Alexander Langer Alexander Langer Racconti, ricordi e dediche

Scritti di Alex Langer Racconti, ricordi e dediche
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Enrico Euli: La casa di Alex

1.9.1996, archivio Langer
Sulle soglie, la scritta: Lentius, Suavius, Profundius.

Prima di entrare in casa è importante dire che essa ha quattro porte, soglie aperte nei due sensi, in ingresso ed in uscita, orientate verso le nuove geografie della vita e del mondo...

A SUD/OVEST
La prima soglia guarda verso le differenze e i conflitti che attraversano le identità e le relazioni tra esseri umani, tra le persone (a livello micro), tra i gruppi (meso), tra le nazioni e gli stati(macro).
Gli approcci abituali (violenti, oppressivi, discriminanti o, nella più avanzata delle ipotesi, paternalistici e protezionistici) preservano un loro potere ed una loro presenza nelle sorti del mondo, pur rivelando ampiamente la loro crescente inefficacia.
Ad iniziare dai rapporti nei generi e tra i sessi, per le numerose variazioni e i critici crinali che in essi si stanno evidenziando negli ultimi decenni: le conquiste e le evoluzioni (non solo tra le donne) del femminismo diffuso, l'emergere pubblico delle omosessualità, delle transessualità e dei transgenderismi, i cambiamenti di ruolo e di immagine dei 'maschi' e delle 'femmine' nelle relazioni interpersonali e di coppia ed in quelle sociali e di lavoro...
Soprattutto nella vita delle città, sale l'ansia di sicurezza e di autodifesa del proprio 'territorio', la richiesta di protezione e di vigilanza, il rifiuto della convivenza e l'esaltazione delle chiusure etniche, il risorgere di posizioni apertamente o velatamente razziste.
Cresce anche, però, la realtà dei rapporti interculturali, con le sue 'contaminazioni' e 'meticciati', i tentativi di giungere ad una mediazione adeguata ed accettabile per tutti e per ciascuno.
Sul versante dei conflitti su scala 'macro' la guerra, intesa come presunto strumento della loro risoluzione, pare continuare ad imperversare.
Crescono, però, lentamente ma in modo significativo, gli studi e le sperimentazioni su approcci alternativi alla cultura del nemico e della guerra, coerentemente nonviolenti e davvero rispettosi della differenza e della, anche radicale, alterità.

A NORD/EST
La seconda soglia è socchiusa verso i rapporti tra generazioni: tra adulti e giovani, tra genitori e figli, tra educatori ed allievi, ad esplorare l'immenso e sensibile mondo della comunicazione, dell'educazione, della formazione.
Le vecchie ricette, famiglia e scuola incluse, stentano a cercare e trovare risposte adeguate a quel che accade: procedono a tentoni, aggiustano falle, cercano di salvare il salvabile, dando colpi al cerchio e colpi alla botte. Ma queste strategie appaiono ormai inutili e superate: è necessario un cambiamento a livelli più profondi, un ri-apprendere ad apprendere che modifichi la natura delle domande e delle risposte, che trasformi le strutture e le organizzazioni, che riparta dai bisogni e dalle risorse delle persone e delle loro relazioni reali e non dalle esigenze obbligate di enti, ministeri, burocrazie e ordini professionali.
La centralità della formazione, legittimamente propagandata verso finalità di orientamento professionale per i giovani, si pone anche e soprattutto come urgente istanza di apprendimento permanente per le generazioni adulte, anche come dimensione attraverso cui acquisire nuovi modelli complessi di lettura e di gestione dei contesti e delle informazioni.
Significa anche un rinnovamento delle figure educative, delle loro metodologie didattiche, delle competenze relazionali e transdisciplinari di cui disporre: perché non è più solo tempo di aggiunte (tecniche e di contenuto), ma è il momento di una re-visione completa delle forme stesse dell'educare.

A SUD/EST
La terza soglia si apre, con intelligenza e umiltà, verso la dimensione ecologica della nostra Casa più grande, la natura.
Guarda ai rapporti tra mente e natura, tra umano e non (solo) umano, tra le specie, per i loro indubitabili contatti e le infinite analogie, ma anche per le differenze e i contrasti che tra essi sono emersi e si sono sviluppati nel tempo.
La questione ecologica, in tutta la sua attualità, resta sostanzialmente immutata ed irrisolta, forse addirittura aggravata, rispetto alle prime ipotesi di 'limiti dello sviluppo'
Oggi viviamo in un tempo di maggiore, generica, consapevolezza, ma le scelte di fondo restano orientate, in tutti gli ambiti politici ed economici, da altre gerarchie di valore, per nulla attente ai rischi e ai richiami provenienti dal pianeta.
E' necessario far crescere ancora consapevolezze più diffuse ed impegni più stringenti, se vogliamo evitare di proseguire a concepire la convivenza tra esseri umani e natura come un conflitto senza fine e senza scampo, per gli uni e/o per l'altra.

A NORD/OVEST
La quarta soglia è una vera e propria interfaccia che si pone tra il vivente e il non vivente, tra il naturale e l'artificiale, tra l'umano e il tecnologico.
Già usare certi termini come alternativi è divenuto ormai problematico, tante sono diventate le sovrapposizioni e le intersezioni tra queste dimensioni oggi.
L'informatizzazione, la telematica audio-visiva, l'ingegneria genetica, la chirurgia clinica, il costante sviluppo di tecnologie che aggiungono alla nostra vita 'protesi', 'sostituti' e 'facilitazioni', ci spingono ad accelerazioni e convivenze inaspettate, verso le quali ci troviamo tutti ovviamente impreparati e, spesso, attoniti.
Oltre ad un faticoso lavoro per la costruzione di regole bioetiche comuni e condivise, è necessario creare un'alfabetizzazione emotiva e razionale, che ci consenta di usare questi strumenti con maggiore competenza critica e più forte integrazione con la nostra storia e i nostri vissuti di ieri e di domani. Al momento, invece, sembra crescere il rischio di intrattenere con la tecnica una relazione idolatrica, che non conosce limiti e soglie, poco rispondente alla dignità umana e alle sue reali possibilità di rispondere alle domande di senso e di relazione che, pure, continuano ad esistere e a reclamare un loro spazio ed un loro tempo.

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Ed eccoci a visitare, come primi ospiti, la Casa di Alex.
Al suo interno arredi biologici ed ecologici, qualche immagine, due - tre frasi di Alex o di altri, quelle che ci piacciono di più; il tutto in sobrietà e tranquillità, silenzio o sonorità soffuse.

Davanti ad ogni soglia un tappeto con cuscini, luogo ideale per incontri, dialoghi, colloqui, confronti ed aperture. Questo sarà il luogo per letture poetiche e saggistiche, per la visione di film e l'ascolto di musiche, per la consultazione di riviste ed altri testi lì disponibili, magari innaffiando il tutto con bevande e pasticcini, come in un the nel deserto...

A certe ore vi sarà anche una tavola, imbandita di proposte, consigli, informazioni e -soprattutto- disponibilità ad ascoltare e a comunicare: si alterneranno consulenti in vari campi, dalla mediazione dei conflitti al consumo critico, dalla bioedilizia al commercio equo e solidale, dalla scrittura di tesi all'attività didattica, dall'alimentazione naturale al servizio civile...

In certi giorni si apriranno anche i laboratori e le officine: luoghi e tempi destinati ad imparare nuove attività, ad allenarsi verso nuovi apprendimenti, ad aprirsi verso nuovi modi di vedere e di conoscere, ad incontrarsi con chi non conosciamo ancora (in primo luogo, forse, proprio con noi stessi...).
Si organizzeranno (anche grazie alle proposte di chi ci frequenterà, alla disponibilità dell'Emporio che ci ospita e della sala della Cooperativa Passaparola, che sta nella via vicina) training, incontri formativi, attività manuali ed artigianali, corsi di alta cucina e di alta filosofia, tra il politico e il personale, senza dimenticare il senso e gli orientamenti delle nostre quattro porte.

Le porte sono socchiuse, ma le finestre della Casa di Alex sono più che aperte, spalancate: qui saranno esposte le notizie, le informazioni, i contatti, le richieste, le domande e le offerte, le pubblicità ed i richiami, relativi a tutto ciò che si muove intorno e che potrebbe interessare gli ospiti della Casa.

E se non bastassero le finestre, ricordatevi che la Casa dispone anche di buone antenne: un telefono, naturalmente, un fax, un computer con cui si può viaggiare in rete ed entrare in contatto virtuale con tanto e con tanti (senza dimenticare che la vita è, e resta, soprattutto 'altrove'...).








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