Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

Scritti di Alex Langer Racconti, ricordi e dediche
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stefano Squarcina: missionario della politica

1.9.1995, da "Nigrizia", settembre 1995
Uomo di pace, ambientalista, europarlamentare dei Verdi, si è tolto la vita il 3 luglio scorso. Il ricordo di un amico.

Caro Alex,

è proprio vero che la morte di un uomo è come una biblioteca che brucia: se ne va la memoria, si consumano le immagini, bruciano i libri con i vari capitoli della vita. Ma tu non sei mai stato una biblioteca qualsiasi, fatta di libri che nessuno consulta perché di nessun valore. Sei sempre stato una grande biblioteca con tante cose da dire e da testimoniare, con tanti volumi in preparazione che ora rimangono incompiuti e che ora forse altri - speriamo - termineranno. Insomma, un punto di riferimento sia nella società civile sia nel parlamento europeo.

Non c'era campagna di solidarietà internazionale o di sensibilizzazione ecologica e ambientale che non ti vedesse coinvolto: ma non come quei politicanti che stanno cinque minuti in prima fila per far vedere a tutti che ci sono e poi se ne vanno. No. Tu eri spesso il motore di tante iniziative: motore culturale, perché eri un pozzo di idee che rigorosamente immettevi in quell'insopportabile personal computer, una specie di "coperta di Linus" dal quale non sapevi separarti perché tante erano le cose da fare; motore finanziario, perché a parte le due lire che tenevi per te e le tue legittime necessità, tutto il resto andava a numerose organizzazioni che, in questi anni, hanno potuto resistere davvero solo grazie ai tuoi contributi. Più volte ti ho detto che eri uno dei pochi deputati che conosco che ogni anno, con rigore tedesco, pubblicava alla lira i suoi bilanci personali, affinché tutti potessero consultarli.

Alex, il tuo impegno politico, sociale e culturale era totalizzante. Anzi, direi di più: eri posseduto da una visione missionaria della politica, sulla quale spesso ridevamo con tanti altri, scherzando sulla tua vocazione di prete. I messaggi con cui partivi per evangelizzare il mondo erano tolleranza, pace, solidarietà, convivialità delle differenze. Già, le differenze...una vera e propria ossessione per te, che vivendo a Bolzano/Bozen ti sei sempre rifiutato di definirti "italiano", "tedesco" o "ladino" o quant'altro.

Nella tua lotta contro il "censimento etnico" - che chiamavi "schedatura etnica", in base alla quale vengono stabiliti gli equilibri sociali in Sudtirolo - non si riconoscevano solo i diretti interessati, ma tutti coloro che non ci stavano e non ci stanno alla "pulizia etnica", di ogni tipo, fisica o culturale: credo il tuo defatigante impegno per la pace nella ex Jugoslavia nascesse anche dall'aver sperimentato direttamente le gabbie etniche che l'obsoleta sovranità degli Stati - sorgente di morte e di geurra - impone alle donne e agli uomini del nostro tempo. Niente ti annichiliva di più dell'idea di una Sarajevo divisa in quariteri musulmani, cristiani od ortodossi, quando sino a tre anni fa era una città tranquillamente multietnica e multiculturale, un simbolo di quella convivenza che volevi per Bolzano/Bozen e i suoi abitanti.

Alex, missionario laico, non avevi tempo per pensare a te stesso: ti si aggrappavano addosso i diseredati di ogni sorta, gli esclusi di tutto il mondo, i rappresentanti dei tanti popoli in pericolo. E per ognuno ti ritagliavi uno spazio, anche se i tuoi impegni come presidente del gruppo pralamentare dei Verdi ti avrebbero imposto di non riceverli nemmeno. Li ascoltavi con pazienza, e poi trovavi argutamente gli strumenti per investire il parlamento europeo dei loro problemi. E quando - più di una volta - anch'io ti ho fatto osservare che forse non era il caso di incontrare proprio tutti perché il tempo e la vita meritano anche qualcos'altro, mi rispondevi che avevi fatto conferenze per due persone e per mille persone, e che quella per due era sempre stata più stimolante.

chissà perché hai voluto togliere il disturbo. Molte persone avevano ed hanno ancora bisogno di te, a cominciare da Valeria che nei tuoi ultimi messaggi hai confessato di amare ancor più di quanto lei creda. Si prova una sensazione mista di sgomento e di rispetto quando qualcuno decide di andarsene come hai fatto tu, usando i rami di un albero nella paradisiaca Piana dei Giullari. Sgomento, perché tutti abbiamo misurato la nostra inutilità, incapaci di percepire cosa stava maturando nella tua disperazione. Rispetto, perché una scelta così drastica non si commenta, si accetta e basta.

Si, Alex, continueremo tutti "a fare ciò che è giusto", come hai scritto in quei bigliettini. Continueremo a farlo anche in nome tuo. Da dove sei, siamo certi che continuerai ad impegnarti affinché la modestia dei deboli abbia la meglio sull'arroganza e la prepotenza dei forti. Di sicuro, neanche lì starai con le mani in mano.
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