Curarsi con i libri: Rimedi letterari per ogni malanno
Curarsi con i libri: Rimedi letterari per ogni malanno
Ella Berthoud e Susan Elderkin
Sellerio Editore 2016
In quell'interessante raccolta di saggi interventi che è “Sugli specchi ed altri saggi” (1985) di Umberto Eco il semiologo bolognese affermava che la pagina più affascinante del “Robinson Crusoe”, libro di cui Eco era una specie di feticista - ne aveva decine di edizioni - è quella del capitolo ottavo in cui Robinson elenca tutto quanto recuperato dalla nave naufragata. Il tema verrà poi ampliato in un successivo saggio “La vertigine della lista” del 2009 ed assumerà valenza notevole in quanto identifica nella lista il primo atto di civiltà di quella sorta di nuovo primo uomo che è Robinson sull'isola, la sua prima forma di affermazione sul mondo: “non si salva perché è forte si salva perché cataloga”. Lasciando da parte gli aspetti semiotici certamente la lista di Robinson inaugura quello che oggi è divenuto una sorta di feticismo che si concretizza nell'utilitarismo estremo e spesso fuorviante delle classifiche: le dieci migliori spiagge di Mykonos, le dieci più belle canzoni dei Beatles, le 10 più belle città sul mare e via dicendo. Esiste una lista, una classifica per tutto. Tra l'altro mi viene in mente per associazione una canzone del cantante country Ray Price “Heartaches by the Number” (classifica dei dolori d'amore) che si fonda sull'elencazione appunto degli Heartaches, dove l'abbandono è ovviamente il numero uno ed il ritorno dell'ex amante al secondo posto. E questa canzone viene a proposito, in primis perché, come il libro coniuga lista e rimedio, e di liste nel libro ce ne sono tante, ma anche perché la coppia di autrici inglesi consiglia quale balsamo per il mal d'amore il libro “Jane Eyre” di Charlotte Bronte che per l'appunto è la storia di un abbandono ed un ricongiungimento.
Credo che nessun bibliotecario possa ignorare un testo dal titolo “Curarsi con i libri”, la curiosità nasce immediata e insomma come non darci un'occhiata? Il libro che presenta davvero una mole notevole di testi, molti anche italiani e qui è farina del curatore Fabio Stassi, unisce alla facilità di lettura una certa dose di ironia e di bizzarria, avvicinando opere di diversissima natura, tipologia, riassunte e centrate sull'elemento “guaritore”. I malesseri sono diversissimi e di natura assai eterogenea si va dal mal di pancia alla depressione, dal sentirsi insoddisfatti alla megalomania con tutti i rimandi necessari per la consultazione. La biblioterapia, mi sono superficialmente informato, ha qualche fondamento ma verto non possiamo prenderla assolutamente sul serio: più che la cura, a parte la noia di cui a lettura è sicuro antidoto, si tratta di una somma di elementi palliativi sia rassicuranti che brutalmente stimolanti che i testi proposti consentono di mettere in atto, e si sa che parlare, affrontare, sorridere sono premesse necessarie ad ogni guarigione.
Insomma questo libro non è un talismano ma certo un aiutino lo può dare. Tenerlo sul comodino o vicino al divano, cosicché nei momenti morti della giornata o della notte poterlo facilmente sfogliare per trovare sia suggerimenti per la propria guarigione, se punti da uno specifico doloroso interesse, sia per trovare nelle sue pagine il modo per evitare di imbattersi solo per caso in letture davvero significative, credo sia consigliabile a tutti.
Buona lettura.