Premio Internazionale Premio Internazionale premio 2009: Iran

Premio regolamento Libro Premi Langer alla CAmera Anna Bravo: il filo rosso dei Premi I premi 1997-2018 Premio 1997 Algeria Premio 1998 Ruanda Premio 1999 Cina Premio 2000 Kosovo-Serbia Premio 2004 Polonia Premio 2003 Italia Premio 2001 Israel-Palest. Premio 2002 Ecuador Premio 2005 Bosnia Erzegovina Premio 2007 Sudafrica Premio 2006 Indonesia Premio 2008: Somalia premio 2009: Iran
rassegna stampa arresto Narges 2015 link motivazione Premio
premio 2010 Fondazione Stava premio 2011 Haiti premio 2012 Tunisia premio 2013 - Donatori di musica Premio 2014 Borderline Sicilia Premio 2015 - Adopt, Srebrenica premio 2017 - Angalià - Asgi premio 2018 - Istituto Arava
premi Langer 1997- 2011 (18) Premio 2004 (2) Premio 2005 (13) Premio 2006 (8) Premio 2007 (15) premio 2008 (18) premio 2008 -II (18) premio 2009 (36) premio 2010 (6) premio 2011 - haiti (36) premio 2012 - Tunisia (26) premio 2013 - Donatori di musica (15)

Lettera di Narges Mohammadi in carcere a Zanjan, contagiata Covid: messaggi, informazioni e adesioni

29.7.2020, vari

Lettera di Narges Mohammadi

"Siamo 12 donne contagiate con coronavirus. L'11 luglio hanno separato le donne prigioniere del carcere di Zanjan. Noi siamo complessivamente 18 donne in questo carcere. Sei donne non avevano i sintomi della malattia e sono state trasferite in un’altra sezione del carcere. Noi 12 donne, che da circa 11 giorni presentiamo i sintomi della malattia, siamo praticamente in quarantena in questa sezione del carcere.
La settimana scorsa, viste le nostre condizioni di salute e con l’insistenza delle nostre famiglie, ci hanno fatto il test. Non abbiamo comunque ricevuto fino ad oggi i risultati. Oggi improvvisamente sono entrate alcune persone nel carcere e ci hanno separato nuovamente. Una donna in condizioni cliniche preoccupanti è stata trasferita giovedì scorso in ospedale e successivamente rilasciata su cauzione a seguito della diagnosi di Covid. In circa un mese abbiamo avuto 30 nuove persone che sono entrate in questo carcere, di cui alcune con sintomi da coronavirus ed almeno una di loro con diagnosi certa di Covid, che è stata successivamente rilasciata a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Noi 12 donne presentiamo sintomi di affaticamento eccessivo e dolore addominale, diarrea, vomito, perdita di olfatto. Non abbiamo accesso alle cure adeguate né ad una alimentazione corretta. La mancanza di strutture mediche, la mancanza di spazio per la quarantena per nuove entrate e la mancanza di controllo sanitario ha causato la diffusione del coronavirus. Chiedo al Signor Namaki, Ministro della sanità, di inviare un rappresentante per prendere visione della situazione nella prigione femminile di Zanjan.
Vorrei inoltre denunciare per vie legali le condizioni difficili ed intolleranti della prigione di Zanjan, ove mi trovo da circa 6 mesi, e la mancanza di cure mediche. In questo periodo, per l’esplicita richiesta del Ministero dell'Intelligenza e della Magistratura, non mi consentono né di comprare carne a mie spese né di sentire i miei figli per telefono. Non sento la voce dei miei figli da quasi un anno. Ora sono anche contagiata con coronavirus, senza cure mediche".

PRIME ADESIONI
Fondazione Alexander Langer Stiftung

Marianella Sclavi, Roma   - Gianni Sofri, Bologna - Bettina Foa, Roma - Grazia Barbiero, Merano -
Umberto Cini, Roma  - Giovanna Grenga, Roma - Mao Valpiana, Verona - Daniele Taurino, Ostia -
Giovanni Damiani, Pescara - Paolo Bergamaschi, Viadana - Sabri Najafi, Firenze - Nina Sadeghi, Bolzano - Pinuccia Montanari, Reggio Emilia - Anna Maria Gentili, Bologna - Dora Marucco, Torino - Giovanni Maruelli, Ivrea  - Lucyna Gebert, Roma - Foa Anna, Roma - Wlodek Goldkorn, Firenze -
Marjiana Grandits, Vienna - Tiziana Valpiana, Verona - Fiorenzo Fasoli, Verona - Aldo Pavia, Roma -
Erminio Erlici, Roma - Milena Bracesco, Monza - Edgardo Bertulli, Cento - Ivano Mariconti, Lodi -
Carlo Cefaloni, Roma - Germano Di Marco, Altavilla Silentina (SA) - Alessia Bussola, Verona -
Gad Lerner, Monferrato - Susanna Maruffi, Torino -Donatella Trevisan, Bolzano - Ada Bait, Ronchi dei Legionari -  Nicoletta Niuba, Milano - Diego Lorenzi, Treviso - Lucyna Gebert, Roma -

 

Still in prison, now infected with Coronavirus together with 11 other women, with no access to  medical treatment.

 The following letter has been published online by her husband on July 13 2020.

We are 12 women who have been infected with coronavirus. On the 11th July they have separated the prisoners inside the Zanjan prison. We are a total of 18 women in this prison. Six women who did not have the symptoms of the disease were transferred to another section of the prison We,12 women, who have been presenting the symptoms of the disease for about 11 days now , are practically in quarantine in this section of the prison. Last week, given our health conditions and thanks to the insistence of our families, we have been tested for Covid. However, we have not received the results yet. Today some people suddenly entered the prison and separated us again. A woman in worrying clinical conditions has been transferred to the hospital last thursday and she was eventually released on bail following Covid's diagnosis.

In about a month, 30 new people have entered this prison, some of them with coronavirus symptoms and at least one of them with a definite diagnosis of Covid, who was eventually released due to the deterioration of her health conditions.

We the 12 women left have symptoms of excessive fatigue and abdominal pain, diarrhea, vomiting, loss of smell. We do not have access to adequate care or proper nutrition. The lack of medical facilities, the lack of quarantine space for the new arrivals and the lack of health care and inspections have caused the coronavirus to spread. I ask Mr. Namaki, Minister of Health, to send a representative in order to inspect witness  the situation in Zanjan Women's Prison.

I would also like to denounce the difficult and the not tolerable conditions of Zanjan prison, where I have been restrained for about 6 months together with the lack of medical treatment. During this period, due to the explicit request of the Ministry of Intelligence and the Judiciary, they have not allowed me to buy meat at my expenses or to talk to my children over the phone. I haven't heard my children's voice for nearly a year now. Now I have also been infected with coronavirus, and have no access to any medical treatment. "

Le motivazioni del premio Langer 2009
Narges Mohamadi is the 2009 Alexander Langer Award winner


Appelli - Aggiornamenti
https://www.alexanderlanger.org/it/605/

 

L'appello dei figli Kiana e Ali
https://www.alexanderlanger.org/it/605/466

La voce....
Il 26 luglio Narges ha potuto parlare con il figlio Ali.

 

 
PER ADESIONI E MESSAGGI
Scrivere a: info@alexanderlanger.net

 

Aperte diverse pagine facebook

 

ALTRI MESSAGGI

Dear Narges,

Your story is touching our hearts and you have all our support. The word "humanity" wouldn't mean anything if there weren't people like you, putting energies and efforts for a better respect of unalienable human rights and an equal treatment of everyone regardless of gender, nationality, ways of thinking.
Ask us whatever is possible for us to help you, we are here. 
 
Please be strong,
Agostino Cullati, Francesco Brunacci , Maria Carolina de Vera 
(Milano) 
 

Mi associo all'appello perché Narges venga rilasciata o tutt'al più trasferita in una struttura dove possa avere le adeguate cure mediche. Cara Narges, penserò a te ogni giorno e chissà che la forza del pensiero non riesca ad abbattere questi muri di ingiustizia e disumanità. Ti abbraccio forte.
Clara Provenzale


Cara Narges,
sogniamo da sempre di poterti incontrare libera, nel paese che onori.
Fondazione Alexander Langer Stiftung

 

Dearest Nargess,
I have read your story, I only hope that humanity will enlighten the Authorities of your great Country and that you will soon be able to embrace your Family again... You are not guilty of anything...
A hug from Italy, Vincenzo Cadoni, Biella

 

Mi associo al Movimento non violento e alla Fondazion Langer nel chiedere la libertà e le cure mediche adeguate per Nargess Mohammadi.
Giovanni Maruelli presidente Centro Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita di Ivrea Onlus

Dear Narges,

we want you to be free, again with your beloved family.

So I ask the Iranian Government not to commit a horrible crime by keeping a sick and innocent woman imprisoned.

Sandra  Sartorelli

 

pro dialog