Newsletter dell'UTL di Sarajevo: Adopt Srebrenica, ripartire dalla memoria per ricostruire
La Fondazione Alexander Langer e Tuzlanska Amica hanno iniziato due anni fa a lavorare insieme per costruire un rapporto con i giovani di Srebrenica e con le donne più determinate nella denuncia del genocidio. L’intento era ed è quello di realizzare un centro di studio e di documentazione interculturale che rianimi la vita intellettuale una volta assai ricca della città, attraverso iniziative concrete e capaci di durare nel tempo. «La settimana internazionale – spiega Gabriel Auer, coordinatore di Adopt Srebrenica in Italia – è stata il primo passo: si è pensato potesse essere decisiva la funzione di ponte che Tuzlanska Amica avrebbe saputo forse esercitare fra la realtà di chi aveva vissuto il genocidio e i punti di vista esterni, contribuendo a evitare ogni forma di prevaricazione». I risultati sono stati incoraggianti: intorno all’iniziativa è cresciuta una rete di rapporti via via più consistente con il passare dei giorni. Protagonisti tutti i cittadini di Srebrenica, oltre ai loro ospiti stranieri: i ragazzi, che hanno offerto il loro aiuto al lavoro organizzativo, i bambini, tutti serbi, che hanno disegnato e discusso nel workshop di arteterapia. A Srebrenica, racconta Irfanka Pašagić, al passaggio di un gruppo di ragazzi da una casa di serbi è uscito il commento «Come è bello sentire qui qualcuno che ride!».
Una giornata della rassegna è stata dedicata alla stampa e ai mezzi di comunicazione. Giornalisti e studiosi, insieme ad una platea di gente comune, hanno discusso dei meccanismi che hanno reso buona parte dei media internazionali succubi degli interessi e del lascito della guerra sul sistema di informazione nella varie realtà della ex-Jugoslavia. A questo appuntamento ha partecipato anche una delegazione dell’Ambasciata d’Italia, composta dal Primo Segretario, Tommaso Andria, dal Direttore dell’UTL, Aldo Sicignano, e da alcuni collaboratori. La presenza a Srebrenica è stata un’ottima occasione per allacciare nuove relazioni con gli attori locali e italiani non solo per l’implementazione del Programma di recupero regionale di Srebrenica finanziato dalla Cooperazione Italiana con 1,5 milioni di euro, ma anche in vista di ulteriori sinergie da creare con attori della cooperazione decentrata.