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Kiao Qiang: La voce più potente e ascoltata

1.3.2005, Bolzano, premiazione
Sono enormemente onorato di essere qui e di ricevere questo attestato veramente inestimabile. Questo non è un premio per me e tuttavia ne sono anch'io orgoglioso.. Sono lieto di ricevere questo premio a nome di due persone, Ding Zilin e Jiang Peikun, che rappresentano le voci più rispettate e potenti a favore dei diritti umani in Cina.

Ding Zilin e Jiang Peikun, rappresentano la lotta dei cinesi per la libertà, la giustizia e i diritti umani. È la stessa lotta che la nostra sorella ruandese, e i nostri fratelli di qualsiasi parte del mondo hanno combattuto in nome delle libertà.
Ding è una madre che ha perso il figlio diciassettenne nel massacro di Tienanmen. Per questo, per la sua integrità e il coraggio dimostrato nel raccogliere la testimonianza dei familiari delle altre vittime, è molto rispettata e le autorità cinesi non osano condannarla a una lunga pena detentiva. Sarebbe uno scandalo. Allora la tengono sotto stretta sorveglianza per 24 ore o, per metterla a tacere, investigano, tormentano e arrestano ogni persona che parla con lei o la contatta. Cercano di isolarla, minacciandola in tutte le maniere possibili.
E' molto conosciuta sia all'estero che in Cina grazie anche ai programmi in lingua cinese di Radio Free Asia, della BBC e della Voice of America. In Cina moltissimi ragazzi e ragazze le hanno scritto dopo la morte di suo figlio dicendole: "Ora sarò io tua figlia, o tuo figlio." Le autorità semplicemente non possono arrestarla. Così è rimasta attiva nella società per dieci anni, e questo la rende molto influente. Lei sa che la sua opera non è importante soltanto per lei e per le famiglie delle vittime, ma è il fulcro della lotta per la libertà in Cina. Documentando e raccontando Tienanmen Ding spera di fermare quella tendenza nella storia della Cina per cui tutti i massacri e i crimini commessi dalle autorità restano impuniti. Non così per Tienanmen. Ding vuole risvegliare la coscienza della nazione. La Cina non può completare le riforme politiche, che sono bloccate proprio perché le autorità non sanno come affrontare il massacro di dieci anni fa. Finché le autorità non riconoscono le loro responsabilità, i cinesi non potranno essere liberi. Ding e suo marito Jiang Peikun sono oggi i leader del movimento per i diritto umani in Cina. Ding fa parte di Human Rights dal 1993, anno in cui ha testimoniato a Vienna alla Conferenza mondiale sui diritti umani. Lei e il marito hanno redatto i due documenti più importanti per i diritti umani in Cina, la "Dichiarazione sui diritti civili e la libertà" (Declaration on human rights and freedom) e la "Dichiarazione sui diritti civili e la giustizia sociale" (Declaration on civil rights and social justice). Questi documenti riflettono non solo gli standard internazionali sui diritti umani, ma inseriscono questi diritti nel contesto politico, economico e sociale cinese. Sono indirizzati direttamente al popolo cinese. Ding ha ora iniziato un'azione legale contro il governo cinese per scoprire la verità sul massacro del 1989, secondo la legge cinese. Se l'azione non funziona, cercherà la via del diritto internazionale. Io spero veramente che tra non molto Ding Zilin e Jiang Peikun possano venire qui di persona, in piena libertà, a ricevere questo premio, e a incontrare tutti voi. Loro vi sono veramente grati per il riconoscimento che le avete assegnato. Grazie

(Xiao Qiang è direttore esecutivo di Human Rights in China, Bolzano, 2 luglio 1999)

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