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Pechino: Lettera aperta di 37 intellettuali e attivisti sulle olimpiadi e i diritti umani

20.8.2009, asia news

AsiaNews sostiene e rilancia l’appello firmato da Ding Zilin, Liu Xiaobo, Bao Tong, Hu Jia e altri in cui si chiede al governo cinese e ai leader mondiali di promuovere i diritti umani in occasione delle Olimpiadi, per renderle davvero un evento memorabile. Da diffondere.

Pechino (AsiaNews) – Una Lettera aperta “ai leader cinesi e del mondo intero” è diffusa da ieri in molti siti cinesi per chiedere alla Cina di onorare gli impegni presi di fronte alla comunità internazionale nel rispettare i diritti umani in occasione delle Olimpiadi.

La Lettera è firmata dal meglio dell’intellighentzia e dell’attivismo democratico in Cina: Ding Zilin, presidente del gruppo “Madri di Tiananmen”; Liu Xiaobo, scrittore di fama mondiale; Bao Tong, ex segretario di Zhao Zhiyang, oppositore del massacro di Tiananmen e da 17 anni agli arresti domiciliari; Dai Qing e GaoYu, famose giornaliste; Hu Jia, noto attivista per i diritti umani. Insieme a loro vi sono accademici, professori universitari, avvocati, economisti di tutta la Cina: in tutto 37 personalità.

La Lettera aperta afferma che senza una promozione dei diritti umani, gli slogan olimpici rischiano di tradire i loro ideali e lasciano un mondo “dove persone soffrono discriminazione, persecuzione politica e religiosa, mancanza di libertà, come anche povertà, genocidio e guerra”.

I firmatari – spesso oggetto di isolamenti, controlli, arresti – denunciano una serie di violenze accadute proprio a causa delle Olimpiadi. Per questo essi non provano “orgoglio” per le glorie vantate di Pechino sulle Olimpiadi: “queste glorie – essi dicono - sono costruite sulle rovine della vita di tanta gente ordinaria, sulla rimozione forzata di migranti urbani, sulle sofferenze delle vittime dell’esproprio di terre, delle evacuazioni forzate, dello sfruttamento operaio e della detenzione arbitraria”.

Spinti da un “profondo affetto” per la loro patria essi fanno 7 richieste perché la Cina si prepari davvero alle Olimpiadi. Fra queste vi sono: un’amnistia generale per tutti i prigionieri di coscienza; libertà di stampa per giornalisti stranieri e cinesi; giusta ricompensa per le vittime di espropri e di trasferimenti forzati avvenuti per costruire i siti olimpici; un salario giusto e sindacati liberi per i lavoratori migranti impegnati nei cantieri olimpici; un Comitato indipendente che verifichi l’uso del denaro pubblico e persegua sprechi e corruzioni legati ai progetti dei siti olimpionici.

I firmatari chiedono di diffondere il loro appello e domandano di aderirvi. AsiaNews ha sottoscritto la lettera e chiede ai suoi lettori di fare altrettanto.

Riportiamo di seguito il testo completo della Lettera aperta (trad. a cura di AsiaNews):

“Un solo mondo, un solo sogno” e i diritti umani universali

Lettera aperta ai leader cinesi e del mondo intero sulle Olimpiadi di Pechino 2008

 

[Indirizzata a]

Hu Jintao, presidente della Repubblica popolare cinese

Wu Bangguo, Presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazione del popolo cinese

Wen Jiabao, Primo ministro del Consiglio di stato in Cina

Jacques Rogge, Presidete del Comitato olimpico internazionale

Doru Romulus Costea, Presidente del Consiglio Onu per i diritti umani

Louise Arbour, Alto commissario Ufficio Onu per i diritti umani

Leader dei paesi democratici, preoccupati per la promozione della libertà e i diritti umani

Ong internazionali che curano i diritti umani

Membri di associazioni sportive, artistiche, di spettacolo, accademiche ed economiche nel mondo

 

Onorevoli leader e cittadini del mondo:

tenendo fede ai principi fondamentali dello spirito olimpico, compresi “il rispetto per i principi etici universali fondamentali” e “l’armonioso sviluppo dell’uomo, compreso la promozione di una società pacifica che ha cura della salvaguardia della dignità umana” (v. Preambolo della Carta Olimpica);

ricordando che il governo cinese ha scelto come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008 il tema “Un solo mondo, un solo sogno”; e che il Comitato olimpico di Pechino ha stabilito l’obbiettivo di ospitare “Olimpiadi aperte, verdi e umane”;

ricordando il crescente numero di questioni e critiche nella nostra società e nel mondo interno sulle violazioni dei diritti umani dei cittadini cinesi in nome delle Olimpiadi di Pechino;

Noi sottoscritti, cittadini della Repubblica popolare cinese, diamo qui voce alle nostre preoccupazioni e proponiamo dei cambiamenti sui modi in cui il nostro governo sta attuando la preparazione ai Giochi olimpici.

Oggi, 8 agosto 2007, è l’inizio del conto alla rovescia di un anno dalle Olimpiadi estive 2008, un mega-evento per la Cina e il mondo. Come cittadini cinesi, dovremmo essere orgogliosi per la gloria della nostra nazione, nell’ospitare i Giochi, i cui ideali sono simboli di pace, amicizia, giustizia nella comunità mondiale. Dovremmo anche sentirci sollevati dallo slogan scelto dal Comitato olimpico di Pechino: “Un solo mondo, un solo sogno”.

E invece noi sentiamo contrarietà e dubbi poiché siamo testimoni della continua, sistematica violazione dei diritti umani per i nostri concittadini proprio mentre – e talvolta propria a causa di ciò – le preparazioni olimpiche vanno avanti. Noi udiamo “Un solo mondo” e ci domandiamo: Che tipo di mondo sarà? “Un solo sogno”? Quale sogno sta diventando realtà? Noi siamo profondamente preoccupati dalla domanda se le autorità della nostra nazione sono capaci di ospitare con successo i Giochi olimpici nell’autentico spirito delle Olimpiadi, così che i Giochi di Pechino 2008 divengano un evento per cui la Cina e il mondo potranno essere fieri.

Mentre il solo mondo che condividiamo si “globalizza”, le vite e i sogni si intrecciano. Il “sogno mondiale” di una persona, soprattutto se è attuato con un potere senza verifiche e avallo della comunità internazionale, può trasformarsi in miseria e in un incubo per gli altri.

“Un solo mondo” può ancora essere un mondo dove persone soffrono discriminazione, persecuzione politica e religiosa, mancanza di libertà, come anche povertà, genocidio e guerra. Milioni di persone sopravvissute a simili miserie e disastri nel XX secolo, sono giunti ad apprezzare e sostenere i diritti umani. I diritti umani universali sono divenuti l’humus per ricercare e attuare una pace durevole, uno sviluppo sostenibile e la giustizia.

Se “un unico sogno” deve davvero appartenere a tutte le culture e comunità, esso deve includere la protezione dei basilari diritti e le libertà per tutti. Perfino il potente, il ricco, il privilegiato potrebbe essere punito domani in modo ingiusto se oggi non sono assicurati i diritti fondamentali.

Il governo a capo della nostra nazione ha promesso al popolo cinese e al mondo di proteggere i diritti umani. Esso ha accettato gli obblighi legati a numerose convenzioni e trattati internazionali sui diritti umani, compresa la Dichiarazione universale sui diritti umani e ha pure emendato la Costituzione cinese per includere le garanzie sui diritti umani.

Per evitare ambiguità e avvertire la comunità internazionale in caso di condotta anti-olimpica, che macchierebbe il vero spirito dei Giochi, noi sottoscritti cittadini della Repubblica popolare cinese, accettiamo lo slogan olimpico del governo con la seguente aggiunta vitale:

“Un solo mondo, un solo sogno, e diritti umani universali”.

Senza promozione dei diritti umani, che sono il principio fondamentale dell’etica universale in Cina e altrove, è velleitario promuovere “un solo mondo”. Allo stesso modo, senza la protezione dei diritti umani di tutti i cittadini cinesi – e cioè, senza abolizione del sistema di controllo sulla residenza in città e campagne; senza la fine delle discriminazioni femminili, sessuali, etniche, religiose e senza la fine della soppressione del dissenso politico – non ha senso parlare di “un unico sogno” per tutta la Cina.

Il governo cinese ha promesso al Comitato olimpico internazionale di “promuovere i diritti umani” e si è impegnata con il Consiglio Onu per i diritti umani di “mantenere il più alto livello per i diritti umani”. Sulla carta esso ha fatto alcuni passi per migliorare i diritti umani – nel 2003, per esempio, ha abolito il sistema di detenzione arbitraria, conosciuta come “Fermo e rimpatrio”; nel 2004 ha emendato la Costituzione con l’aggiunta della voce “protezione dei diritti umani”. Noi pensiamo che il governo dovrebbe fare molto di più.

Per attuare le promesse fatte sulla carta, in pratica è stato fatto molto poco. Al contrario, noi sperimentiamo e assistiamo a molteplici violazioni dei diritti umani – censura della stampa e controllo di internet; persecuzione dei difensori dei diritti umani e di persone che denunciano disastri ambientali o danni alla salute pubblica; sfruttamento di poveri, di gruppi sociali svantaggiati e abusi contro di loro quando essi protestano; abusi perfino di personalità corrotte, implicate nelle costruzioni dei siti olimpici e nei progetti di abbellimento della città, in preparazione alle Olimpiadi. Tutte queste azioni violano non solo gli standard internazionali, ma le stesse parole della Costituzione cinese.

Non troviamo alcun conforto o consolazione nell’emergere delle grandiose opere sportive, o nell’abbellimento temporaneo di Pechino, o nella prospettiva delle medaglie che gli atleti cinesi potranno vincere. Sappiamo troppo bene che queste glorie sono costruite sulle rovine della vita di tanta gente ordinaria, sulla rimozione forzata di migranti urbani, sulle sofferenze delle vittime dell’esproprio di terre, delle evacuazioni forzate, dello sfruttamento operaio e della detenzione arbitraria.

Spinti da un profondo affetto per la nostra patria e dal nostro senso del dovere come cittadini del mondo, noi faremo del nostro meglio per rendere le Olimpiadi di Pechino un punto fondamentale per un cambio di direzione nella crescita della grandezza della Cina, e chiediamo ai leader cinesi e della comunità internazionale di collaborare con noi. La Cina ha l’opportunità di usare i Giochi per costruire una vera armonia basata sul rispetto dei diritti umani e della libertà, e divenire un membro rispettabile della comunità delle nazioni civili – non con la tronfia retorica o la forza bruta, ma attuando gesti per promuovere i diritti umani in Cina e nel mondo.

Nell’ “unico mondo” in cui viviamo, i sogni che si stanno attuando in Cina oggi plasmeranno in profondità il futuro di tutti. Per questo, per promuovere il successo delle Olimpiadi, anche dal punto di vista dei diritti umani, proponiamo le seguenti misure:

Dichiarare un’amnistia per tutti i prigionieri di coscienza, così che essi possano godere i Giochi olimpici nella libertà.
Aprire i confini della Cina a tutti i cittadini cinesi che sono stati forzati all’esilio a causa della loro opinioni, espressioni, o fede, così che possano riunirsi con i loro amici e parenti e celebrare la gloria delle Olimpiadi nella loro patria;
Attuare l’indicazione del governo che permette ai giornalisti stranieri di fare interviste e reportage senza previa approvazione delle autorità, fino al 17 ottobre 2008, garantendo la stessa apertura e indipendenza ai giornalisti cinesi.
Pagare un giusto compenso alle vittime di espropri e di trasferimenti forzati avvenuti per costruire i siti olimpici, liberando le persone detenute o imprigionate (spesso con violenza) per aver protestato o resistito a tali azioni.
Proteggere i diritti degli operai in tutti i cantieri olimpici, compreso il loro diritto di organizzare sindacati in modo indipendente; eliminare la discriminazione contro i lavoratori migranti dalle campagne e dare loro un giusto compenso.
Bloccare le operazioni di polizia volte a intercettare, arrestare o rispedire indietro i dimostranti che cercano di giungere a Pechino per lamentarsi [con petizioni] della cattiva condotta dei rappresentanti dei governi locali; abolire le strutture illegali usate per incarcerare, interrogare, terrorizzare i dimostranti; terminare le operazioni di “pulitura” contro i migranti, che comprendono la demolizione delle loro abitazioni temporanee e la chiusura delle scuole per i loro figli.
Stabilire un sistema di supervisione cittadina sulle spese olimpiche, offrendo al pubblico un resoconto contabile indipendente sulle spese legate alle Olimpiadi; rendere trasparente al mondo del business il processo per l’assegnazione dei contratti, e perseguire con mezzi legali ogni rappresentante del governo che si appropria o sperpera i fondi pubblici.

 

Suggeriamo inoltre di varare un Comitato di osservatori per le Olimpiadi di Pechino, composto da esperti indipendenti, rappresentanti di organizzazioni non governative, comunità vittime quali lavoratori migranti e persone trasferite a forza. Tale Comitato dovrebbe verificare l’attuazione delle proposte di cui sopra. Esso dovrebbe avere il permesso di operare in modo indipendente, esaminando progetti, interrogando in libertà, diffondendo i suoi risultati in pubblico. La partecipazione dei cittadini è fondamentale al successo delle Olimpiadi.

Se queste proposte precise elencate sopra non saranno adottate, siamo certi che le Olimpiadi di Pechino non passeranno alla storia come l’evento glorioso che tutti ci aspetteremmo. Non vogliamo “politicizzare” il movimento olimpico. Ad ogni modo, usare i Giochi olimpici in modi che violano i diritti umani e feriscono persone costrette al silenzio, tutto in nome di un “sogno” che appartiene solo a “qualcuno”, e non al mondo intero, pianterà solo i semi del risentimento che renderanno ancora più aspre le crisi della Cina influenzando il futuro del mondo.

 

Sinceramente suo,

(seguono 37 firme, con nome cognome, città di residenza, professione)

 

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