Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

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Roberto Dall'Olio: La storia insegna, poema storico-civile

22.9.2007, edizioni Pendragon 2007

Roberto Dall'Olio ha pubblicato di recente un piccolo "poema storico-civile" in rima, e ha dedicato ad Alexander Langer il capitolo quindicesimo, che qui riportiamo.
Insegnante, vive a Bentivoglio dove è assessore all'Istruzione. Nel 2000 ha pubblicato per le edizioni "la meridiana" il libro: "Entro il limite, La resistenza mite in Alex Langer".  Nel 2006 ha pubblicato per la stessa casa editrice un libro di poesie: "Per questo sono rinato".

CAPITOLO QUINDICESIMO

<<Volete andare a Sarajevo?

andate a illuminare la notte

con le pile della vostra sapienza ?

là si rimedia la tomba dell’Europa

a Plitvice il primo sparo

coperto dalle acque fracassate

giù dai grandi salti

i boschi raggomitolati dalle fiamme

tutto era morte ormai

anche le cascate>>

 

diceva un soldato

 

come era bella la Yugo!

per alcuni paradiso di caccia

per noi un altro mare

era bella come un vetro

di Murano che ha di fronte

statica come i lavoratori dipendenti

racchiusi nei loro compiti

rurale come un tempo

un altro mare

un volto mite ci affianca

salito da un lungo viaggio

 

<<Sarajevo non esiste più

là ho rivisto la vecchia storia

la sua fame di morte

afferrare le gole di molti

l’odio si moltiplicava

come le patrie fuse col sangue

famiglie cuori e cervelli

sezionati dai nuovi confini

a Sarajevo tutto era in gioco

ho visto perire l’Europa delle minoranze

ho visto

le anime belle della critica

semplificare

dalle loro stanze riscaldate

questa carneficina

 

 

c’era un piccolo mare di mezzo

é diventato un oceano

un oceano che sbatte sulla case

la vecchia storia

a Sarajevo mi sono infranto

davanti al massacro

ho invocato l’uso della forza

sono stato bollato

guerrafondaio qualunque

i ponti stavano crollando

in Italia si emettevano sentenze

permettete sono Langer

uno che è sfinito quaggiù

respirando la sua asfissia>>

 

il treno si è fermato a Tuzla

quello che resta di lei

capitale del coraggio

 

<<Un tempo piantavamo alberi a Tuzla

non conoscevamo la proprietà

piantavamo alberi molti

molti universi addietro

fummo capitale di pace

noi civili sepolti sotto le cifre>>

 

urlava una donna dal binario

un colpo aveva spaccato il vetro

le pallottole ogni tanto

uno strillone agita carte

a Srebrenica pallottole ogni tanto

alla radio trasmettono Smetana

tutto il giorno Smetana

e il numero dei morti

una donna veniva…

le sputano addosso

uomini appresso fanno salsicce

la donna vomita

un soldato le intima di leccare

moriremo tutti le dice

non lo saprà nessuno

la donna piange

la … ancora

la guerra civile ha sfasciato

il ricordo della pace

un bimbo pesca un pesce gonfio

il fiume è limpido di morte

cade una bomba di precisione

urlano in tanti

poi arrivano

misurano e telefonano

hanno fogli timbrati

parlano inglese.

 

 

 

 

 

 

 

 

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