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I Motus Danza di Siena, al Teatro nazionale di Tuzla il 3 luglio con lo spettacolo:Dimmi che mi ami

28.6.2015, Motus Danza, Comune di Tuzla

 MOTUS in Bosnia per il ventennale del Genocidio di Srebrenica

Dal 1 al 6 luglio, a Tuzla (Bosnia Erzegovina) convegni, incontri, spettacoli, performance e laboratori, per “Euromediterranea”, l’incontro internazionale dedicato alla memoria di Srebrenica e al pensiero di Langer


Riprende quest’anno il progetto Moving to Peace che la Compagnia MOTUS, porta avanti in Bosnia da oltre 12 anni. Nel 2015 il progetto assume una valenza simbolica importantissima, perché si svolge nell’anno del ventennale del Genocidio di Srebrenica e del ventennale della scomparsa di Alexander Langer.

Alexander Langer, fra gli esponenti del Parlamento europeo più attenti ai temi dell’Europa e alla difesa delle minoranze, ha dedicato gran parte dei suoi ultimi anni alla pace e alla convivenza, spendendo tutte le proprie energie per porre un argine agli effetti più dolorosi e distruttivi della guerra in ex-Jugoslavia fra il 1992 e il 1995. La sua scomparsa ha poi anticipato solo di qualche giorno l’attacco delle forze armate serbo-bosniache, avvenuto l’11 Luglio del ’95 contro la città di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina, e lo sterminio in massa di migliaia di persone, rifugiate in quella che avrebbe dovuto essere una zona protetta dai caschi blu delle Nazioni Unite.

Vent’anni dopo, nei primi giorni di Luglio del 2015, si terrà a Tuzla e a Srebrenica “Euromediterranea”, un incontro internazionale dedicato alla memoria di quell’evento e al pensiero di Langer: un incontro di studio, di riflessione, di convivialità e conoscenza reciproca, dove misurare la distanza fra ieri e oggi e dove ragionare su quanto possiamo attenderci dall’Europa. In quei giorni, il Comune di Tuzla dedicherà ad Alexander Langer un luogo significativo della città, mentre si riuniranno in un Convegno internazionale rappresentanti della rete “International Network for Srebrenica” e numerosi esponenti dei movimenti che nell’ex-Jugoslavia e in Europa si erano opposti - e ancora oggi si oppongono - al nazionalismo e alla guerra.

Grande spazio sarà dato anche ad eventi culturali, tra i quali una mostra del pittore bosniaco Safet Zec, spettacoli di teatro di comunità, concerti musicali, laboratori e spettacoli della Compagnia MOTUS.

Il 3 Luglio, anniversario della morte di Alex Langer, MOTUS presenterà al Teatro nazionale di Tuzla “Dimmi che mi ami”, spettacolo che affronta il tema della precarietà dei rapporti affettivi e delle relazioni nella società contemporanea. Interpretato da Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori, su coreografie di Simona Cieri e regia di Rosanna e Simona Cieri, lo spettacolo si avvale della collaborazione con il compositore napoletano Daniele Sepe, uno degli autori più originali e prestigiosi del panorama nazionale, che firma le musiche originali.

DIMMI CHE MI AMI

 


Il senso di impotenza e di disgregazione contemporanei, non derivano soltanto dalla crisi di un'epoca paralizzata dalla minaccia del futuro, ma anche da una diminuzione della percezione di realtà che viene dall'attutirsi del sentire, dall'incapacità di avvertire il valore delle cose e, quindi, di incontrare se stessi e i vissuti del cuore."L'epoca delle passioni tristi" come le chiamava Spinoza, consuma i suoi soggetti, adulti ed adolescenti, in pratiche di attivismo che garantiscono un'esistenza trafelata ma che non bastano a contenere la paura della precarietà e a rifondare la speranza. In questa cornice sgangherata, le relazioni amorose corrono un rischio in più: diventare il surrogato di certezze che non ci sono, sopperire a bisogni esistenziali che altrove non possono essere soddisfatti. Quando la parte più oscura del proprio io è segnata da una realtà familiare di madri e padri assenti, confusi o disorientati, l’unica ideologia possibile rimane, sin da giovani, l’Altro o l’Altra. Ma poiché tutti i parametri della società si basano unicamente sul mercato, le modalità con le quali il rapporto affettivo viene realizzato riproducono appieno le dinamiche del consumo o della convenienza. La ricerca di amore assume la connotazione di un affannoso e spasmodico inseguimento per raggiungere il possesso dell’altro, come unico sbocco possibile ai propri conflitti interiori. Un possesso che non accetta destabilizzazioni o rifiuti e spesso si alimenta di prevaricazioni e violenze.
Coreografie           Simona Cieri
Soggetto                Rosanna Cieri
Musica originale    Daniele Sepe
Costumi                  Marco Caboni
Danzatori               Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, 
Maurizio Cannalire, Simona Gori
Regia                     Rosanna e  Simona Cieri

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