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L'Austria non ha chiuso il Brennero ma è stata l'Italia ad aumentare i controlli

La scorsa è stata una settimana intensa che ha portato l'Italia a introdurre controlli sistematici nelle stazioni ferroviarie di Bolzano e Brennero.

Martedì 26/4 al Brennero
Si è tenuta una conferenza stampa convocata dalle autorità di polizia tirolesi, per spiegare gli aspetti tecnici del ccdd. “management di confine” in preparazione. Oltre ai dettagli tecnici, ampiamente riportati dai giornali, occorre evidenziare la procedura proposta per i respingimenti al confine. Le persone prive di un documento per l'ingresso verranno portate in un centro di registrazione, subito dopo la rotonda al Brennero. Chi potrà effettuare una domanda di protezione internazionale secondo la legge austriaca vigente (vedi sotto), verrà trasferito presso le strutture esistenti a Innsbruck; tutti gli altri riceveranno un divieto di ingresso e verranno riportati sul lato italiano del confine. Anche coloro che risultano già registrati in EURODAC verranno respinti al confine e non verranno attivate le procedure dell'Unità Dublino, come previsto dalle normative europee. Un dettaglio del “management” che sarebbe stato definito durante il confronto tra Alfano e Sobotka è se l’Austria, in base a una sua richiesta, potrà effettuare i controlli sui treni da Fortezza in poi. In caso di diniego, i controlli verranno effettuati tra il Brennero e la stazione austriaca di Steinach.

Va segnalato che l'Austria, come l'Italia, non é solo un paese di accoglienza ma anche un paese di transito per le persone in fuga. Per cui la decisione austriaca dipenderà anche dalle decisioni della Germania e dagli altri paesi di destinazione più desiderata dai profughi "in transito”, di consentire o meno l’ingresso nei loro confini.

Il giorno dopo, mercoledì 27/4 in Austria
Viene votata dl parlamento, con 89 voti a favore e 67 contrari, una nuova legge più restrittiva in materia di diritto alla protezione internazionale. Le modifiche legislative approvate comprendono "misure speciali per il mantenimento dell'ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza interna" che autorizzano il governo a considerare un certo numero di richiedenti asilo in arrivo una minaccia alla sicurezza nazionale con conseguente diritto a dichiarare lo stato d’emergenza. Questo consentirebbe all'Austria di attivare una legislazione più restrittiva in materia di asilo e respingimenti già al confine. Saranno così pochissime le persone che avranno diritto a chiedere protezione internazionale.

Approfondimento in inglese


Approfondimenti in tedesco:

Poi, l'incontro tra Alfano e Sobotka
“No” ai controlli austriaci sul territorio italiano, ma sì alla cooperazione di polizia. Negli ultimi mesi risultava che il numero delle persone che transitano dall'Austria verso l'Italia era maggiore di quelle della rotta Italia - Austria. Va anche detto che chi entra in Italia  per via terrestre e presenta una domanda di protezione trova difficilmente accoglienza, come è dimostrato dalla situazione della lista di attesa di 240 persone che ormai da molti mesi a Bolzano attendono di ricevere l’accoglienza che spetterebbe loro di diritto.

Ed ecco, non serviranno più i controlli austriaci sull’asse ferroviario
Da venerdì 29 marzo, l'Italia inizia controlli sistematici nella stazione di Bolzano e viene anche rafforzato il numero degli agenti di polizia presenti al Brennero e a Bolzano.
A Verona, ma in particolare a Bolzano, i controlli fanno sì che tutte le persone prive di documenti in regola vengano fatti scendere dai treni internazionali diretti in Germania e che tutti i treni regionali ed internazionali in partenza verso nord siano presidiati da personale di sicurezza. Oltre alle polizia ferroviaria e alle pattuglie trilaterali ci sono Carabinieri, Reparto Mobile della Celere, Guardia di Finanza e al Brennero anche gli Alpini e il personale del Commissariato di Confine. In questo momento, comunque, sono pochissime le persone che arrivano fino al Brennero, ma la presenza di forze di sicurezza - e di giornalisti - è altissima.

Invece di rispondere per l'ennesima volta con misure di “sicurezza” per colmare le lacune del cosiddetto sistema europeo di asilo, sarebbe necessario il superamento del Regolamento Dublino III e la presa in considerazione del progetto migratorio individuale e dei legami sociali delle persone che cercano i ricongiungimenti. Altrimenti, come sempre quando si costruiscono muri e confini mobili, le persone in fuga cercheranno, anche all'interno dell’Europa, altri percorsi, ancora più lunghi, costosi e pericolosi.

La scorta trilaterale
Segnaliamo l'intervista a Mario Deriu, segretario generale del sindacato di polizia SIULP per l'Alto Adige, pubblicata nell'ultimo numero della rivista di Forlì UNA CITTA'
http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2493

L’imbarazzo e il senso di impotenza di agenti di Polizia italiana costretti, sotto il controllo dei poliziotti austriaci e tedeschi della scorta trilaterale, a far scendere dai treni intere famiglie di siriani che hanno già pagato il biglietto fino alla Germania; la resistenza alla fotosegnalazione che comporta il dover rimanere in un paese dove non ci si vuole fermare; l’escamotage dell’art. 650 per evitare di dover usare la forza contro dei disperati” (brano tratto dall’intervista).

Per tutte le nostre attività sul tema: Per una cultura dell'accoglienza

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