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Fabio Levi "In viaggio con Alex", La vita e gli incontri di Alexander Langer 1946-1995

5.7.2008, Feltrinelli ed.

Ripercorrere l’esperienza di Alexander Langer consente di seguire un itinerario di vita, pieno di avventure, attraverso i luoghi cruciali della storia d’Italia e d’Europa dagli anni ’30 del ‘900 fino alla fine del secolo.
E questo da un’angolatura particolarissima, frutto – oltre che di uno slancio ininterrotto di Langer verso i più deboli – della sua origine sudtirolese e della sua capacità di far giocare nell’azione politica, come nei rapporti quotidiani, la ricchezza derivante dalla posizione di confine fra la cultura italiana e quella tedesca.
A seguire la vita di Langer si ha la possibilità di compiere un viaggio vorticoso in compagnia di un personaggio straordinario, spinto ogni volta dalla propria sensibilità e intelligenza a trovarsi là dove le crisi scoppiavano più acute. Un personaggio mosso da una inesauribile curiosità per gli altri, tale da porlo al centro di una fittissima rete di relazioni, cercate e coltivate con cura prima nell’ambito del mondo cattolico e poi nella sinistra rivoluzionaria, fra i verdi, al Parlamento europeo o nell’inferno del conflitto in ex-Jugoslavia. Un uomo, ancora, reso via via più fragile e sofferente dalla connaturata attitudine a caricare su di sé i pesi degli altri.
Quel viaggio ho provato a farlo io per primo, con l’affetto di chi ha condiviso almeno in parte alcune delle esperienze più significative della sua stessa generazione, ma anche cercando di mantenere il distacco indispensabile a chi si propone di raccontare una vita ad altri, con lo scopo di suscitare, oltre all’interesse, anche e soprattutto una libera riflessione critica.

Scheda di presentazione e recensioni

Fabio Levi
insegna storia contemporanea all’Università di Torino. Ha lavorato a lungo sulle vicende della società italiana nel Novecento e sulla storia degli ebrei, dall'emancipazione fino allo sterminio. Il suo interesse per i risvolti sociopsicologici delle differenze tra gli individui lo ha portato ad occuparsi anche dei cambiamenti verificatisi nella condizione dei ciechi e lo ha reso particolarmente attento ai demi della convivenza.
Fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione intitolata ad Alexander Langer.

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