Fondazione | Alexander Langer | Stiftung

Da Srebrenica a Bruxelles: l'Europa che vorremmo - Conferenza internazionale conclusiva
Fondazione Alexander Langer Stiftung

Da Srebrenica a Bruxelles: l'Europa che vorremmo

 

Conferenza internazionale conclusiva della seconda settimana internazionale Life and Voices in Srebrenica

Presso la Sala Grande della Dom Kulture - Srebrenica

 

L'Europa che vorremmo è un'Europa aperta e includente. E' un'Europa dei cittadini e dei loro diritti, dell'unità e non dei confini. Delle regioni più che degli stati.

L'Europa che vorremmo è un'Europa che sa guardare ai suoi errori del passato, alle sue mancanze e debolezze quando dai Balcani venivano richieste di intervento attivo. E che non si rinchiude nelle paure, ma prosegue con coraggio nel percorso di allargamento delle proprie istituzioni.

L'Europa che vorremmo è un'Europa che aiuta a costruire la pace basandosi sulla giustizia e sull'elaborazione di memorie condivise. Che sa aprirsi ai nuovi cittadini venuti ad abitarla, senza razzismi e paure. E che sa ascoltare la vita e le voci degli altri. Senza dimenticare Srebrenica.

 

Programma:

Ore 9.00 – Saluti autorità e organizzatori

Valentina Gagic, gruppo locale Adopt Srebrenica – BiH

Abdurahman Malkic, Sindaco di Srebrenica - BiH

Tommaso Andria, Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo – I

Aldo Sicignano, Cooperazione Italiana UTL di Sarajevo – I

Intervento scritto di Marieluise Beck, Parlamentare della Repubblica Federale Tedesca – D

Fabio Levi, Fondazione Alexander Langer Stiftung - I

 
Ore 9.45 – Costruire l’Europa: il futuro viene dal passato

Vedran Dzihic, Center for European Integration Strategies, Wien/Sarajevo - A/BiH

Franco Juri, Giornalista, Capodistria – SLO

 

Ore 10.45 – Pausa

 
Ore 11.15 – Costruire l'Europa: il ruolo dei cittadini

Vehid Sehic, Forum dei cittadini di Tuzla, Tuzla – BiH

Olja Homa, Citizens' Pact for South East Europe, Novi Sad – SRB

Valentina Pellizzer, OneWorld Platform for South East Europe, Sarajevo – BiH

 

Ore 14.00 Conclusione

 

È prevista la traduzione simultanea in bosniaco, inglese ed italiano