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Alexander Langer e l’11 luglio di Srebrenica

17.7.2020, Osservatorio Balcani Caucaso/Transeuropa

 
Nei primi anni '90 nella sua veste di parlamentare europeo, Alexander Langer intensifica il suo rapporto con i territori della ex Jugoslavia partecipando a diverse iniziative nella ricerca di soluzioni al conflitto in corso. A 25 anni dalla sua scomparsa, avvenuta pochi giorni prima della caduta di Srebrenica, la Fondazione Langer di Bolzano ha organizzato alcuni eventi per ricordarlo

Fonte: Fondazione Alexander Langer Stiftung

Nei primi anni ’90, nella sua veste di parlamentare europeo, Langer intensifica il suo rapporto con i territori della ex Jugoslavia, attraverso la “Carovana europea per la pace” (da Trieste a Sarajevo e da Skopje a Sarajevo, del settembre 1991) e il “Verona Forum per la pace e la riconciliazione ” (1992). Il 26 giugno 1995, una settimana prima della sua morte, si reca con una delegazione di euro-parlamentari a Cannes, dove si svolge il vertice dei capi di Stato e di governo europei. Presenta l'appello “L’Europa nasce o muore a Sarajevo” e, nell’incontro col neo-eletto presidente francese Jacques Chirac, chiede esplicitamente un intervento di “polizia internazionale” in Bosnia, dove l’assedio di Sarajevo durava ormai da oltre tre anni.

Inascoltate erano rimaste le richieste fatte proprie dal Parlamento europeo di fermare la violenza montante. Se le istituzioni internazionali avessero ascoltato quelle voci – poi divenute un urlo disperato – che chiedevano un limitato intervento armato a Srebrenica e nelle altre città protette, si sarebbe forse evitato quello che il Tribunale Internazionale ha definito inequivocabilmente un genocidio.

L'appello del giugno 1995

"Dopo tre anni tutti noi, umili o potenti, assistiamo al quotidiano ormai banalizzato di una guerra i cui bersagli sono donne, bambini, vecchi, deliberatamente presi di mira da cecchini irraggiungibili o colpiti da obici mortali che sparano dal nulla.
Ci volevano dunque tre anni e, soprattutto, una presa di ostaggi dei caschi blu, fatto senza precedenti nella storia della comunità internazionale, perchè leadership politiche e media europei riconoscano che in questa guerra ci sono aggressori ed aggrediti, criminali e vittime.

Tre anni di una politica inutile di "neutralità" che ci ha privato di ogni credibilità presso i bosniaci e di ogni rispetto da parte degli aggressori. Ormai siamo arrivati ad un punto di non-ritorno.

O tiriamo le conseguenze che si impongono e rafforziamo la nostra presenza - mandato dei caschi blu, presa di posizione netta di fronte agli aggressori - e, in fin dei conti, rifiutiamo di essere complici della strategia di epurazione e di omogeneizzazione della popolazione della Bosnia, oppure cediamo al ricatto intollerabile delle forze serbo-bosniache, ritirandoci dalla Bosnia ed infliggendo così alle Nazioni Unite la loro più grande umiliazione proprio mentre si celebra il cinquantenario della fondazione dell'ONU." (prosegui a leggere l'appello “L’Europa nasce o muore a Sarajevo ” presentato a Cannes il 26 giugno 1995).

Quando Alexander Langer si recò a Cannes con altri parlamentari il 25 giugno 1995 per sottoporre ai capi di Stato e di Governo il drammatico appello "L'Europa rinasce o muore a Sarajevo", il genocidio di Srebrenica era già nell'aria.

A 25 anni dalla sua morte, la Fondazione che a lui si ispira ha scelto di ricordarlo secondo le usanze bosniache, il 22 e 23 febbraio scorso a Vipiteno, nel giorno e nel luogo della sua nascita, dedicando una delle sessioni del Convegno all'impegno che la Fondazione intende continuare per mantenere aperti spazi di dialogo interculturali nell’area di Srebrenica, e per mantenere viva l'attenzione internazionale sulla vita dei suoi cittadini. Alla sessione hanno partecipato, tra gli altri interlocutori, Valentina Gagić dell’associazione “Adopt Srebrenica ”, e Liliana Zufić, che ha presentato un libro sull'attività dell’associazione “Tuzlanska Amica ”.

Per la giornata del 3 luglio, anniversario della morta di Langer, la Fondazione ha scelto il silenzio, e di non partecipare a commemorazioni ufficiali. Ma la giornata si è via via popolata di persone, pensieri, incontri, gesti spontanei in cui è valsa la pena di immergersi, come dimostra la homepage del sito dove si è cercato di elencare e seguire tutte le iniziative. E nella sezione dedicata a racconti ricordi e dediche, è stato inserito parte degli interventi segnalati da altri.

Nonostante le difficoltà ad organizzare incontri pubblici a causa delle misure di sicurezza legate alla pandemia da Covid, la Fondazione ha invitato tutta la sua rete a partecipare alla tradizionale manifestazione "Don’t forget Srebrenica" promossa anche questo 11 luglio a Trieste da Sabina Nuhefendić e Gianluca Paciucci dell'Associazione culturale “Tina Modotti”, manifestazione a cui hanno aderito numerose personalità e associazioni locali e nazionali.

Nel programma di attività previste dalla Fondazione per questo importante venticinquennale, sono inoltre previste:

- la pubblicazione di due libri entro il 2020, rispettivamente in bosniaco e in italiano, curati da Sabina Langer, per far conoscere una selezione dell’ingente materiale documentario (scritto, audio, video) conservato dalla Fondazione sull'attività di Alexander Langer, in particolare sui suoi interventi al “Verona Forum per la pace e la riconciliazione nell'ex-Jugoslavia” e al Parlamento Europeo;

- la stesura di un progetto europeo sulla formazione comune nel campo della mediazione dei conflitti, della diffusione di una cultura di pace, della lotta alle discriminazioni e al linguaggio d'odio, che si ispira alla proposta di Alexander Langer di formare un Corpo civile europeo di pace aperto al volontariato, fatta propria nel 1995 dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea. Il progetto, che coinvolge le associazioni partner “Adopt Srebrenica” e “Tuslanska Amica”, per il 2020-21 prevede l’organizzazione di due seminari – a Tuzla e a Bolzano – e la sperimentezione di tre moduli formativi;

- la partecipazione al progetto “CHAS-BIH - Conflict and HAte Speech in Bosnia-Herzegovina” (in bosniaco "Chas", čas, significa ‘moment’ ma anche ‘ora di lezione’) finanziato dal Global Challenges Research Fund del governo britannico e coordinato da Federico Faloppa, professore all’Università di Reading e vice-presidente della Fondazione. Il progetto prevede quattro eventi da organizzare a Sarajevo e Tuzla tra novembre 2020 e aprile 2021, e si avvale di un network di organizzazioni non governative e di soggetti istituzionali bosniaci e italiani, tra cui l’Università di Sarajevo, il Sarajevo Mediacenter , l’associazione “Adopt Srebrenica”, l’associazione “Carta di Roma ”;

- il sostegno alle attività dell'associazione “Adopt Srebrenica”, in particolare al suo "Centro di documentazione " – al quale collabora anche l’Istituto Storico della Resistenza di Torino - affinché esso sia sempre più accessibile come luogo fisico e digitale per conservare racconti e testimonianze preziose per la storia della comunità locale, e che si riferiscono soprattutto al periodo precedente il conflitto.

 

https://www.balcanicaucaso.org/Transeuropa/Alexander-Langer-e-l-11-luglio-di-Srebrenica

 

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