bella del mondo”, quella italiana appunto. Sappiamo che è prassi italica andare dalle stalle alle stelle, quindi non ci si deve stupire, anche se vien da chiedersi quale nazione confessi che la sua è meno bella di quella di un altro Paese. Senza contare poi che la Costituzione è una carta (si dice infatti “Carta costituzionale”) ed è la sua applicazione a contare davvero. Anche la Russia di Stalin ne aveva una bella: proprio il baffone aveva voluto modificarla rispetto a quella partorita dai rivoluzionari.

Ma, lasciando perdere le iperboli televisive, mi pare che tutti i tentativi fatti affinché il nostro testo fondamentale diventasse qualcosa di più di un’astrazione o di una citazione (edizioni gratuite, distribuzione nelle scuole, pubblicità in TV) non abbiano poi avuto un grande successo, anche tra il pubblico colto o almeno informato. C’è poi questa bizzarra idea di estrapolare singole frasi e consegnarle al cielo come una sorta di “meme” (si dice così oggi?) eterno; poi si va a vedere l’intero articolo e ci si accorge che quella separazione è quanto mai arbitraria.

Il libro oggi in evidenza mi pare abbia proprio questo fine: avvicinarci alla Carta costituzionale con il passo adatto, partendo cioè dalle idee di base che hanno generato i diversi punti e cercando di capire che cosa volessero e che cosa non volessero i vari costituenti e i loro partiti quando insistevano su una formulazione o su un’altra. E così, dall’idea centrale di fare del lavoro (quindi del fare e non dell’essere) l’elemento fondante, alla scelta di un primo ministro, diciamo così, depotenziato, passando per il lungo dibattito sulle Regioni, sul vincolo di mandato del parlamentare, sul ruolo e le funzioni del CSM e così via, molte diatribe dell’attualità trovano in queste pagine, scritte in modo semplice per quanto possibile in un ambito così complesso e importante, se non una soluzione, sicuramente la possibilità di un approccio più razionale e sereno.

Buona lettura.

 

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