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4 dicembre 2025

GEMISCHTE

Südtirol ABC - 1988

Es ist schon ein Kreuz mit der Liebe - in Südtirol beispielsweise bringt sie so manches Mal die Volksgruppenordnung durcheinander. Denn trotz aller gesellschaftlichen Ächtung (vor allem auf deutschsprachiger Seite, was auch mit der Urangst vor Assimilierung zusammenhängt) gibt es Liebe quer durch die ethnischen Blöcke. Daraus können „Mischehen“ werden, wie diese systemwidrigen Verbindungen genannt werden: derzeit rund 6-8 % der Eheschließungen. Und man kann schätzen, dass etwa 20-30.000 Personen in Südtirol - vor allem junge Menschen - von Eltern unterschiedlicher Muttersprache abstammen. In früheren Jahrzehnten waren es meistens italienischsprachige Männer (wie bei allen Einwanderern waren die Männer in der Überzahl), die sich mit deutschsprachigen Südtiroler Frauen verheirateten, was vor allem in den sozial schwächeren Schichten vorkam. Solche Familien integrierten sich in den allermeisten Fällen nach der italienischen Seite - auch weil von deutscher Seite Missbilligung kam und der italienische Partner nur sehr selten Deutsch lernte. Heute hat sich da einiges geändert: auch in den Mittel- und Oberschichten sind solche Verbindungen häufig und in der Regel legen beide Partner Wert auf Zweisprachigkeit in der Familie, zumindest bei den Kindern. Wenn eindeutige Assimilation erfolgt, dann nicht mehr nur nach der italienischen Seite hin. 
Trotz der relativ großen Anzahl von Menschen (rund 5-7 %), die in enger lebensgeschichtlicher Berührung mit zwei Volksgruppen leben, fordert die derzeit herrschende rechtliche, politische und kulturelle Ordnung von ihnen eine möglichst baldige und möglichst eindeutige Entscheidung – „Zwischen Töne sind nur Krampf“, könnte man mit Degenhard sagen. Da es nämlich praktisch keine gemeinsamen Einrichtungen für alle in Südtirol lebenden Sprachgemeinschaften gibt, muss von Jugend auf immer wieder nach der einen oder anderen Seite hin optiert werden (Schule, Jugendorganisationen, Freizeit, kulturelle Veranstaltungen...) und die Versuche vieler „gemischter“ Familien, am Leben mehrerer Volksgruppen teilzuhaben (z.B. durch Besuch einiger Jahre der einen und einiger Jahre der anderen Schule) werden weidlich behindert. 
Schließlich fordert die Autonomieordnung, dass auch Kinder bei einer der drei amtlichen Volksgruppen eingetragen werden - und es wurde als große Kulanz hingestellt, als 1985 eine kleine Reform den „Gemischten“ Jugendlichen erlaubte, die eindeutige Entscheidung bis zur Erreichung der Volljährigkeit mit 18 aufzuschieben (was die Wahl in vielen Fällen um nichts leichter macht). Wer sich nicht entscheiden kann oder will, verfällt in den rechtlosen Zustand der sog. Sprachgruppenverweigerer. Um diesem Missstand abzuhelfen, gibt es da und dort Vorschläge zur Sanierung der Lage der systemwidrigen „Gemischten“ indem man die Palette der zulässigen ethnischen Varianten einfach um diese Kategorie erweitert. Eine Art Südtiroler „coloured“.

ABC-Sudtirolo, tradotto da Gabriele Di Luca, contenuto in Südtirol ABC Sudtirolo (edizione bilingue) edito da Siegfried Baur e Giorgio Mezzalira, Edizioni AlphaBeta Verlag, 2015
Testo completo in lingua italiana nel sito

 

 

GEMISCHTE – MESCOLANZA


L’amore è una rosa con molte spine. Così in Sudtirolo, per esempio, può capitare che qualche volta scompigli le carte dell’ordinamento etnico. Nonostante tutto il disprezzo diffuso nella società a questo riguardo (soprattutto da parte del gruppo linguistico tedesco, anche a causa della paura atavica dell’assimilazione), l’amore fluisce tra i diversi blocchi etnici. Ciò può portare alla celebrazione di “matrimoni misti”, come vengono chiamate queste unioni sospettate di sovvertire il sistema: attualmente sono circa il 6-8%. In base a questi dati è possibile concludere che in Sudtirolo circa 20-30.000 persone, in massima parte giovani, siano figli di coppie “miste”. Nei decenni passati erano soprattutto gli uomini di lingua italiana (l’emigrazione era un fenomeno prevalentemente maschile…) che sposavano donne sudtirolesi di madre tedesca, specialmente in ambienti sociali più deboli. In tali famiglie l’integrazione avveniva nella maggior parte dei casi verso la parte italiana, anche perché da parte tedesca prevaleva un atteggiamento di biasimo e il partner italiano soltanto raramente era disposto ad apprendere il tedesco. Oggi la situazione è leggermente mutata: unioni di questo tipo avvengono più spesso anche tra le classi medie ed elevate, e normalmente entrambi i partner attribuiscono un grande valore al bilinguismo nella famiglia, soprattutto per quanto riguarda l’educazione dei figli. Le assimilazioni non si verificano più soltanto in direzione italiana. Nonostante il numero relativamente alto di persone che vivono in stretto contatto con entrambi i gruppi linguistici (circa il 5-7%), oggi l’ordine giuridico, politico e culturale dominante richiede che venga presa una decisione rapida e possibilmente definitiva: “le sfumature non hanno valore”, si potrebbe dire con Degenhardt48. Siccome in Sudtirolo praticamente non esistono strutture comuni per tutti i gruppi linguistici, già dai primi anni di vita si è obbligati a optare se stare da una parte o dall’altra (a scuola, nelle organizzazioni giovanili, nel tempo libero, partecipando a manifestazioni culturali…) e i tentativi compiuti da molte famiglie miste di consentire ai propri figli una partecipazione alla vita di più gruppi etnici (per esempio iscrivendoli alcuni anni nelle scuole italiane e alcuni anni in quelle tedesche) vengono quasi sempre ostacolati. L’ordinamento dell’autonomia richiede infine che anche i bambini vengano affiliati a uno dei tre gruppi linguistici ammessi ufficialmente, e dunque si ritenne già di operare una grande concessione quando, nel 1985, fu introdotta una norma secondo la quale i figli “misti” potevano procrastinare la decisione definitiva fino al compimento del diciottesimo anno d’età (in molti rendendo certo la loro scelta non meno difficile). Chi non può o non vuole decidersi subisce un considerevole danno riguardo al proprio status giuridico, diventa cioè un cosiddetto renitente rispetto all’appartenenza a un gruppo linguistico. Al fine di porre rimedio a questa stortura si sono fatte qua e là alcune proposte per consentire anche ai protagonisti del “mescolamento” antisistema di ottenere un riconoscimento, per esempio mediante l’aggiunta di un’ulteriore categoria alla lista delle varianti etniche previste. Una specie di sudtirolese “coloured”.

 

Testo proposto da Christine Stufferin
Foto Albania proposta da Sandro Slomp

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