pro dialog

Alexander Langer

Enrico Bissardella – Marlies Brugger: A 20 anni da Srebrenica, un viaggio

p { margin-bottom: 0.25cm; line-height: 120%In questo luglio 2015 a venti anni dalla morte di Alex Langer, a venti anni dal genocidio di Srebrenica nella Bosnia Erzegovina io e la mia compagna abbiamo voluto inserire nel nostro tour di vacanza l' attraversamento in moto di diverse regioni della ex Jugoslavia: Slovenia, Croazia, Serbia Erzegovina. Abbiamo goduto di bellissimi paesaggi della costa Dalmata, delle montagne dell' interno, di isole a volte aspre, a volte verdeggianti. Abbiamo voluto visitare, da turisti, 3 città simbolo del conflitto di quei primi anni 90 tra le diverse etnie, assediate e bombardate durante la guerra , che subirono sofferenze, lutti e persecuzioni in un' Europa altrimenti pacifica e stabile, a breve distanza dall' Italia. Abbiamo trovato delle città risanate, belle da visitare, affollate di turisti e molto vivaci. In ognuna di queste tre città, una in Croazia, le altre due in Bosnia Erzegovina, abbiamo voluto cogliere l' opportunità di visitare delle mostre di documentazione fotografica e cinematografica di quegli anni di violenza e di odio. Mostre ben fatte, crude nelle immagini, capaci commuovere e di porre indirettamente la questione fondamentale di come sia stata possibile una guerra così tragica che per anni ha contrapposto popoli civili, ognuno convinto di essere minacciato dall' altro. La paura diffusa e alimentata, oltre ad altri aspetti storici di conflitti precedenti, ci è parso abbia potuto causare l' escalation della tensione tra gli stati alla ricerca della indipendenza dallo stato Jugoslavia, che ha poi portato alla guerra e ai massacri tra serbi, croati e bosniaci soprattutto. La mostra di Dubrovnik colpiva anche per le immagini del conflitto in corso attualmente in Ucraina, regione di Crimea. La mostra a Mostar, accessibile proprio dal famoso ponte bombardato nel 1993 e ricostruito nel 2002, colpiva per le immagini dedicate al tema guerra e bambini. La mostra a Sarajevo, completata dalla proiezione di due film documentari, era dedicata al massacro di Srebrenica, dove giusto venti anni fa le milizie serbe assassinarono ca. 8600 uomini e ragazzi bosniaci seppelliti poi in fosse comuni. La commozione provata in questa occasione, ci ha indotto a cancellare la visita a questa città e al suo vasto cimitero. Avevamo già visto, forse capito, abbastanza. Nel libro dei visitatori abbiamo voluto scrivere alcune righe a ricordo e omaggio al grande pacifista Alexander Langer, che venti anni fa', nel profondo della sua disperazione, anche per l'aggravarsi della guerra nell' ex Jugoslavia, se ne andò volontariamente per sempre. Proseguendo il viaggio, lasciando la Bosnia Erzegovina, abbiamo fatto una sosta casuale nella cittadina di Travnik, dominata da una bella fortezza, luogo natale del premio Nobel per la letteratura Ivo Andric e lì ci siamo imbattuti su questa scritta su un muro, che allego in foto, "Never forget Srebrenica". Non dimentichiamo Srebrenica. Che ci terremmo venisse pubblicata dal vostro giornale.