Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

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Lisa Foa: la Fondazione dedicata ad Alexander Langer

22.11.1999, Firenze 22 novembre 1999
Il 4 luglio 1999 è stata costituita a Bolzano la Fondazione Alexander Langer Stiftung onlus. Non nasce da una decisione volontaristica di un gruppo di amici e collaboratori di Alex Langer, perchè in realtà non è altro che la veste organizzata di un’attività che già esisteva nell’ambito dell’associazione Pro Europa promossa da Alexander Langer nel 1994.

Non era una cosa formale ma una rete di rapporti, contatti e collaborazioni da lui creata in molti anni di lavoro, quel lavoro lento e paziente di cui Alex era maestro, a partire da quel laboratorio di convivenza interetnica che voleva fosse il suo Sudtirolo, dove aveva già riversato le sue molteplici esperienze raccolte anche qui a Firenze, a partire dalla sua frequentazione con il dissenso giovanile e cattolico. Un periodo di formazione molto importante. Si era poi rivolto in molte altre direzioni. Innanzitutto in Europa e nell’ambito del Parlamento che frequentava assiduamente e che ha utilizzato come una specie di campo base, per effettuare molte missioni e perlustrazioni, innazitutto nell’Europa centro orientale, dove Alex si recò molte volte prima e dopo la caduta del muro. In quest’altra Europa che era in genere molto trascurata da quest’altra Europa più evoluta, che stava costruendo il suo percorso di zona sviluppata e privilegiata, seppe trarre delle osservazioni molto perspicaci sulle difficoltà e sulle lacerazioni che stavano manifestandoci. Adriano Sofri, che è stato molto amico di Langer, ha pubblicato di recente in una sua rubrica, un pezzo degli appunti di Langer su di un viaggio che lui fece in Kossovo nel 1991, con una caravona di pacifisti, che comprendeva una delegazione di personalità delle diverse regioni che la componevano, compreso un folto gruppo di intellettuali serbi. Aveva messo in luce le ancora esili possibilità di pace, ma anche la sensazione che fosse ormai troppo tardi per impedire quella crisi. Da allora sono passati, nell’indifferenza dei paesi europei per quella lotta nonviolenta, altri 8 anni, fino all’esplosione del conflitto al quale stiamo assistenedo in questi giorni.
Alex fece anche molti viaggi nell’area mediterranea, era attratto non solo dal Sud dell’Europa ma dalla presenza di molti conflitti e di convivenza plurinazionale di cui si occupapa e fece molti viaggi nel Sud del Mondo, dove lo portava il suo impegnmo in difesa dell’ambiente e dei diritti civili e umani.
Il premio internazionale Alex Langer che è stato un pilastro dell’attività di pro Europa e che pensiamo diventerà un pilastro anche della nuova Fondazione, si collega idealmente a questa capacità di Alex di guardare a spazi sempre più vasti. Siamo partiti da Tuzla e dal suo sindaco Selim Beslgaic, al quale Alex era particolarmente legato perchè vi vedeva un altro laboratorio di convivenmza interetnica anche se ovviamente in una situazione molto più drammatica di quella che Alex aveva conosciuto nella sua terra d’oroigine. A lui abbiamo affidato in modo simbolico il patrocinio del premio. Ed è stato propriolui a consegnare nel 1997 a Khalida Messaoudi, di cui avrete certamente sentito parlare per merito della sua lotta per la democrazia e la convivenza e sopratuttto per la liberazione della donna in Algeria, in un paese dove gli spazi lasciati da un potere autocrativco e da un fanatismo religioso sono molto esigui. E nel 1998 il premio è stato assegnato a due donne ruandesi, Yolande Mukagasana e Jacqueline Mukansonera, una donna tutsi e una donna hutu. Una donna tuttsi che è riuscita a salvarsi dal genocidio e una donna hutu che l’ha salvata nascondendola, che sono state testimoni e protagonisti di uno dei più orrendi massacri di questo secolo.
Attraverso questo premio abbiamo scelto alcuni casi umani esemplari, esperienze di vita che abbiamo voluto segnalare e che ci sembra possano rendere più tangibili e percepili i principi e le azioni che furono di Alexander Langer. Noi non vorremmo che le finalità della nostra Fondazione, descritti nell’art. 2 dello Statuto, corressero il rischio di rimanere dei principi astratti, delle predicazioni, ma che si concretizzassero nella vita reale delle persone. Noi vorremmo fare in modoche quei premi possano operare questa congiunzione.
Questa Fondazione non si pone, nonostante che il nome appaia ambizioso e solenne, sarà una Fondazione leggera, non burocratica, e sarà sempre retta prevalentemente dal lavoro volontario dei suoi animatori e soci. E questo non soltanto perchè avrà sempre pochi soldi, perchè noi ci muoviamo in quell’ambito che Alex chiamava dei “poveri della terra, lontano dai potenti e dai centri di potere, ma anche perchè crediamo in quella semplicità di vita, la semplicità sostenibile di cui Alex faceva l’elogio e che praticava quotidianamente.

(trascrizione)
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