Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

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Brescia ricorda Langer, il politico impolitico

22.2.2005, Brescia Oggi (t.b.)
Intitolata all’ambientalista morto suicida nel 1995 una delle vie che portano in castello

L’assessore Brunelli rammenta: «È stato un po’ il padrino della lista Verde in città. Ci ha aiutato tantissimo»

In alto, in una della stradine che portano in castello. Quasi a rappresentare la montagna dove era nato e che ha sempre amato. «Alexander Langer, ambientalista e uomo di pace, 1946-1995». Così riporta la lapide di marmo, inaugurata ufficialmente ieri. Langer è stato un «politico impolitico», ha detto il sindaco Paolo Corsini citando una definizione che fu di Adriano Sofri, figlio di una piccola patria (era di madrelingua tedesca, ma al censimento del 1981 e del 1991 si rifiutò di aderire alla schedatura nominativa che rafforza la politica di divisione etnica: per questo, nel maggio ’95 venne escluso dalla candidatura sindaco di Bolzano) ma interprete delle esigenze di tutte le patrie. «Langer ci dice che la politica si regge su un prima che la motiva e un dopo che la giudica, che c’è un limite della politica nella sua capacità di rappresentare la coscienza».
Intitolargli una strada, ha messo in evidenza Corsini, dà il senso di una città in cammino, che guarda alla dimensione dell’incontro e della convivenza.
«Quando al parlamento europeo arrivò la notizia del suo suicidio (Langer fu deputato europeo dal 1989 al 1995) - ha ricordato l’europarlamentare verde Monica Frassoni -, la costernazione e il dolore fu di tutti poiché era sempre stato percepito come qualcuno molto legato al concetto di democrazia europea».
La politica estera dell’Unione finalizzata a prevenire i conflitti, ha sottolineato Monica Frassoni, sono una sua eredità.
L’assessore Ettore Brunelli ha ricordato i tempi in cui Alex Langer veniva a Brescia, agli inizi degli anni ‘80: «E’ stato un po’ il padrino della lista Verde in città. Arrivava con il suo maglione, ci dava una mano, non chiedeva neanche il rimborso».
Alex Langer sostenne a gran voce le forze di conciliazione interetnica nel conflitto jugoslavo. Una volta affermò: «l’Europa muore o nasce a Sarajevo». Si tolse la vita il 3 luglio 1995, pochi giorni prima il peggior massacro compiuto in Bosnia, quello di Srebrenica, compiuto dalle truppe dei nazionalisti Serbi agli ordini di Ratko Mladic.
«Alex Langer fa quindi parte del movimento politico nel quale ha militato (i Verdi) - ha concluso il sindaco Corsini -, ma in qualche modo appartiene anche alla dimensione dell’umanità che vuole essere pacifica».
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