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Solidarietà con Tuzla - Visita del sindaco in Alto Adige
1.5.1995, archivio LAnger
Selim Beslagic, Sindaco di Tuzla (Bosnia-Herzegovina) e Sejfudin Tokic, deputato del partito riformista-socialdemocratico indipendente al parlamento della repubblica di Bosnia-Herzegovina, su invito dell'associazione "Pro Europa - Lentius, profundius, suavius" e dell'europarlamentare Alexander Langer visitano l'Alto Adige dal 19 al 21 maggio 1995.

La città industriale di Tuzla, nel nord della Bosnia, prima della guerra aveva 120.000 abitanti (di cui quasi la metà definiti musulmani, e circa un quarto "jugoslavi", accanto a serbi, croati, ebrei ed anche discendenti di immigrati italiani). La convivenza in quella città si è sempre assai positivamente distinta, ed anche dopo l'esplosione della Jugoslavia e l'inizio della guerra in Bosnia-Herzegovina, a Tuzla ha resistito un'amministrazione civile, non etnica. I cosiddetti partiti etnici (SDS - serbo, HDZ - croato, SDA - musulmano) a Tuzla rappresentano tutti insieme solo un quarto degli elettori.

Nel frattempo, per sfuggire alla fame ed alla guerra, metà degli abitanti ha lasciato Tuzla; sono invece arrivati circa 60.000 rifugiati, in massima parte musulmani, provenienti da altre città conquistate o distrutte.

Dall'inizio della guerra (maggio 1992), Tuzla si trova sotto assedio serbo e si trova spesso isolata dal mondo per settimane e mesi. Ma la convivenza in città continua ad essere buona. Come già ai tempi dell'occupazione nazista (1943), i cittadini di Tuzla sono fieri di essere al centro della più vasta area "libera" della Bosnia.

Tanto più Tuzla ha bisogno di sostegno europeo: "se voi sostenete oggi la nostra amministrazione civile, potrete fare a meno di inviare magari domani un commissario europeo alla ricostruzione, come nel caso di Mostar; ciò risparmierebbe a tutti molto sangue e molte rovine", dicono i rappresentanti di Tuzla.


Per contatti, informazioni, interviste: 0471/976299 (Edi Rabini)

SOLIDARITÄT MIT TUZLA - BESUCH DES BÜRGERMEISTERS IN SÜDTIROL

Selim Beslagic, Bürgermeister von Tuzla (Bosnien-Herzegowina)
und
Sejfudin Tokic, Abgeordneter der Reformisten / Unabhängigen
Sozialdemokraten zum Parlament der Republik
Bosnien-Herzegowina


halten sich auf Einladung der Vereinigung "Pro Europa - Lentius, profundius, suavius" und des Europaparlamentariers Alexander Langer vom 19.-21.Mai 1995 in Südtirol auf.

Die nord-bosnische Industriestadt Tuzla hatte vor dem Krieg rund 120.000 Einwohner (von denen sich fast die Hälfte als Moslems bezeichneten und rund ein Viertel als "Jugoslawen", daneben auch Serben, Kroaten, Juden, Abkömmlinge italienischer Immigranten u.a.). Das Zusammenleben in dieser Stadt war immer besonders gut, und auch nach dem Zerfall Jugoslawiens und dem Beginn des Krieges in Bosnien-Herzegowina konnte sich in Tuzla die zivile, nicht ethnische Verwaltung behaupten. Die sog. ethnischen Parteien (SDS-Serben, HDZ- Kroaten, SDA-Moslems) blieben in Tuzla eine bescheidene Minderheit (alle drei zusammen nicht ganz ein Viertel der Wählerstimmen).

Mittlerweilen hat fast die Hälfte der Bewohner Tuzlas die Stadt verlassen, um Hunger und Krieg auszuweichen; dafür sind fast 60.000 Flüchtlinge (meist Moslems) in die Stadt gezogen.

Tuzla steht seit Beginn des Krieges dort (Mai 1992) unter serbischer Belagerung und ist immer wieder, oft über Wochen und Monate, von der Außenwelt abgeschlossen. Trotzdem ist das Zusammenleben in der Stadt immer noch außergewöhnlich gut. Wie schon nach 1943 (zur Zeit der Nazi-Okkupation), verstehen sich auch heute die Bürger von Tuzla als das größte freie Gebiet Bosniens.

Umsomehr braucht Tuzla europäische Hilfe: "Wenn ihr heute unsere zivile Selbstverwaltung unterstützt, könnt ihr es euch morgen sparen, einen europäischen Kommissar für den Wiederaufbau zu schicken, wie das mit Mostar der Fall ist - viel Blut und viele Ruinen würden dadurch erspart", meinen die Vertreter aus Bosnien.

Für Kontakt, Information, Interviews: 0471/976299 (Edi Rabini)