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Premio internazionale "ALEXANDER LANGER" 2000 a Natasa Kandic e Vjosa Dobruna

3.7.2000, fondazione

Con questo premio la Fondazione vuole ricordare Alexander Langer, il parlamentare europeo che ha deciso di morire il 3 luglio 1995 e incoraggiare persone che si battano per la convivenza tra i popoli, per la difesa di diritti universali e la tutela della natura. Il premio è dotato di una somma di 20.000.000 di lire.
Natasa Kandic (1946), laureata in Sociologia nel 1972 presso l'Università di Belgrado, entra a far parte di quel gruppo di intellettuali che, già a partire dal 1990, si oppone attivamente alla linea politica repressiva delle autorità serbe nei confronti delle minoranze democratiche e si impegna per difesa dei diritti umani e per la difesa delle vittime di soprusi perpetrati nel nome della superiorità etnica o nazionale E´ nel 1992 che fonda lo Humanitarian Law Center a Belgrado, di cui è attualmente il Direttore Esecutivo. Inizia a recarsi con regolarità anche in Kosova/o, dove oltre a raccogliere una documentazione sul campo, fornisce assistenza legale, ed altre forme di solidarietà. Nel 1996 apre un ufficio dello HLC anche a Pristina. Continua la sua attività nonostante le minacce e le limitazioni imposte dal regime di Belgrado, non fermandosi nemmeno dopo lo scoppio della guerra. Natasa Kandic, nel pieno dei bombardamenti NATO, si reca più volte in taxi a Pristina, per rendersi conto direttamente della situazione, rischiando la vita per portare in salvo qualche kosovaro. Fa sentire spesso la sua voce attraverso la stampa internazionale e grazie al lavoro d'inchiesta portato avanti con gli uffici dell´HLC, ha potuto offrire un prezioso contributo alla creazione del tribunale dell´Aja e alle sue prime sentenze di condanna. Di recente ha ricevuto insieme a Veton Surroi, direttore del quotidiano di Pristina Koha Ditore, il premio per la democrazia dal "National Endowment for Democracy" a Washington.
Vjosa Dobruna. (1955) pediatra di Pristina, partecipa dagli anni '90 alla resistenza non violenta ed alla disobbedienza civile sostenuta dal popolo kosovaro, contro la politica discriminatoria del regime di Milosevic. Perso il lavoro nel '92, come tutti i medici e i professori di lingua albanese, decide di dedicare la vita all'impegno a fianco delle donne e dei bambini kosovari. Ed è così che, grazie alla collaborazione di associazioni di donne di Bologna, dà vita a Pristina ad un "Centro per le donne e i bambini", che si impegna in particolare nel campo della salute e dell'istruzione. All'esplodere della guerra, nel marzo scorso, Vjosa Dobruna decide di trasformare il Centro, dotato di qualche attrezzatura, in un ospedale di fortuna. Viene improvvisamente catturata in punta di mitra, caricata a forza su un treno e condotta fino a Tetovo, in Macedonia. Nemmeno qui, nel campo profughi, si perde d´animo e riesce a continuare il suo lavoro con le donne e con i bambini, impegnandosi a mettere in piedi un Centro simile a quello di Pristina. Rientrata con i primi convogli di profughi alla fine della guerra, Vjosa Dobruna si impegna nella ricostruzione delle cose e delle relazioni tra le persone. Vuole che il Kosova/o vinca questa decisiva sfida e possa diventare veramente un paese per tutti quelli che vogliono viverci nel rispetto reciproco. Ha ricevuto di recente un incarico ONU volto proprio a favorire e promuovere il processo di riconciliazione nel suo paese (Co-Head of the Department of Democratic Governance and Civil Society of the Joint Administrative Structure of the United Nations Mission in Kosova).

Una menzione speciale verrà conferita al deputato russo Sergei Kovaljev per il suo impegno per la difesa dei diritti umani in Cecenia.

 

 

Il Presidente del Comitato Scientifico Renzo Imbeni
Il Presidente della Fondazione: Helmuth Moroder

Il Comitato Scientifico e di Garanzia della Fondazione, composto da Renzo Imbeni (presidente), Bologna, deputato europeo, vice-presidente del P.E.;
Gianni Tamino (vice), Padova, biologo, docente universitario; Ursula Apitzsch, Frankfurt, docente e ricercatrice universitaria; Anna Bravo, Torino, storica, docente universitaria; Elis Deghenghi Olujiæ, Pula/Pola critica letteraria, docente universitaria; Sonia Filippazzi, Roma, giornalista, Segretariato ONU contro la desertificazione; Pinuccia Montanari, Reggio Emilia, giornalista, bibliotecaria università; Margit Pieber, Wien, insegnante, giornalista; Alessandra Zendron, Bolzano, giornalista, consigliere Regione Trentino-Südtiro


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