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Fiera delle Utopie Concrete; incontro dedicato alla vincitrice del premio Langer 2009 Narges Mohammadi - Programma

14.9.2009, Fondazione Alexander Langer

Domenica 11 ottobre a Città di Castello (Pg) un incontro dedicato alla vincitrice del premio Langer 2009- Programma

L'impegno civile dell'iraniana Narges Mohammadi alla Fiera delle Utopie Concrete

Ingegnere trentasettenne, nel proprio paese è vicepresidente e portavoce del Centro dei difensori dei diritti umani, presidente del comitato esecutivo del Consiglio Nazionale della pace e da anni stretta collaboratrice di Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace nel 2003

La celebrazione del premio internazionale Alexander Langer sarà anche quest'anno uno degli appuntamenti più importanti della Fiera delle Utopie Concrete, kermesse fondata nel 1988 proprio dal compianto ambientalista e pacifista altoatesino. L'iniziativa si terrà nella giornata conclusiva della diciottesima edizione della manifestazione che, quest'anno, avrà come tema centrale la ricerca della “Giusta misura” e che si terrà a Città di Castello (Pg) dall'8 al 11 ottobre. Nel 2009 il premio è stato assegnato all'iraniana Narges Mohammadi, vicepresidente e portavoce del Centro dei difensori dei diritti umani e presidente del comitato esecutivo del Consiglio Nazionale della pace e da anni stretta collaboratrice di Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace nel 2003.

“Intenzione dichiarata del Premio Internazionale Alexander Langer – spiegano dalla Fiera delle Utopie Concrete - è di rivolgere l’attenzione pubblica su situazioni di violazioni dei diritti umani e di distruzione dell’ambiente naturale, onorando persone che in modo esemplare portano avanti nel proprio paese una lotta nonviolenta: per questo negli anni passati abbiamo voluto dare spazio ad alcune storie emblematiche, come ad esempio, nel 2008, quella del villaggio somalo di Ayuub e della sua fondatrice Maana Suldaan. Con Narges Mohammadi, quest’anno un’altra donna musulmana riceve il premio Langer per il suo impegno per i diritti umani nel suo paese, l'Iran, che vanta sì una storia e una cultura millenaria ma in cui dilaga una feroce repressione, soprattutto contro le donne. Un aspetto da tenere in particolare considerazione, visto che nel paese la componente femminile è sempre più importante e determinante e, ad esempio, nelle Università il 60% degli studenti sono donne”. Negli ultimi mesi i dubbi sulla regolarità delle elezioni del 12 giugno - che hanno visto vincitore Mahmoud Ahmadinejad - hanno portato centinaia di migliaia di persone in strada per protestare e chiedere nuove elezioni, attirando l’attenzione di tutto il mondo sulla situazione in Iran, portando sotto i riflettori l’uso del sistema carcerario e della tortura per una repressione violenta di ogni opposizione, la pratica della pena di morte con l’esecuzione anche di bambini, un diritto di famiglia con pesanti discriminazioni contro le donne.

Il premio Langer ad una donna iraniana, in questo momento, assume dunque un nuovo significato. Non si tratta più di risvegliare l’attenzione pubblica sui mali in questo paese, quanto di mantenere viva l'attenzione, per dare valore concreto alla solidarietà spontanea delle prime ore. In tal senso il premio Langer a Narges Mohammadi è una importante opportunità per sostenere la lotta sua e di tanti altri per un’Iran di diritto per le donne e per gli uomini. “Attribuire questo riconoscimento a Narges Mohammadi rappresenta un sostegno al movimento per la democrazia in Iran – ha commentato il premio Nobel Ebadi - è un gesto che riscalda il cuore di tutti coloro che lavorano per instaurare la parità dei diritti in Iran e che sono costretti a subire continui impedimenti, di natura illegale, da parte delle autorità del Governo della Repubblica Islamica dell’Iran”.

 

 



 

 



 

 



 

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