Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

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Helmuth Moroder: l'esempio di Alex

22.7.1995, Lettera aperta, comparsa sul "Il Segno", 22.7.95, in ladino
Caro Alex, molti di noi hanno iniziato ad interessarsi alla politica ed in generale alle cose pubbliche attraverso di te. Con il tuo esempio ci hai dimostrato che la politica può essere anche diversa, più umana, che ha il dovere innanzi tutto di risolvere i problemi di chi ne ha più bisogno, che deve rispettare tutti, in primo luogo la libertà individuale e collettiva.

Sono sicuro che molti di noi non sapevano se ti stimavano e ammiravano per la tua cultura, il tuo intuito politico e lo spirito innovativo che davi alla politica, oppure per la grande energia che trasmettevi alle persone che incontravi. Probabilmente erano entrambe le cose messe insieme.

Alex, tu eri un vero politico, nel senso più nobile di questa parola. Per questo vedevi come un dovere aiutare tutti coloro che ti chiedevano aiuto, non importava se il problema era piccolo o grande. La tua coscienza e la tua sensibilità non ti permettevano di dire di no a chi aveva bisogno di aiuto. Così ti ritrovavi a lavorare giorno e notte, per tutti i giorni dell'anno; anche quando si pensava che ti stessi riposando, la tua mente era in azione. Sempre al servizio dei deboli, degli indifesi, sempre lì ad ascoltare e a cercare di capire le opinioni altrui, a trovare soluzioni per le situazioni più difficili.

Nonostante ciò avevi molti avversari, molti che nel tuo impegno non volevano vedere nient'altro che una forte necessità di realizzazione personale. Sei addirittura stato rimproverato di essere un antidemocratico. Queste critiche non erano altro che lo specchio della realtà politica attuale, dove il desiderio di potere a qualsiasi prezzo è fortissimo. Perciò molti facevano fatica a credere che il tuo impegno fosse dovuto al tuo spirito di servizio verso l'umanità e per un mondo migliore per tutti.

Molti dicono che lavoravi troppo e per questo ti sei dimenticato di te. Forse hai veramente lavorato troppo, forse. Ma forse c'è anche troppa gente che pensa solamente a se stessa e dimentica con troppa facilità gli altri e il mondo che li circonda. Tu pensavi agli altri e forse è solo perché esiste ogni tanto una persona come te che si riesce ancora a vivere in qualche modo in questo mondo.
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