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Si è suicidato per protesta Ya Weilin, padre di uno degli studenti ucciso a Tienanmen tra il 3 e il 4 giugno 1989. La rivista Una Città ricorda l'annoversario.

4.6.2012, Ilaria MAria Sala - Ansa - Una città

Ya Weilin, di 73 anni, padre di uno degli studenti uccisi nella notte fra il 3 e 4 giugno 1989 nei pressi di Piazza Tiananmen, si è suicidato giovedì scorso, secondo un annuncio fatto oggi dal gruppo ³Madri di Tiananmen² composto da familiari delle vittime del 1989, di cui era membro. L¹uomo è stato trovato impiccato in un garage sotterraneo nei pressi della sua abitazione. Il figlio, Ya Aiguo, studente di 22 anni, ucciso da un colpo di proiettile alla testa, aveva preso parte alle manifestazioni pro-democrazia che avevano avuto luogo nella capitale cinese per quasi due mesi, in seguito alla morte di Hu Yaobang, un alto membro del Partito Comunista Cinese riformista, caduto in disgrazia. Secondo le dichiarazioni di Human Rights in China, un gruppo umanitario basato a New York, il corpo di Ya, ritrovato dalla polizia dopo che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa, è stato cremato ieri domenica. La polizia, stando a quanto dichiarato del gruppo, ha confiscato la nota che Ya aveva lasciato prima di togliersi la vita. Nell¹obituario pubblicato dalle ³Madri di Tiananmen² si può leggere che Ya, che era sposato con Zhang Zhenxia, già da alcune settimane aveva dato mostra di una crescente depressione a causa dell¹inutile trascorrere degli anni, senza che nessuna luce sia stata fatta sulla morte del figlio e sulle responsabilità che portarono ai militari ad aprire il fuoco su studenti e manifestanti disarmati. Ya Weilin faceva parte di quel gruppo di parenti delle vittime del 4 giugno che scriveva ogni anno alle autorità cinesi, chiedendo loro di investigare l¹accaduto, e cambiare il ³verdetto² sulle manifestazioni del 1989, solitamente descritte come sovversive. Fra le richieste inascoltate del gruppo, anche quella di provvedere per le vittime del massacro rimaste ferite e invalide, e per i familiari stessi. Molti dei componenti del gruppo, fra cui la fondatrice, Ding Zilin, sono regolarmente sorvegliati dalla polizia, ed hanno solo raramente potuto tenere delle commemorazioni all¹aperto dei loro figli e parenti scomparsi. Nei prossimi giorni si terrà il 23esimo anniversario della sanguinosa repressione di Tiananmen, che continua a non poter essere commemorata in Cina, con l¹esclusione della ex-Colonia britannica di Hong Kong, a statuto speciale, dove una veglia annuale richiama diverse decine di migliaia di persone.

 

Newsletter DOMANDE n. 73 - 4 giugno 2012 In occasione dell'anniversario degli eventi di Tiananmen, riproponiamo alcune interviste e interventi. LA MADRE STRAORDINARIA Gianni Sofri ci parla di Ding Zilin che la sera del 3 giugno 1989 perse l'unico figlio, Jiang Jelian, giovane studente universitario, uno dei primi ad essere ucciso in quella che passerà alla storia come "la notte del massacro di Tiananmen". Da allora la madre, Ding Zilin, destinataria del Premio Alexander Langer 1999, dedica la sua vita a mettere insieme l’elenco dei caduti e quello dei mutilati, le loro storie, per ristabilire la verità su un massacro tuttora negato dal regime cinese. http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=286 UNA DONNA FRAGILE E UN REGIME ONNIPRESENTE Marie Holzman ricorda il suo incontro con Ding Zilin http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=530 LA STESSA PASSIONE PER LA LIBERTA' Xiao Qiang, di Human Rights in China, ci parla, tra l'altro, di come Ding Zilin e il marito Jiang Peikun non si sono limitati a registrare, archiviare i nomi delle vittime di piazza Tiananmen, ma hanno ricostruito e voluto raccontare anche chi erano, come sono morti, dove, con tutti i dettagli, e questo nonostante l’incessante presenza della polizia che li segue ovunque e li tiene costantemente sotto custodia. http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=289 QUELLA SERA DEL 3 GIUGNO... Un funzionario del partito comunista, alcuni studenti, un’attivista, la figlia di un ufficiale dell’esercito e un operaio ricordano quella terribile notte tra il 3 e il 4 giugno in piazza Tiananmen in cui i loro destini vennero sconvolti. Interviste a Bao Tong, Fang Zheng, Pu Zhiqiang, Chen Yunfei, Qi Zhiyong, Zhou Li e Jin Jiangbo. http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=1972 POI, IL 4 GIUGNO... Un evento, quello di Tiananmen, quando il 4 giugno del 1989 le autorità aprirono il fuoco contro la popolazione, che stravolge la vita, portando all’impegno e però anche al carcere; la curiosità e l’interesse per gli ultimi; la critica a una classe di intellettuali che resta materialmente dipendente dal regime. Intervista a Liao Yiwu. http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=1927 Molti riferimenti a quell'evento sono inoltre presenti nelle "Lettere dalla Cina" di Ilaria Maria Sala, ora raccolte nel volume dal titolo appunto "Lettere dalla Cina", con introduzione di Gianni Sofri. http://www.unacitta.it/newsite/libri.asp?id=42

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