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Eva Vocci ricorda papà Marino - assemblea Fondazione a Sezano, 27.1.2018

27.1.2018, fondaz

E’ un onore per me essere qui con voi oggi ed è una grande emozione perchè sono certa che papà vorrebbe essere qui con voi oggi. Era molto dispiaciuto anche di non aver potuto partecipare alle giornate che erano state organizzate a novembre. E per lui non era stato possibile a causa di quel male, il “parente/serpente” (come l’aveva chiamato), che l’aveva colpito e di cui eravamo a conoscenza da febbraio, e che ce l’ha portato via.

Niente colmerà mai la sua assenza. Però nessuna persona come lui, mi ha mai lasciato così tanto della quale essere fiera ed orgogliosa di aver avuto la fortuna di aver avuto un padre così.

Il primo gennaio ho partecipato alla marcia della pace, poco marcia e più direi un occasione d’incontro a causa della pioggia che ci ha trattenuti dal camminare. In questa occasione ho avuto modo di ricordare papà e ho ascoltato le parole dei “migranti” chiamati lì quel giorno per ricordarci che uno dei più grandi valori è proprio l’accoglienza. E’ proprio su questo tema, Papa Francesco, in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il 14 gennaio, affermava che dobbiamo sforzarci e impegnarci di più per accogliere, conoscere e riconoscere. Questo Papa, che segna un grande cambiamento con il passato ed è sotto certi versi quasi sovversivo, aveva molti punti in comune con papà, pensate che proprio papà per per il suo funerale aveva chiesto, oltre alla cerimonia religiosa, le foto di Papa Francesco, perchè lui con la sua forza, il suo coraggio qualche differenza la sta facendo, anche tra i non praticanti.

Rispetto alle parole di papà Francesco, accogliere, conoscere e riconoscere, so che papà sarebbe stato profondamente d’accordo, in un periodo dove le migrazioni stanno diventando una tematica strumentale, da un punto di vista politico. Però so che a Marino stava a cuore questa tematica e mi diceva sempre “Eva, la gente ha la memoria corta, si dimenticano, soprattutto in questa città, che siamo tutti migranti, o che tutti abbiamo un cugino una zia, un nonno, che un giorno ha deciso di prendere e andare, per diversi motivi, ma quasi sempre perche sentiva vivo il rischio per la sua vita e sopravvivenza. Quindi siamo tutti stati migranti. Ebbene si ci dimentichiamo sempre troppo velocemente cosa è stata a significare l’accoglienza, l’accettazione reciproca e la conoscenza e la riconoscenza che hanno avuto i nostri genitori, i nostri parenti, i nostri zii. Perchè vedi Eva, la gente si dimentica che queste sono terre plurali, che meritano di essere rispettate per le loro diversità.” Papà non ha mai smesso di credere in un mondo diverso da questo, diverso dall’ostilità e dall’invidia.

Lui credeva moltissimo in questa fondazione, fatta di donne e uomini legate da valori che con il suo modo di pensare si sposavano perfettamente, in cui la multi diversità in tutti i suoi aspetti rappresenta una ricchezza, una risorsa che va valorizzata. Che è necessario costruire ponti, collegare, interagire, conoscere e riconoscere l’altro, per non distruggere ma per unire. La convivenza possibile di cui parlava, lo stare insieme, condividere una parte di noi con l’altro, aprire noi stessi all’altro per imparare qualcosa di più e di diverso (chi scambia, cambia), perchè la diversità non deve spaventare, ma quello che fa è arricchire.

Le sue ultime parole erano tutte rivolte alla speranza, speranza in un mondo migliore per tutti. Papà si è dato tanto, tantissimo nella sua vita e non si è mai arreso e mai tirato indietro per portare avanti quei valori che per lui non erano negoziabili, ma erano sacri, e li ha portati avanti nei modi possibili, anche quando c’era una politica non in grado di ascoltare, di aprirsi, ma chiusa e rivolta a se stessa. Papà era scomodo perchè non giungeva a compromessi, lui credeva in una giustizia profonda per la quale nessuna scorciatoia era possibile, ma questo gli è costato tante salite, della quale lui non era spaventato, piuttosto, dispiaciuto.

A papà stava a cuore la fondazione e con umiltà ha sempre cercato di dare il suo contributo, che credo nessuno dimenticherà mai. I valori di papà erano e sono anche i vostri. Dobbiamo portarli avanti, ognuno di noi nel suo piccolo per non chiuderci nelle nostre “egoistiche autosufficienze” che riguardano anche ciò che di più generoso ci sia mai stato donato, la natura.

Non vi porto via altro tempo, una cosa che ripeto spesso a me stessa e che ricordo anche a voi è che se la valorizzazione e tutela di tutte le identità e le culture e anche della difesa e della valorizzazione della Madre Natura, so che lui resterà sempre accanto a me e a noi.

Papà ti sia lieve la terra e GRAZIE di tutto.

Eva Vocci

Gennaio 2018





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