Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

Scritti di Alex Langer Racconti, ricordi e dediche
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Enrico Deaglio: I molti addii ad Alexander Langer

1.1.1996, Da “Bella Ciao" ed. Feltrinelli, 1996
Sento la notizia alla radio: il parlamentare europeo dei Verdi, Alexander Langer, si è ucciso, impiccandosi con una corda da montagna a un albero di albicocco. Ha lasciato tre biglietti, scritti in italiano e in tedesco, indirizzati alla moglie e agli amici.

Alexander Langer, dei compagni che ho conosciuto, era il più serio, il più competente, il più rigoroso e il più ironico. Alex non era italiano, era naturalmente europeo, naturalmente cosmopolita e non solo per le cinque lingue con cui quotidianamente commerciava. Provava un naturale piacere nel passare i confini - fossero questi fisici, etnici o culturali - per andare a vedere che cosa c’era dall’altra parte. Per portare una lettera, un messaggio e per riportare indietro un segno - un qualsiasi segno - di colloquio. Alex aveva la vocazione antica del messaggero, dell’ambasciatore, dell’uomo saggio.
Era nato a Sterzing (Vipiteno), in provincia di Bolzano. Era stato uno dei cinque liceali più brillanti d’Italia alla sua maturità e quando lo conobbi si spostava su una vecchia vespa, cui teneva molto perché l’aveva salvata dal fango dell’alluvione di Firenze del 1966. Trent’anni fa Alex è stato tra gli animatori di un gruppo cattolico del dissenso a Bolzano che intendeva spezzare le barriere tra tedeschi e italiani: pubblicavano un giornale che si chiamava “Die Brücke”, il ponte. Vent’anni fa, Alex è stato insegnante a Roma, giornalista, dirigente di Lotta Continua, direttore responsabile del quotidiano omonimo. Era un biondo, magro, con gli occhiali, dal viso aguzzo e dagli occhi azzurri ridenti, parlava italiano con una forte inflessione tedesca. C’è una sua fotografia famosa, mentre - unico - soccorre un poliziotto ferito da una pallottola davanti all’università di Roma, all’inizio del 1977. Quando Dario Fo è andato in tournée in Germania, Alex è stato l’unico in grado di fare la traduzione simultanea di Mistero Buffo. Dopo quell’anno Alex è tornato a Bolzano, “guastatore pacifico” di una provincia dove vigeva, e vige ancora, una odiosa divisione etnica. Il suo lavoro quotidiano, coraggioso, utile, ha innalzato il tasso di convivenza nella provincia come prima non si era mai verificato.
Alex è stato eletto a molte cariche politiche e amministrative. Parlamentare europeo per i Verdi dal 1989, alle ultime elezioni comunali ha posto la sua candidatura a sindaco di Bolzano. I sondaggi dicono che vincerebbe Alex. Ma lui - per principio - si rifiuta di dichiarare la propria “appartenenza etnica” e quindi viene escluso dalla competizione.
A me piace moltissimo Alex, è la mia idea di Europa. Lui fa milioni di cose: viaggia, mette in contatto quelli che non si parlano. Tedeschi e italiani dell’Alto Adige/Sud Tirolo; greci e turchi di Cipro; vecchi pacifisti di Israele e lungimiranti palestinesi; è nel Kosovo, è in Bosnia, è portavoce delle comunità degli zingari rimasti in Europa. È stato nominato capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo, i giornalisti lo hanno votato “miglior parlamentare europeo” a Strasburgo. È sempre di corsa, trafelato. Pensa sempre di essere in ritardo.
Ma esiste davvero, l’Europa di Alex? Se fosse esistita, avrebbe impedito la guerra nella ex Jugoslavia. Se esistesse, non gli metterebbe giorno dopo giorno ostacoli quando Alex propone di fare qualcosa per far cessare la guerra.

Sepolto alla Badia Fiesolana, il 6 luglio, nel luogo che con la moglie Valeria frequentava da studente, Alexander Langer è stato ricordato da don Angelo Chiaroni e per lui hanno parlato in chiesa Peter Kammerer, Marco Boato, Adriano Sofri, Carlo Ripa di Meana, Jutta Steigerwald, Claudia Roth, in presenza di centinaia di amici. La sua bara è stata salutata da un picchetto d’onore dei carabinieri.
Il giorno dopo Alex era a Bolzano, nella chiesa dei Francescani. Hanno officiato per lui nove sacerdoti e ha parlato con molto affetto il vescovo Wilhelm Egger. Erano presenti millecinquecento persone. Dopo la cerimonia religiosa hanno preso la parola per ricordarlo, tra gli altri, i suoi amici Reinhold Messner e Bruna Dalponte.
Ho chiesto a Edi Rabini, uno degli amici più cari di Alex, se qualcuno abbia rimproverato ad Alexander Langer il suicidio. “Certo, lo abbiamo fatto noi suoi amici. Ma Alex ha avuto ben tre funerali religiosi, e solo il vescovo di Bolzano gli ha fatto un rimprovero, molto benevolo. Sai, la frase del Vangelo che Alex ha lasciato: “Venite a me, voi che siete stanchi e oberati...”. Il vescovo ha ricordato che Alex aveva studiato, da ragazzo, il testo preconciliare e poi l’ha richiamato: avresti dovuto ricordarti come finiva e impararlo a memoria. finiva con: “io vi ristorerò”.
Il 10 luglio le ceneri di Alex sono giunte al piccolo paese di Telves, vicino a Vipiteno, dove giaceranno nel minuscolo cimitero che domina la valle, insieme ai resti di suo padre, medico ebreo viennese che sopravvisse alle persecuzioni protetto da italiani a Firenze, e di sua madre, sudtirolese, farmacista a Vipiteno. Qui, di fronte a pochi intimi e a una quindicina di abitanti di Telves, il parroco Gottfried Gruber lo ha ricordato, in tedesco, in un modo inusuale. Ha distribuito ai presenti una cartolina che riproduce, in forma stilizzata, la deposizione di Cristo dalla croce e ha raccontato di un altro suicidio, avvenuto nella sua famiglia. Il figlio di suo fratello era morto come Alex, si era impiccato a un albero. Il parroco Gruber ha descritto i gesti di suo fratello: una mano cingeva il corpo, l’altra tagliava con un coltello la corda, e così lo depose al suolo. E ha concluso: “Così farà con il nostro Alex anche il padre nei cieli”.
Il 12 luglio l’onorevole Alexander Langer è stato commemorato a Strasburgo da parte di tutti i capigruppo del Parlamento europeo, nella sala Willy Brandt offerta dal partito socialdemocratico. Sono intervenuti il sindaco della città bosniaca di Tuzla, Selim Beslagi´, i rappresentanti di tutti i gruppi politici, tra la grande commozione degli interpreti. Un quartetto di archi ha suonato musiche di Haydn. Tra gli oratori, Otto d’Asburgo, figlio di Zita, l’ultima dei sepolti a Vienna nella cripta dei Cappuccini, a nome dei cristiano-sociali, che di Langer ha lodato “il contributo al Parlamento da uomo di Stato”.
Il Parlamento europeo ha anche deciso di offrire delle borse di studio in sua memoria. Una prima raccolta di scritti di Alexander Langer, dal titolo La scelta della convivenza, è stata pubblicata dall’editore Sellerio.
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