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Decorazione Dutchbat III: Lettera delle Donne in Nero di Belgrado all’Associazione delle Madri di Srebrenica
Care sorelle nella pace,condividiamo la vostra giusta collera in seguito alla decisione del governo di destra olandese di decorare 350 soldati che hanno osservato passivamente il genocidio praticato da forze armate serbe comandate dal criminale di guerra Ratko Mladic nel 1995.
Il crimine di Potocari è considerato come uno dei crimini di guerra più gravi del 20° secolo. Questo non sarebbe accaduto se i membri del battaglione olandese recentemente decorato avessero svolto il loro compito. Erano stati posti nella Zona protetta di Srebrenica per proteggere i civili. Invece di adempiere ai loro obblighi, i soldati olandesi ben remunerati hanno partecipato direttamente consegnando dei civili disarmati ai soldati fascisti di Mladic.
Tutto ciò è una ragione sufficiente perché i comandanti del battaglione olandese si ritrovino nel box degli accusati del Tribunale dell’Aya. Ma invece di questo, si accordano loro degli onori.
Tutto ciò prova la verità del proverbio «un corvo non strappa l’ala a un altro corvo». La solidarietà tra i militaristi di tutte le nazioni continua ed è dimostrata da questa decorazione vergognosa. Ancora una volta, la solidarietà prevale sulla giustizia. Nello stesso tempo, ciò conferma la verità dei principi etici delle Donne in Nero “Non in nostro nome! Non vogliamo essere prese in giro dai nostri!”. Noi speriamo che il movimento per la pace nei Paesi Bassi rifletterà seriamente su questo principio e si metterà ad applicarlo. Solo così la società civile olandese potrà attenuare le sue responsabilità per la partecipazione olandese al genocidio. Noi continuiamo a controllare continuamente i fatti concernenti i crimini commessi in nostro nome. Riteniamo che sia un dovere della società civile, e in particolare del movimento per la pace olandese, fare la stessa cosa.
Noi continueremo, come abbiamo sempre fatto, a reclamare innanzitutto l’accertamento delle responsabilità dei crimini commessi in nostro nome. Continueremo anche ad esprimere la nostra compassione, la nostra solidarietà e il nostro rispetto per le vittime di questi crimini e le loro famiglie. Continueremo a sostenere le vittime del genocidio di Srebrenica. Come abbiamo fatto finora, costruiremo una pace giusta insieme con le donne di Srebrenica, con i membri delle famiglie di coloro che sono stati uccisi.
Senza la verità su tutti i crimini, senza punire tutti i criminali, senza rispettare la dignità delle vittime, non può esserci democrazia, riconciliazione, né una pace giusta.

Stasa Zajovic

per le Donne in Nero -- Belgrado

Belgrade, 13 dicembre 2006