6 dicembre 2025
Caro San Cristoforo
non so se tu ti ricorderai di me come io di te. Ero un ragazzo che ti vedeva dipinto all'esterno di tante piccole chiesette di montagna. Affreschi spesso sbiaditi, ma ben riconoscibili. Tu - omone grande e grosso, robusto, barbuto e vecchio - trasportavi il bambino sulle tue spalle da una parte all'altra del fiume, e si capiva che quella era per te suprema fatica e suprema gioia. […]
Perché mi rivolgo a te, alle soglie dell'anno 2000? Perché penso che oggi in molti siamo in una situazione simile alla tua e che la traversata che ci sta davanti richieda forze impari, non diversamente da come a te doveva sembrare il tuo compito in quella notte, tanto da dubitare di farcela. E che la tua avventura possa essere una parabola di quella che sta dinanzi a noi.
Testo proposto da Martino Lo Cascio
Testo completo a questo link
Il testo è stato tradotto in tedesco, inglese, francese, spagnolo e ladino. Disponibile su richiesta.
Foto: San Giovanni in Villa, Bolzano, San Cristoforo – disegno di Seelos, 1881 (museo civico di Bolzano)