Alexander Langer Alexander Langer Racconti e ricordi

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PARLAMENTO EUROPEO: interventi dei parlamentari

12.7.1995, archivio langer, atti

Selim Beslagic,Sindaco di Tuzla - Catherine Lalumière, Are, Francia - Guy De Vries, Eldr, Olanda - Kamof, Bulgaria - Katherina Daskalaki, Upe, Grecia - Luciano Pettinari, Gue/Ngl, Italia - Luigi Colajanni, Pse, Italia - Mirco Prejanovic, Bosniaherzegovina - Otto Von Habsburg, Ppe , Germania - Pauline Green, Pse, Gran Bretagna - Winfried Martens, Ppe, Belgio

SELIM BESLAGIC - sindaco di Tuzla

Caro Alex, il mio compito di oggi è molto difficile perché devo dirti addio. Devo dirti addio prima a nome delle forze democratiche che riunivi nel seno del Verona Forum ma anche a nome di tutta la Repubblica della Bosnia-Herzegovina e i cittadini di Tuzla. È difficile dire addio, all'uomo che ha dato la sua vita per aiutare i comuni esseri umani.

Nella Bosnia-Herzegovina la morte è diventata quotidiana, però accettiamo sempre con tanto dolore ogni perdita umana. Nel contesto di un'aggressione brutale e fascista contro la dignità umana tu eri fra i primi a opporti a questa ingiustizia. La Bosnia-Herzegovina è diventata quasi un ossessione per te perché tu volevi aiutare la gente che era minacciata nell'esistenza la più elementare.

Adesso, quando avremo il più grande bisogno di te, quando la tua energia instancabile ci ispirava e ci motivava per continuare, quando il tuo lavoro senza riposo ci impediva di perdere la speranza, bruscamente tu ci lasci. Siamo obbligati a continuare il nostro lavoro ma senza di te, caro Alex, ci sarà molto difficile.

Nel mio paese, la Bosnia-Herzegovina, ci si separa dal defunto in silenzio, nella tua Italia con degli applausi. sono queste differenze che tu hai saputo sempre accettare. Per te le differenze arricchiscono lo spirito umano. Ciò l'hai dimostrato non volendoti dichiarare nella tua Bolzano né come italiano, né come tedesco. Sei sempre stato un semplice essere umano. Oggi ti diremo addio in silenzio ma i nostri cuori battono più forte degli applausi.

Caro Alex, tu non hai mai escluso i clichés. Per noi tu sarai il simbolo della lotta per la dignità umana e per i diritti dell'uomo.

Speriamo che l'idea dell'umanità non ci lascerà insieme a te. Questa idea sarà ripresa dai tuoi amici e proseguita dappertutto dove sarà necessario difendere i diritti dell'uomo, il diritto alla vita. Oggi a Srebrenica, domani a Jepa, dopodomani nel mondo intero.

Signore, Signori, nella grande tragedia che i popoli della Bosnia-Herzegovina stanno vivendo, le vocazioni di Alexander Langer, indulgente, nobile, unico, ci darà motivo e l'obbligo di continuare sulla via che ci ha indicato.

Nella sfida della sua partenza troppo prematura, Alex rappresenterà per noi un grande amico, un amico che ha teso le sue braccia verso la Bosnia-Herzegovina nel momento della sua più grande angoscia.

Restandogli per sempre riconoscente, dico adesso addio all'uomo per cui l'amore non conosceva limiti. Grazie Alex.

PAULINE GREEN - PSE, Gran Bretagna (partito del socialismo europeo)

Cari amici, come sapete Alexander Langer non faceva parte del mio gruppo ma per molti del mio gruppo lui era uno di noi e noi di lui. Ed io penso che non c'è modo di dimostrare di cosa significasse lui per molti di noi, così da potervi descrivere e spiegare il profondo immenso shock, disperazione e scoraggiamento che il mio gruppo ebbe quando ricevette la cosi triste notizia della sua morte. Come facente parte del gruppo politico leader in questa casa, un gruppo che ha una famiglia globale politica, ho il triste compito di ricordare la perdita di un compagno che è conosciuto da noi tutti. Noi ci affidavamo al suo istinto, ci affidavamo a quello che lui riteneva giusto, rispettavamo totalmente il suo senso di responsabilità, la sua personalità e la sua forza. Benché lui non fosse del nostro gruppo, molto spesso ci affiancava, con il suo carattere piuttosto indisciplinato. Devo dire che ieri ho pensato a lui spesso nella plenaria. Ci mancherà profondamente. Ci mancherà il suo impegno, ci mancherà la forza e integrità che portava a quelle cause, quelle cause a lui care e che lui sosteneva. Io entrai in questo Parlamento 6 anni fa e credo che Alexander Langer era uno delle prime persone di un altro gruppo con il quale ho avuto qualche contatto, inizialmente nella comune lotta per i rifugiati e le persone disperse di Cipro. Io vi porto la mia compassione e simpatia del gruppo socialista in questa casa e credo che sia opportuno ricordare oggi questo uomo, ricordare quello che lui riteneva giusto, un uomo di rara qualità. Tante grazie.

OTTO VON HABSBURG - PPE , Germania (Partito popolare europeo)

Il nome Alexander Langer significa tre cose. Per primo era un uomo molto credente, aveva sempre nei suoi atti saputo mantenere il contatto con il senso dell'eternità. Per lui non c'è stata alcuna morte come rottura, è un continuo di una vita in una seconda vita migliore. Per secondo Alexander Langer significa un uomo nobile. Nella vita politica era un uomo molto cortese, in cui si poteva avere una fiducia totale, perché si sapeva che profondamente lui era nobile e aveva un carattere pulito, che non si può trovare facilmente. E per terzo i suo senso del dovere, il suo darsi totale a questo compito grandioso che ci dato da svolgere come europei. Con la notizia che ricevetti della sua morte dovetti ricordarmi di un avvenimento vissuto molti anni fa nel lontano ovest degli Stati Uniti. Lì ai piedi del Rocky Mountain c'era un vecchio cimitero e in quel cimitero c'era una pietra dove c'erano semplicemente delle parole: "Qui riposa Joe, ha fatto del suo meglio" ed io ho questa impressione: che questa scritta sia la più bella scritta che si possa scrivere su tale pietra, e che Alexander Langer ha meritato sicuramente una tale scritta. I suoi amici possono essere fieri di lui.

WINFRIED MARTENS - PPE, Belgio (partito popolare europeo)

Purtroppo io non ho conosciuto Alexander Langer a lungo, solo per quasi un anno. Quando venni nel luglio dell'anno scorso al Parlamento l'ho incontrato e sono rimasto immediatamente colpito del suo grande impegno, della sua franchezza anche come uomo, degli ideali cui aspirava.

Anche dalla nostra convinzione politica, dalla famiglia politica in cui appartengo, ha avuto una grande ammirazione per il suo impegno per l'ambiente, per il rispetto verso l'uomo, per le minoranze, per il rifiuto delle posizioni estremi anche a livello culturale. Veniva da una regione e un paese che può esser paragonato al mio, dove abbiamo tentato di trovare soluzioni di armonia, ma chiaramente il suo impegno, soprattutto per ciò che accade in Bosnia, superava ogni limite. E a nome di tutti coloro che nel nostro gruppo lavoravano insieme, voglio elogiare la sua memoria. Questo è di grande importanza per tutti noi che lavoriamo qui insieme e che difendiamo il valore di un ideale europeo, fatto anche di tolleranza e di profondi radici.

GUY DE VRIES - ELDR, Olanda (partito europeo dei liberali, democratici e riformatori)

Alexander Langer mi era caro per due caratteristiche che sono molto rare. Per primo la sua volontà ferma di guardare, in ogni situazione, all'uomo e all'umanità, al di là di ogni ideologia, di nazione o di appartenenza etnica. Ogni volta c'era Langer che metteva l'uomo al centro di tutto e dava un esempio a noi, membri di questa casa. Langer mi era anche caro per il suo coraggio. Il suo coraggio di andare contro ai pregiudizi stabiliti e il suo coraggio di ascoltare i gridi di disperazione della Bosnia, difendendo anche la necessità di interventi militari. Per questo, in Parlamento, costituiva un elemento che apriva nelle riunioni riflessioni controverse.

Langer era per noi membri di questa casa, in molte circostanze, il tipo di persona che noi volevamo essere. Un uomo che viveva da un alto ideale. Un uomo che si poneva alte esigenze in questo mondo. Alla fine ha provato, con l'impegno intero del suo carattere, a rendere visibile su questa terra una piccola parte del cielo. E quando la terra non glielo ha permesso, si è tolto la vita. Che lui possa trovare pace da colui che ha creato il cielo e la terra e in cui noi un giorno ritorneremo.

CATHERINE LALUMIÈRE - ARE, Francia (Alleanza radicale europea)

Come molti di qui ho imparato a conoscere Alexander Langer a poco a poco. Eravamo colleghi alla Commissione degli Affari Esteri. Ammiravo quella capacità formidabile di lavoro, quel dono straordinario per le lingue, quell'apertura verso gli altri, quella passione per difendere le cause, le più disinteressate, le più nobili. Alexander Langer non poteva lasciare nessuno indifferente. Nel nostro gruppo, che io rappresento qui, non eravamo sempre d'accordo con i suoi punti di vista, ma eravamo sempre vicini e avevamo un grande rispetto per le posizioni che lui difendeva. E' raro che un uomo politico partendo lasci dietro di se una così grande tristezza, perché noi siamo tristi. Profondamente. Dall'annuncio della sparizione di Alexander Langer sono stata molto colpita perché ci fa vivere dei momenti incredibili. Noi siamo qui al Parlamento Europeo, donne e uomini politici, abituasti a misurarci con la realtà, abituati a transigere, abituati ad accettare l'inaccettabile. E poi eccoci un parlamentare che va fino in fondo delle sue convinzioni, fino i limiti estremi delle sue forze e fino a decidere di dire no completamente. Credo che non abbiamo ancora misurato l'eccezionale lezione che ci lascia in questo mondo politico generalmente freddo e finalmente troppo indifferente. L'esempio della sofferenza che l'ha indurito, l'onestà che l'ha condotto fin dove è andato. Tutto questo devo dire mi commuove, ci commuove ma ho veramente l'impressione che noi siamo ancora molto lontani di aver misurato la lezione che ci ha lasciato. Viviamo il dramma Jugoslavo. Ci hanno rimproverati, a noi occidentali, ci hanno rimproverati d'essere lontani da Tuzla o Srebrenica. E poi, in questi giorni in cui più dolorosamente il dramma Jugoslavo, Alexander Langer sparisce. Da parte rimane la convinzione che lui ci ha insegnato molte cose e che nei mesi e gli anni che verranno, la sua vita, il suo esempio, la sua lezione, ci insegneranno ancora più cose.

LUCIANO PETTINARI - GUE/NGL, Italia (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica)

Io ringrazio il Presidente e gli altri Parlamentari del mio gruppo che hanno chiesto a me, Parlamentare italiano, d'intervenire per ricordare Alex e mi rivolgo con grande affetto, ma anche con grande timidezza ai famigliari e i suoi amici più intimi, ai suoi compagni della vita politica con grande timidezza, perché faccio una fatica terribile a parlare di una questione. Della questione che è nella mia testa da quando una stranissima telefonata, alcuni giorni fa, mi chiedeva una foto di Langer da pubblicare su un giornale della Sinistra Italiana, non capivo perché, me l'hanno spiegato. Da quel momento nella mia testa c'è un punto e il punto che voglio sottoporre alla vostra riflessione, e faccio fatica appunto a parlarne, perché Langer è morto. E' la questione del suo impegno politico. Un grande impegno politico. Una costanza nell'impegno politico.

Vedete Langer apparteneva ad una generazione che è anche la mia, che ha partecipato in Italia ad una fase di grande intensa vita politica, di lotta politica. Una generazione che poi in parte si è persa, ha rinunciato, ha scelto altre strade. In parte invece ha continuato a credere nella politica nella possibilità attraverso la politica di cambiare la situazione di aiutare la gente, aiutare gli altri. Ecco, chi ha continuato, Langer è uno di questi, ha continuato a praticare la politica dopo quella fase, era il '68, l'ha fatto in un modo completo, pieno, totalizzante. Ecco riflettiamo su questo, questo è un limite, è un pregio. Io posso dirlo parlando anche di limite, perché credo di avere la stessa visione della politica. Posso dirlo in modo critico perché, pur appartenendo allo stesso grande campo democratico nel quale ha agito Langer, ci siamo spesso sfiorati e spesso incontrati, incrociati, ma non abbiamo mai militato nello stesso gruppo politico. E allora ricordo che per una strana maledizione che c'è nella sinistra italiana, ci si lancia spesso accuse, accuse tra appartenenti allo stesso campo, e spesso questa accusa è quella di fare la politica in modo parziale.

Io ricordo negli anni, appunto nel '68, Alex era direttore di un giornale e accusava altri movimenti, e io credo giustamente, di fare una politica molto parziale. Spesso ad Alex, oggi ambientalista ed ecologista, è stata rivolta l'accusa di una politica parziale. Di individuare una contraddizione sola, di non occuparsi della complessità. Avete sentito gli interventi di oggi e vedete quanto ridicole potevano essere quelle accuse. Ancora ritorna, ed è stato fino a quel pomeriggio, ancora ritorna secondo me nel giudizio su Langer questa visione totalizzante della politica. Ecco, molti hanno detto che questa visione totalizzante della politica l'ha perduto, l'ha portato alla fine. Io non ho la presunzione, ma soprattutto non ho il coraggio, di entrare nel merito di questa questione che per quanto riguarda Alex Langer è così personale, è così intima. Ma io dico invece che mi riconosco in un aspetto decisivo di quella politica totalizzante, che io credo tutti quanti possiamo attribuire ad Alex Langer. E cioè di averla vissuta, fatta e praticata e, guardate non è comune, in un modo limpido. Se è limpido allora ben venga quella politica totalizzante che ha permesso a Langer di superare le trappole delle nuove correnti culturali e l'ha portato a continuare sempre, sempre, sempre a lottare per gli altri. Poi un giorno non ce l'ha fatta ed io qui non so più dare risposta, perché io mi domando perché, perché non ce l'ha più fatta. Lo domando a Claudia, lo domando a Boato, lo domando a tutti noi, perché non abbiamo saputo, non c'è stata la possibilità di spingerlo oltre quell'albicocco quel pomeriggio. Proviamo a domandarcelo, proviamo a domandarcelo perché altrimenti è ipocrisia, c'è qualcosa in tutti noi che non l'ha aiutato. Ecco anche nel nostro gruppo, nel GUE, un gruppo diverso da quello in cui militava Langer, l'abbiamo ricordato in un modo semplice e bellissimo. Abbiamo detto in un triste momento in cui l'abbiamo ricordato "se n'è andato uno di noi". L'ho sentito anche da altri questa sera. E allora mi piacerebbe se fosse così, se s'è ne andato uno di noi, mi piacerebbe che quel suo impegno politico, quel suo impegno politico che tante cose ha fatto e che noi abbiamo davanti perché tante cose ancora ci sono ancora da fare. Bene, mi piacerebbe che davvero sentendo tutti che è mancato uno di noi, noi potessimo portarlo avanti, portarlo avanti tentando insieme di batterci per quello che è giusto come chiedeva Alex.

LUIGI COLAJANNI - PSE. Italia (Partito del socialismo europeo)

Io volevo dire che certamente c'è stata un emozione molto forte nel parlamento, anche per ragioni diverse, tra che lo ha conosciuto qui nel suo lavoro, che è stato un lavoro così importante come avete sentito. Io sono rimasto anche colpito dal fatto che i gruppi politici, il mio per esempio, lo ha commemorato come un amico e con una vera emozione. Cioè, è successa una cosa vera. Naturalmente un emozione, forse ancora più profonda è toccato a quelli di una certa generazione, neanche italiana, una generazione europea, perché Langer è stato un uomo che ha attraversato le lotte politiche di vari paesi e di varie esperienze. Una generazione che ha dovuto riconquistarsi più volte le ragione di impegno politico umano e definirle continuamente in questi anni di terribili cambiamenti. E molti di noi hanno cercato di rispondere a loro modo a questa ricerca come parte di un patrimonio comune. Ed è questo che è stato più doloroso, il fatto che poi per Alex si sia conclusa in questo modo. Io sento che è giusto quello che è stato detto qui da alcuni. Dopo essermi a lungo interrogato senza aver trovato tutte le risposte giuste, dire che Alex è stato un portatore di speranza, e che questo può essere insopportabile per la sproporzione di attese, per l'idea che può venire, che abbiamo delle responsabilità verso uomini e donne a cui diamo risposte inadeguate. Questo può essere una cosa tremenda. Sentiamo qualche volta e non tanto come Alex, anche noi, con una certa angoscia, a questo Parlamento dove tutti vengono a bussare, come ad un ultimo luogo di appello possibile, perché altri non ne hanno trovati. Cioè, il Parlamento è diventato un po' come un ultima spiaggia per popolazioni intere, per persone individuali che subiscono torti terribili, di violazione dei diritti umani. Insomma dalla ex-Jugoslavia al Burundi, ai conflitti tra identità e civiltà schiacciate oppure ferocemente opposte l'una all'altra. Dai diritti umani negati quasi ovunque nel mondo, alla disperazione collettiva di un intero popolo come in Albania, di cui per un certo periodo Langer si occupò moltissimo. Insomma, tutto passa da qui, a volte ascoltato troppo distrattamente, a volte si scontra con il cinismo, l'egoismo o la "real politik" delle nazioni. E questo secondo me credo sia un punto fondamentale in questa vicenda che riguarda Alexander. In qualche modo riguarda anche noi. Molti di noi naturalmente si sono procurati delle difese o sono diventati anche più cinici, o sono più distratti, riescono forse ad assorbirlo meglio. Ecco se tutto questo viene vissuto continuamente, quotidianamente, può provocare una tale sofferenza, e così prolungata, da volerla spezzare e interrompere ad un certo punto ad ogni costo. Io sento che qui c'è un nodo profondo che riguarda il nostro modo di vivere, di lavorare, i valori che vorremmo rappresentare e per questo sentiamo questa tragedia in maniera così profonda.

KATHERINA DASKALAKI - UPE, Grecia (Unione per l'Europa)

Vorrei rivolgermi a voi in italiano anche con il rischio di qualche errore perché così mi pare giusto oggi. Parlare di Alexander Langer, in una delle due lingue materne del nostro carissimo collega scomparso. Sarò breve perché le parole sembrano senza senso, poverissime, suoni nel vuoto in momenti come questo. Non ho molto da dire dello shock che ci ha portato la notizia, del nostro dolore profondo, e di questa sensazione di mancanza e di angoscia che proviamo tutti in questi giorni, vedendo i fiori bianchi lì dove stava Alexander Langer, dove lottava per le cose che riteneva giuste. Nella nostra epoca strana che sembra capovolgere principi e credenze, in quest'epoca che confonde pericolosamente il bene e il male, in quest'ambito politico, spesso più cinico che rilevatore, la voce nobile di Alexander Langer, il suo ostinato impegno, la sua competenza e personalità ed il suo grande cuore ci mancheranno per sempre. Messaggi nobili ha lasciato anche andandosene via. Tra l'altro un messaggio evangelico. Mi pare giusto in tale spirito ricordarci di lui che cosi a lungo è rimasto tra di noi, e noi non l'abbiamo capito. Perché la sua tragica partenza ci da anche il segno di una coscienza non comune, di ritenere cara la memoria, se non altro almeno per cercare di andare un po' oltre la superficialità della nostra miseria quotidiana. Mi permetterei di concludere con la parola tenera che si dice in questi casi in Grecia, che è il mio paese. Si dice: "leggera è la terra che lo copre".

MIRCO PREJANOVIC - membro della presidenza Bosnia-Herzegovina e presidente del Consiglio del popolo Serbo di Bosnia-Herzegovina

Signore, Signorine e Signori,

I cittadini della Repubblica della Bosnia-Herzegovina, che soffre ogni giorno, si ricorderanno sempre del Signor Langer come di un uomo, del loro amico, che si batteva contro il male ed il fascismo del nostro paese.

I cittadini di Sarajevo, da dove sto arrivando, e tutta la Bosnia-Herzegovina saranno sempre riconoscenti al Signor Langer per quello che ha fatto per il bene di tutte le persone del nostro paese che soffrono in questo momento.

MR: KAMOF, co-presidente della delegazione per i rapporti tra Bulgaria e UE

Signore e Signori, colleghi,

Siamo qui per rendere omaggio alla memoria del Signor Alexander Langer la cui improvvisa e inaspettata morte è stata per noi tutti uno shock.

La nostra delegazione era venuta per incontrarlo quando ci venne la terribile notizia.

Io ho conosciuto il Signor Langer per diversi anni, quando era Presidente della Delegazione per Relazioni con la Bulgaria. Abbiamo avuto una relazione fruttuosa. Giocava un ruolo importante per lo sviluppo delle relazioni fra l'Europa ed il Parlamento Bulgaro durante il periodo delle trattative per gli accordi di associazione.

Ora questa procedura è stata completata, la Bulgaria avrà presto il suo Comitato Parlamentare con l'Unione Europea. Io posso solo notare con gratitudine e dolore che abbiamo perso un collega ed un buono amico che comprendeva per i nostri problemi e che il suo lavoro attivo ha tanto contribuito alla causa della Bulgaria.

Signore e Signori, Colleghi vi prego di consentirmi di esprimere da parte dei membri dell'Assemblea Nazionale Bulgara e da parte mia le nostre sincere condoglianze nell'occasione della tragica morte del Signor Langer e di chiedervi di trasmettere la nostra simpatia alla sua famiglia e ai suoi amici. Grazie.

(Nel corso della cerimonia di addio al Parlamento Europeo, hanno parlato anche Claudia Roth, co-presidente dei Verdi e Carlo Ripa di Meana, portavoce dei Verdi Italiani. Marco Boato ha letto un ricordo scritto da Adriano Sofri. I loro interventi sono riportati in altra parte di questa raccolta).

Strasburgo

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