Alexander Langer Alexander Langer Racconti e ricordi

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Tommy Concer - In treno con Alex

8.3.2014, ricordo

Non mi ricordo come si è arrivati a parlare di Alex Langer. Fatto sta che ho raccontato ad un’amica un piccolo e banale episodio che sono stato da lei costretto, obtorto collo, a mettere per iscritto.

 

Premetto che tra me e Alexander Langer c’erano quasi quindici anni di differenza e io sapevo, ovviamente, chi era lui e che ruolo aveva.

Lui mi conosceva di vista, dato che, per pochi mesi prima dello scioglimento di lotta Continua, frequentavo la sede di via Taramelli .

Vorrei precisare che Lotta Continua non è stata sciolta per la mia frequentazione.

Comunque al tempo (metà degli anni ‘70primi anni) io ero un ragazzotto, che aveva iniziato a frequentare l’università a Perugia.

Per raggiungere la ridente città umbra il treno più comodo era quello delle 22.30 la domenica sera, detto anche “l’espresso dei deputati”, visto che molti di questi lo prendevano per andare a Roma.

Capitava a volte che, in attesa sulla banchina, vedevo spuntare Alex che con passo deciso, si avvicinava a me e a un altro giovane e ci precettava.

Quindi si saliva sul treno, lui davanti e noi dietro silenti.

Si raggiungeva il vagone di seconda classe con gli scompartimenti da sei. Lui adocchiava quello vuoto ed entrava.

A questo punto tirava le tendine, univa i sedili, si stendeva nel posto vicino al finestrino e puntava la sveglia.

Poi entravo io e univo i miei sedili e mi sdraiavo.

Infine il terzo della congrega, che sarebbe sceso o a Bologna o a Firenze, si sistemava nei sedili vicini a quel corridoio.

A questo punto si poteva leggere una mezz’oretta, poi con voce perentoria Alex diceva, “luce spenta che si dorme”.

 

Tommy Concer, Bolzano

8 marzo 2014

 

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