Operatori di Pace Operatori di Pace Corso 2003/2004

Corso 2003/2004
Corso 2005/2006 Corso master 2006/2007 Corso master 2007/2008 Corso master 2008/2009 Corso master 2009/2010 Corso master 2011-2012 Difesa civile e difesa militare Europa: corpi civili di pace Istituzioni naz. e internaz. Learn papers Thesaurus-odp 2020 - Arte del prendersi cura
Corso 2003/2004 (13) Corso 2003/2004 ALPINI Training (10)

CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORI E OPERATRICI DI PACE (2003/04)

12.6.2005, fp
Il corso proposto è l’esito di un lavoro di progettazione congiunta tra la Ripartizione 21 - Formazione professionale italiana, Fondazione Alexander Langer Stiftung e il Centro Studi Difesa Civile di Roma: sarà realizzato in convenzione con la Libera Università degli Studi di Bolzano che, attraverso la Facoltà di Scienze della Formazione lo istituzionalizzerà quale master post laurea;

Struttura e programma del corso
Programma didattico

Ente attuatore
Ripartizione 21 Formazione Professionale Italiana
via S. Geltrude, 3
39100 BOLZANO

Telefono: 0471/414400
Fax: 0471/414499
E-mail: formprof@provincia.bz.it

Segreteria/sede operativa
Sede: Via S. Geltrude, 3 - 39100 Bolzano
Telefono: 0471/414400
Orario: 8.00 - 12.00; 14.00 - 17.00
Fax: 0471/414499


RESPONSABILE DEL PROGETTO
Barbara Repetto Visentini
Direttrice della Ripartizione 21 - Formazione Professionale Italiana
telefono: 0471/414400 fax: 0471/414499

Progettazione e Organizzazione del corso
Salvatore Saltarelli. E.mail: salvatore.saltarelli@provincia.bz.it tel 0471-414435

PARTNER per la realizzazione del progetto:
Fondazione Alexander Langer Stiftung di Bolzano
Centro Studi Difesa Civile di Roma
Avventura Urbana di Torino
Associazione Fields di Roma
Università di Bolzano, Facoltà di Scienze della Formazione

DURATA DEL CORSO
Il corso della durata di 800 ore inizierà in settembre 2003 e si concluderà in maggio 2004


FINALITA' DEL PROGETTO


La finalità del progetto è quella di formare laureati e diplomati che siano in grado di intervenire nelle situazioni di crisi di convivenza per ridurre le tensioni e favorire il dialogo come forma di risoluzione delle controversie locali, nazionali e internazionali attraverso l’aiuto umanitario e la cooperazione internazionale. Nell’ambito della risoluzione dei conflitti internazionali il personale formato potrà partecipare anche alla costituzione di una prima task force di civili professionisti che a livello europeo realizzerà, valorizzando l'apporto delle organizzazioni non governative, le attività previste dalle numerose risoluzioni del Parlamento europeo, supportate da risoluzioni del Consiglio Europeo e dall’OSCE.


PRIORITA' previste dal Bando FSE

1. Il progetto prevede la certificazione delle competenze e il riconoscimento di crediti formativi da parte dell’Università, che è partner nella realizzazione del progetto e ente istitutore del Master Universitario che rilascerà un diploma post laurea

2. Il progetto prevede la partnership tra enti di formazione come la Formazione Professionale e l’Università di Bolzano e le organizzazioni non governative che operano in Italia e nei paesi che saranno la destinazione lavorativa degli Operatori di Pace alla fine del percorso formativo. Si ritiene quindi che il progetto possa rispondere alla priorità considerando “imprese” le organizzazioni non profit che operano nel settore e partecipano in prima persona alla realizzazione del corso.


PRIORITA' TRASVERSALI (Bando FSE)

1. pari opportunità
Il progetto mette in evidenza il ruolo determinante della componente femminile nella riduzione e risoluzione di conflitti locali ed internazionali. Nelle dinamiche di gruppo che verranno messe in atto durante il corso sarà quindi rilevante la partecipazione equilibrata di donne: Nelle selezioni si terrà conto all'atto della selezione prevedendo almeno il 50%di partecipanti femminili.

2. società dell’informazione (informatica):
Per il buon funzionamento della parte di insegnamento a distanza e dei gruppi di discussione che coinvolgeranno sia i docenti che gli alunni (svolti per via telematica), assume particolare rilievo la preparazione informatica, per la quale sono previsti anche 40 ore di voucher individuali.

3. sviluppo locale:
Il progetto formativo valorizzerà al massimo (interazione, consulenze, docenze, esercitazioni pratiche) le significative esperienze e competenze professionali e di volontariato già operanti nella provincia di Bolzano nel campo dell'educazione al plurilinguismo, mediazione interculturale, cooperazione internazionale, protezione civile, aiuto umanitario, interposizione civile nei luoghi di guerra.
Le attività del progetto prevedono momenti di apertura alla popolazione locale per diffondere le competenze e le esperienze utili a promuovere un clima favorevole alla soluzione non violenta e partecipata dei conflitti presenti anche a livello locale.


ANALISI DELLA DOMANDA
Le fonti di riferimento dell'analisi dei fabbisogni professionali e formativi

L’Unione Europea si è dotata di un programma per la prevenzione dei conflitti, basato su una comunicazione della Commissione e adottato dal Consiglio Europeo. Buona parte delle attività in esso previste potrebbero essere effettuate/monitorate da task force di civili specificatamente preparate, che valorizzino anche agli occhi della popolazione civile il contributo delle ONG e dell’Unione Europea. Il punto 3 del conflict prevention program dell’Unione Europea prevede la rapida attivazione delle capacità di intervento civile nei conflitti. Il Parlamento Europeo ha più volte approvato all’unanimità, a cominciare dal febbraio 1999, risoluzioni che chiedono l’istituzione di Corpi Civili di Pace, fino a considerarli, con la risoluzione votata il 13 dicembre 2001, tra i possibili strumenti principali dell’Unione per la prevenzione dei conflitti, col compito di condurre azioni concrete di peace-making quali mediazione, distribuzione di informazioni imparziali, de-traumatizzazione, confidence-building, aiuto umanitario, reintegro e riabilitazione, monitoraggi o dei diritti umani, etc. Vanno a tale proposito anche ricordate le risoluzioni dell’ONU e dell’Unesco. L’UNESCO sulla base della risoluzione n. 53/25 del 10.11.98 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha proclamato il periodo 2001-2010 "Decennio internazionale della promozione di una cultura della nonviolenza e della pace a beneficio dei bambini del mondo", ha elaborato un piano d’azione che tra l’altro promuove “La formazione, a tutti i livelli di responsabilità, di persone che sappiano favorire il dialogo, la mediazione, la ricerca del consenso e la risoluzione pacifica delle controversie”. L’ONU ha emesso la risoluzione per l'istituzione di un contingente di volontari civili da utilizzare per l'assistenza umanitaria e per la ricostruzione nelle aree di crisi: A/49/139 B del 20.12.1994. Un punto innovativo del Rapporto del Segretario generale dell'ONU alla 15ma sessione dell'Assemblea generale ed al Consiglio Economico e Sociale (A/50/203) del 27.6.1995 è che allargano le funzioni dei volontari civili dall'assistenza umanitaria, alla tutela dei diritti umani ed alla creazione di condizioni favorevoli al dialogo ed alla prevenzione dei conflitti. Negli anni 90 le Regioni assumono un posto importante nelle riflessioni comunitarie, parallelamente alla definizione del principio della coesione economica e sociale quale condizione per la realizzazione di un processo di unificazione europeo reale, in grado di fronteggiare la disoccupazione, il degrado urbano e sociale, il deterioramento ambientale, la disgregazione sociale tramite l'affermazione di metodologie partecipative nella gestione e risoluzione dei conflitti sul territorio In questo contesto e importante che la Provincia Autonoma di Bolzano ed altre regioni italiane predispongano un numero adeguato di giovani che potranno inserirsi a diversi livelli di questo processo. Essi potranno fare parte dei corpi civili di pace oppure essere assunti da organizzazioni governative o non governative che si occupano di tali problemi a livello di ricerca, di formazione, di progettazione, di intervento.


FIGURA PROFESSIONALE
il contesto in cui la figura potrà lavorare, i ruoli che potrà ricoprire, i processi lavorativi nei quali opererà, i compiti che dovrà svolgere e le competenze che dovrà possedere

L’Operatore/operatrice di Pace, è uno specialista nel settore degli interventi civili, della promozione della pace intesa come prevenzione e gestione dei conflitti, siano essi di carattere interpersonale o tra piccoli gruppi (micro - conflitti), di carattere locale - regionale che richiedono adeguate forme di difesa sociale (meso - conflitti) o, infine, di tipo internazionale tra diversi stati o all’interno di uno stato, che richiedono adeguate forme di intervento di difesa civile (macro - conflitti).
La funzione di “prevenzione dei conflitti” internazionali degli Operatori di Pace si esplica principalmente all’interno di un intervento o di una missione di peacekeeping secondo un “approccio globale alla pace” che, come recita la risoluzione del Parlamento Europeo sulla comunicazione della Commissione sulla prevenzione dei conflitti (COM 211/2001 - C5-0458/2001), “comprende assistenza umanitaria, cooperazione allo sviluppo e politiche commerciali, estere e di sicurezza, ripristino e mantenimento della legalità interna, costruzione o ricostruzione dell’apparato amministrativo, dialogo interetnico e forme alternative di gestione dei conflitti” nelle varie fasi dell'escalation del conflitto.
Il ruolo dell’Operatore di Pace è, quindi, quello di “interfaccia” fra le parti del conflitto, ovvero fra presupposti e significati culturali diversi, nel rispetto dei specifici ruoli, funzioni e poteri di ciascuna parte della relazione conflittuale, senza sostituirsi e rappresentare gli uni o gli altri.
E’ un operatore umanitario con competenze relazionali idonee a contribuire alla riduzione delle tensioni e a creare condizioni favorevoli di dialogo, con competenze interculturali particolarmente sviluppate, che opera sistematicamente per il superamento dell’egocentrismo, etnocentrismo e sociocentrismo a favore della comprensione e accettazione delle diversità e alterità etiche, religiose e culturali.
Possiede competenze per la gestione delle emergenze sia interne che estere e competenze per favorire il miglior coordinamento e la massima sintonia operativa fra ONG e gli organismi governativi responsabili della direzione degli interventi.


PROCESSI LAVORATIVI, COMPITI PRINCIPALI e COMPETENZE
Le attività che la figura professionale potrà svolgere alla fine del percorso formativo vengono descritte e riunite in processi di lavoro

Processo 1: Monitoraggio

Compiti
Osservazione - rilevamento delle violazioni degli accordi e delle risoluzioni previsti dal mandato e l’osservazione delle procedure elettorali
Indagine - raccolta di informazioni circa le violazioni degli accordi tra le parti contrapposte.
gestione delle informazioni con le organizzazioni operative e le istituzioni locali e internazionali
Mappatura dei conflitti sociali sul territorio

Competenze
individuazione delle fonti d’informazione necessarie
individuazione dei segnali sociali utili alla segnalazione tempestiva di conflitti impliciti (early warning);
stesura di report su situazioni di conflitto e sull’osservanza dei diritti umani in italiano oltre che in inglese/francese, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.
gestione degli strumenti di monitoraggio dei diritti umani (inchieste fact-finding, report, etc.) e della democraticità delle elezioni;

Processo 2: Promozione del processo di pace

Compiti
Vigilanza e Supervisione per il rispetto degli accordi
Interposizione: accompagnamento per la protezione dei civili
Negoziazione e Mediazione nel conflitto
Sostegno alla democrazia e allo stato di diritto
Arbitrato

Competenze teoriche per le funzioni di peacekeeping, di peacemaking, di peacebuilding:
capacità di intervenire nelle crisi internazionali partecipando alle missioni di pace; garantire il flusso comunicativo ed informativo tenendo conto delle regole di ingaggio civile e militare, delle tecniche di non violenza e delle tecniche di dialogo non violente.
Competenze trasversali: capacità relazionali e competenze comunicative:
negoziazione e mediazione, costruzione di rapporti di fiducia tra le parti contrapposte, vigilanza e supervisione, trasformazione costruttiva del conflitto. Osservazione e promozione dei diritti umani e della democratizzazione.
Competenze operative:
costruzione di un progetto di gestione positiva dei conflitti (attraverso lo svolgimento di project work con la trasmissione dei relativi schemi di strutturazione, lo sviluppo di capacità organizzative e di problem-solving, le tecniche di indagine, analisi e relazione.

Processo 3: Cooperazione interculturale

Compiti
Collaborazione alla gestione di progetti di cooperazione internazionale
Mantenimento del dialogo con la cultura locale
collaborazione alla Democracy-building
formazione della popolazione
gestione delle relazioni con istituzioni, gruppi, persone

Competenze
Conoscenza della teoria attuale della cooperazione interculturale.
Concepire, pianificare ed eseguire il lavoro rispettando le tradizioni e le leadership tradizionali, collaborare a ricostruire la funzionalità delle istituzioni
promuovere l’auto-aiuto, senza sostituirsi a delle strutture esistenti.
mobilitare la forza della gente per il rilancio di una società democratica e partecipativa.
concepire gli aiuti, la solidarietà e l’accompagnamento in termini rilevanti, adeguati alla cultura del posto, rispettandone i valori, i costumi, le lingue ed il ritmo sociale.
Gestione dei flussi della comunicazione nelle situazioni individuate.
Parafrasi, sintesi, saper cogliere e sintetizzare gli aspetti condivisi, Reframing.
Le interviste su base di storia di vita, interviste incrociate (ad ognuno degli interlocutori alla presenza dell’altro), tecniche per la discussione in gruppi allargati che evitano la polarizzazione e atteggiamenti difensivi - offensivi.
Nel processo di progettazione, come favorire la inclusione dei marginali e dei nemici nei processi di inchiesta e di elaborazione del progetto.
Empowerment sia delle persone che degli attori collettivi: rafforzare il senso di protagonismo e la fiducia di essere riconosciuti e rispettati dagli altri e la fiducia che i propri problemi verranno presi in considerazione.

Processo 4: Gestione degli Aiuti Umanitari

Compiti
Assistenza umanitaria di pronto intervento
Rimpatrio dei profughi
Ripristino delle infrastrutture e dei servizi sociali

Competenze
Capacità di analisi e conoscenza delle principali caratteristiche dell’aiuto umanitario;
nozioni di diritto internazionale umanitario ; nozioni di mediazione e management del conflitto, di analisi delle diverse tipologie di catastrofi umanitarie e delle varie forme di ricostruzione post bellica e post catastrofe.
Competenze comunicative anche con soggetti più ostici ed ostili. Saper trattate con la popolazione locale,
Gestione: il ciclo del progetto dall’ideazione alla scrittura, casi di studio tematici; tecniche di negoziazione e mediazione ; coordinamento e cooperazione civili-militari ; gestione della sicurezza nell’aiuto umanitario;
Conoscenza teorico-pratica degli standard qualitativi secondo il progetto europeo “Sphere”, Conoscenze su ruoli e funzioni dei diversi attori dell’aiuto umanitario, conoscenza dei profili professionali.

Competenze trasversali a tutti i processi
saper lavorare in gruppo e saper gestire lo stress.
competenze comunicative (comunicazione intra - gruppo, comunicazione in caso di stress, comunicazione non violenta) anche con i soggetti più ostici

MULTIREGIONALITA'

Il progetto è stato presentato al Coordinamento delle Regioni dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che si è proposta come capofila. Alcune amministrazioni regionali hanno espresso la disponibilità alla realizzazione del progetto e a prevedere la possibilità del finanziamento al progetto attraverso il Fondo Sociale Europeo. E` stato predisposto un protocollo di intesa dal Coordinamento delle Regioni, che coinvolge le regioni: Valle d’Aosta, Umbria, Marche, Piemonte che prevede la realizzazione di un progetto di ricerca interregionale per l’analisi dell’area professionale definita come “Umanitaria”.

È stata contemporaneamente attivata una rete di collaborazioni tra gli Enti che potranno realizzare il corso per individuare gli elementi condivisibili e le modalità di collaborazione.
Altri progetti per la realizzazione di corsi analoghi potranno essere presentati autonomamente alle rispettive regioni alla scadenza prevista dai bandi del FSE, con le modalità previste dalle procedure di ogni regione. Ogni regione potrà sviluppare i contenuti a seconda della propria specificità e delle risorse disponibili sul territorio, ma si dovranno prevedere modalità condivise di realizzazione del corso.

Di seguito si elencano alcune delle ragioni che sono alla base della realizzazione di un progetto interregionale per promotori di pace:
esigenza di dare alla professionalità oggetto del corso adeguata garanzia di uniformità per alcune delle competenze fondamentali;
opportunità offerta di stage non disponibili su tutti i territori regionali, visto che i luoghi in cui i partecipanti dovranno svolgere le loro esperienze pratiche sono Organizzazioni (non governative, governative o internazionali) con sedi di lavoro nella capitale o all'estero;
possibilità di utilizzare esperti di livello internazionale, abbattendo i relativi costi e realizzando incontri comuni;
realizzazione di eventi di livello nazionale in grado di porre in risalto la novità dell'iniziativa, che aspira a livelli di eccellenza di ordine almeno europeo.

A livello internazionale sono stati presi contatti con Berghof Institut di Berlino (D), H. Böll Stiftung di Berlino (D), Österreichisches Friedenszentrum di StadtSchlaining (A) prestigiosi studi di ricerca e formazione per la pace dell’area tedesca che collaboreranno inviando docenti specializzati e metteranno a disposizione i loro centri di documentazione per la realizzazione dei project work.

Il progetto è frutto di una collaborazione tra gli enti che partecipano al progetto (Fondazione Langer, Centro Studi Difesa Civile, Avventura Urbana, Libera Università di Bolzano, Formazione Professionale italiana).
La collaborazione è stata formalizzata già all’avvio della progettazione.
Nel progetto sono descritte le responsabilità dei diversi enti che partecipano alla realizzazione delle azioni, in particolare:
Il Centro Studi Difesa Civile sarà responsabile del modulo su “Promozione del processo di pace”,
la Fondazione Langer sarà responsabile dei moduli sulla “Cooperazione interculturale” e sugli stage, l’Associazione Fields sarà responsabile del modulo “Gestione degli aiuti umanitari”, Avventura Urbana sarà responsabile del modulo sulla “Gestione dei conflitti”


COLLABORAZIONE CON UNIVERSITA'

La Libera Università di Bolzano collabora alla realizzazione del progetto come da convenzione allegata che attraverso la facoltà di Scienze della Formazione istituzionalizzerà il corso come di master post laurea.

SEZIONE 3

DESCRIZIONE IN DETTAGLIO DEL PROGETTO

BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il percorso formativo è di tipo sperimentale, l’architettura del corso prevede una formazione trasversale e cinque aree monotematiche:
* Area 1: La promozione del processo di pace
* Area 2: La cooperazione interculturale
* Area 3: La gestione dei conflitti
* Area 4: La gestione degli aiuti umanitari e delle emergenze
* Area 5: Stage di almeno 5 settimane all’estero

La formazione trasversale prevede :formazione linguistica, formazione informatica, project work, preparazione allo stage, valutazione degli apprendimenti.

Gli interventi formativi consistono in un intreccio di formazione teorica in aula, autoformazione assistita a distanza, laboratori esperienziali, esercitazioni pratiche.

Le lezioni saranno tenute prevalentemente in lingua inglese, in forma residenziale e durante il fine settimana in modo da permettere la partecipazione anche di persone che lavorano.

Si intende infine coinvolgere attivamente e direttamente anche la popolazione locale alle tematiche proprie della cultura della pace attraverso i seguenti interventi:
* organizzazione del convegno internazionale “La Convenzione europea e i corpi civili di pace”,
al fine di presentare il progetto
* organizzare per alcuni moduli particolarmente significativi degli incontri serali al fine di aprire
le esperienze dei testimoni privilegiati e di relatori importanti, anche ai cittadini interessati


STRUTTURA DEL PROGETTO

Elementi del progetto Durata (ore)

Presentazione 1a settimana 40 ore
totale ore teoria a distanza laboratorio
Area 1: La promozione del processo di pace 100 50 20 30
Area 2: La cooperazione interculturale 80 40 20 20
Area 3: La gestione dei conflitti 100 40 20 40
Area 4: La gestione degli aiuti umanitari e dell'emergenza 80 20 20 50
Formazione linguistica: autoformazione individuale 40 ore (voucher)
Formazione informatica: autoformazione individuale 40 ore (voucher)
Project work: autoformazione individuale 60 ore di disponibilità docenti
Preparazione allo stage 40 ore: una settimana residenziale
Stage 200 ore (5 settimane all’estero)
Valutazione finale 20 ore: residenziali
TOTALE ORE 800


MODALITÀ FORMATIVE

Il progetto prevede diverse modalità formative che verranno messe in atto nelle diverse fasi del corso. I moduli riguardano i contenuti delle quattro aree individuate nell’analisi della professionalità, trasversalmente agli incontri formativi residenziali saranno realizzate altre attività formative trasversali.

a) la formazione teorica 150 ore (moduli residenziali)
Nei periodi residenziali verranno approfonditi gli aspetti teorici associando ai temi trattati i laboratori, le esercitazioni e la formazione a distanza al fine di sviluppare competenze teorico-pratiche nelle quattro aree tematiche.

b) la formazione teorica a distanza 70 ore (autoformazione assistita)
Sarà reso attivo un collegamento in rete tra docenti e corsisti per predisporre materiali di studio e bibliografie e aperto un forum per dialogare a distanza su temi proposti da docenti e corsisti, e, inoltre, saranno messi a punto da parte dei docenti strumenti di autovalutazione delle singole unità didattiche.
Sarà possibile in tal modo acquisire conoscenze teoriche in moduli di formazione a distanza e valutare i corsisti in un colloquio finale.
Si prevede un impegno dei docenti per 70 ore.

c) i laboratori 100 ore
Competenze trasversali, relazionali e comunicative
Si propone di far apprendere nei laboratori tutte le tecniche previste dal curriculum anche relative alla gestione delle dinamiche di gruppo, agli aspetti interpersonali del problem solving organizzativo e della comunicazione. Si attueranno anche dei processi di consolidamento emotivo dei partecipanti in modo da renderli idonei a saper lavorare in situazioni difficili ed a prevenire il burn-out.
Nei laboratori saranno acquisite prevalentemente le competenze trasversali: capacità relazionali e competenze comunicative:

d) le esercitazioni 40 ore (residenziali)
Verranno organizzate possibilmente con le Istituzioni governative regionali, nazionali ed internazionali implicate nei processi di gestione delle emergenze e degli aiuti umanitari. Si cercherà quindi di coinvolgere: il Ministero degli Esteri, gli uffici della protezione civile regionali/provinciali e nazionali, la direzione della protezione civile del Ministero degli Interni, l’OSCE.
Le esercitazioni permetteranno di acquisire attraverso esperienze pratiche collettive tutte le competenze necessarie ad affrontare le situazioni di emergenza nei territori in cui sono in atto conflitti, a creare coordinamento efficace con le Istituzioni suddette, ad acquisire operativamente le conoscenze delle procedure.

Le esercitazioni riguardano le competenze operative:
costruzione di un progetto di gestione positiva dei conflitti (attraverso lo svolgimento di project work), tecniche di interposizione, tecniche di indagine, osservazione e promozione dei diritti umani e della democratizzazione.
e) la formazione linguistica 40 ore (autoformazione assistita)
Si prevede durante il percorso la possibilità di frequentare corsi di lingua inglese o francese, se il livello di conoscenza di alcuni corsisti non sia all’entrata al 3°livello “indipendent user” del passaporto europeo ALTE
Si prevede un modulo linguistico di circa 40 ore da utilizzare in modo individuale con la supervisione di un tutor; verranno messi a disposizione dei voucher da utilizzare presso un ente di formazione linguistica con cui si stipulerà una apposita convenzione.

f) la formazione informatica 40 ore (autoformazione assistita)
Si prevede la possibilità di usufruire di un finanziamento individuale per la frequenza di un corso di informatica per l’ottenimento del patentino ECDL (patente europea).

g) Il project work 60 ore (autoformazione assistita)
Il project work inizierà la prima settimana di corso; con l’aiuto del coordinatore di stage il/la corsista sceglierà una problematica da seguire, fin dall’inizio del corso, in collaborazione con le organizzazioni in cui potrà svolgere lo stage. Il progetto verrà realizzato durante tutto il percorso formativo e verrà valutato in diverse fasi: una relazione iniziale sulla documentazione raccolta, una relazione intermedia realizzata attraverso interviste e un progetto finale di intervento sulla problematica scelta, se possibile relativa alla situazione in cui sarà svolto lo stage.
Per tale lavoro sarà possibile per i corsisti svolgere apposite ricerche presso enti europei che si occupano di studi sulla pace.
Il project work sarà indirizzato a sviluppare le competenze relative al processo lavorativo definito come Monitoraggio.
La rivista “Una Città” fornirà le competenze nell’ambito dell’inchiesta, della comunicazione giornalistica, della tecnica di raccolta di testimonianze orale sul campo. Verrà realizzata una pagina elettronica per la gestione del lavoro a distanza e alla gestione dei forum di discussione.


DESTINATARI/E

Numero e età: 20 giovani dai 22 anni di età (minimo); Titolo di studio: Laureo o diploma di scuola media superiore Per la partecipazione al percorso formativo sono ritenuti indispensabili: Ø conoscenza della lingua inglese (solo per il corso di Bolzano anche delle lingue tedesca o italiana) corrispondente al livello 3-“Indipendent User”- del passaporto europeo delle competenze linguistiche del Framerwork dell’ALTE; Ø adeguata motivazione a sviluppare relazioni in situazioni di conflitto, nonché attitudine a lavorare in équipe e in team di progetto. Per l’ammissione al corso è prevista una selezione articolata nelle seguenti fasi: Ø esame del curriculum vitae con valutazione di eventuali crediti formativi per aspiranti allievi che possiedano esperienze certificabili; Ø test per l’accertamento del livello di conoscenza delle lingue; Ø colloquio motivazionale mirante a valutare le attitudini relazionali attinenti al ruolo e alla professione di promotore e promotrice di pace (i criteri di selezione che definiranno una griglia di colloquio saranno stabiliti dal gruppo di docenti incaricati della selezione)
MODULI

Modulo 1: Presentazione del corso formativo

Durata in ore: 40 - settimana residenziale

Luogo in cui sarà svolto: presso la sede della Libera Università di Bolzano

Competenze
La prima settimana di lavoro organizzata in forma residenziale dovrà permettere ai corsisti di conoscere finalità e modalità di realizzazione del percorso formativo, fornendo gli elementi che permetteranno l’orientamento e la verifica delle motivazioni alla professione, attraverso incontri con testimoni con esperienze sul campo e docenti formatori che analizzeranno il problema dei conflitti e del modo di affrontarli anche attraverso modalità pratiche esperienziali (es. dinamiche di gruppo, role playing) da svolgersi in forma laboratoriale.
Nell’ambito di questa prima fase saranno presentati sia i temi oggetto del corso e le metodologie di apprendimento, sia gli strumenti necessari per l’osservazione e l’autovalutazione delle proprie predisposizioni al ruolo.
Verrà inoltre proposto il “project work” individuale e/o di gruppo, che dovrà essere realizzato da ogni corsista durante tutto il periodo di formazione; a tal fine saranno passati in rassegna in questa settimana alcuni aspetti oggetto di approfondimento durante il percorso formativo.
Una prima visione d’insieme e una definizione di schemi, tecniche ed accorgimenti metodologici per la costruzione di un progetto; le tecniche acquisite in questa settimana, le tecniche utilizzate per l’indagine, le interviste, la raccolta di testimonianze, l’inchiesta e la comunicazione di tipo giornalistico.
Il tema del project work verrà scelto da ogni corsista che potrà contare sull’assistenza di uno dei docenti durante tutto il percorso che diverrà il suo tutor anche nel periodo di stage. Si prevede la possibilità di inviare i corsisti presso istituzioni di ricerca e studio sulla pace in Europa per approfondire il proprio tema di indagine e mettere poi a disposizione dell’intero gruppo i risultati.
Sarà attivato durante questo primo modulo il forum di discussione on line in cui ogni corsista potrà discutere con i docenti e gli altri corsisti. Il forum sarà utilizzato anche come strumento di formazione a distanza per la diffusione di documentazioni utili allo studio e alla ricerca individuali.
I docenti che gestiranno questo primo modulo saranno coloro che avranno la responsabilità di condurre in qualità di tutor individuali ogni corsista, essi costituiranno il gruppo di coordinamento didattico del progetto.

Contenuti
* L'individuazione dei temi del project work
* Introduzione: Dissolvere il volto del nemico:
* Le università per la pace:
* L’inquadramento del percorso formativo e della nuova figura professionale: Verso un
corpo civile di pace e un esercito europeo:
* Le quattro aree del percorso formativo e il metodo di lavoro (formazione in aula,
formazione a distanza, laboratori di apprendimento ed esercitazioni pratiche):
* Il metodo di lavoro. Iniziare dai nostri conflitti:
* I projekt work individuali e di gruppo:
* Laboratorio: - l’uso delle pagine elettroniche per la gestione del lavoro a distanza e dei
forum di discussione:

Tecnologie che saranno utilizzate per l'apprendimento delle competenze previste dal modulo/corso: lavagna luminosa, power-point, videocamera,registratore Inoltre per la formazione a distanza sarà aperto un sito e un forum di discussione. Tutti i materiali saranno a disposizione dei corsisti sul sito.

Valutazione
Il primo modulo prevede la presentazione dell’intero corso e quindi non prevede valutazione degli apprendimenti, si prevede un feed-back da parte dei partecipanti sull’impostazione generale del corso

Modulo 2 - Area 1: La promozione del processo di pace Durata in ore: 100 (50 aula, 20 a distanza, 30 laboratori) Luogo in cui sarà svolto: presso la sede della Libera Università di Bolzano Competenze Le competenze di questo modulo riguardano tre aree: 1.Competenze teoriche per le funzioni di peacekeeping, di peacemaking, di peacebuilding: capacità di intervenire nelle crisi internazionali partecipando alle missioni di pace; garantire il flusso comunicativo ed informativo tenendo conto delle regole di ingaggio civile e militare, delle tecniche di non violenza e delle tecniche di dialogo non violente. 2. Competenze trasversali: capacità relazionali e competenze comunicative, da acquisire in forma di laboratorio: negoziazione e mediazione, costruzione di rapporti di fiducia tra le parti contrapposte, vigilanza e supervisione, trasformazione costruttiva del conflitto. Osservazione e promozione dei diritti umani e della democratizzazione. Competenze operative che verranno acquisite in forma di esercitazione: costruzione di un progetto di gestione positiva dei conflitti (attraverso lo svolgimento di project work con la trasmissione dei relativi schemi di strutturazione, lo sviluppo di capacità organizzative e di problem - solving), tecniche di interposizione, tecniche di indagine, osservazione e promozione dei diritti umani e della democratizzazione, analisi e relazione. Gli interventi formativi consistono in un intreccio di formazione teorica d’aula, autoformazione assistita a distanza, laboratori esperenziali e residenziali, formazione linguistica ed informatica, project work, stage, esercitazioni. Contenuti le crisi internazionali, il Diritto Internazionale, le Organizzazioni Internazionali, le missioni internazionali di pace, il flusso comunicativo ed informativo nelle missioni internazionali di pace, la gestione dei conflitti, il peacekeeping, il peacebuilding, la tutela dei diritti dell’uomo, le conoscenze degli aspetti militari, tecniche di non violenza e promozione della pace. * le crisi e il diritto internazionale; * le Organizzazioni internazionali e le missioni di pace; * il flusso comunicativo ed informativo nelle missioni internazionali di pace; * la gestione dei conflitti; * il peacekeeping; * il peacebuilding; * la tutela dei diritti dell’uomo; * competenze militari. Tecnologie che saranno utilizzate per l'apprendimento delle competenze previste dal modulo/corso: lavagna luminosa, power-point, videocamera,registratore Inoltre per la formazione a distanza sarà aperto un sito e un forum di discussione. Tutti i materiali saranno a disposizione dei corsisti sul sito. Valutazione Si prevede un colloquio alla fine del modulo basato sulle competenze oggetto della formazione. Il docente responsabile del modulo durante gli incontri formativi avrà raccolto elementi valutativi attraverso il feed-back dei diversi relatori.

Modulo 3 - Area 2: la cooperazione interculturale

Durata in ore: 80 (40 teoria, 20 a distanza, 20 laboratori)

Luogo in cui sarà svolto: Libera Università di Bolzano

Competenze
Il corso vuole fornire agli studenti gli strumenti cognitivi, affettivi e tecnico-operativi necessari per operare nell’ambito della ricostruzione delle società post conflitto, sia nella riedificazione delle istituzioni, nella ricostruzione fisica e materiale, sia nel fondare una convivenza partecipativa e democratica.
Il corsista conosce - in grandi linee - la teoria attuale della cooperazione interculturale.
Il corsista é capace di concepire, pianificare ed eseguire il suo lavoro nei termini di una cooperazione rispettosa delle tradizioni e delle leadership tradizionali, finalizzata a ricostruire la funzionalità delle istituzioni e di promuovere in ogni momento l’autoaiuto, senza proporsi come mediatore o sostituirsi a delle strutture esistenti, ma non operanti.
Il corsista é in grado di mobilitare la forza della gente per il rilancio di una società democratica e partecipativa.
La cooperazione viene definita interculturale per segnalare la necessità dell’operatore e delle istituzioni occidentali, impegnate in missioni di pace, di concepire gli aiuti, la solidarietà e l’accompagnamento in termini rilevanti, adattati e adeguati alla cultura del posto, rispettandone i valori, i costumi, le lingue ed il ritmo sociale.

Contenuti

a) Introduzione alla Cooperazione interculturale
* Ruolo delle organizzazioni internazionali: ONU, Banca Mondiale, Fondo Monetario
* La Cooperazione dell’Unione Europea
* Da Rio a Johannesburg, il protocollo di Tokio e l’alleanza per il clima

b) Basi della Cooperazione
* L’interconnessione e l’economia globale. La società sostenibile
* Sviluppo, cooperazione, cultura e ambiente.
* Il principio di sussidiarietà. Dai basic needs all’empowerment delle organizzazioni.
* La Cooperazione decentrata.
* Il concetto del PPP: Public Private Partnership ed il networking.

c) Il ruolo del cooperante
* La cultura e la lingua. L’apprendistato dei tempi e dei ritmi. Il tempo ciclico vs il tempo
lineare.
* Valori attuali e valori in via di estinzione.
* La capacità di inserirsi in processi già in atto. La rinuncia al protagonismo proprio. L’abilità
di tessere le reti (networking) e di appoggiare il lavoro ed il protagonismo degli altri. La
formazione dei partner. La disseminazione del know-how. Il ruolo della formazione.

d) Il progetto ed il programma
* Individuare un progetto
* I passi della pianificazione partecipativa
* Metodi di pianificazione (ZOPP, Framework, Matrix)
* Analisi del problema da risolvere
* Analisi delle soluzioni possibili
* Albero delle difficoltà
* Rete delle persone e delle istituzioni coinvolte
* La controparte: la politica locale di sviluppo, le priorità locali e regionali

Area giuridica

a) Modello Alto Adige?
* diritti delle minoranze: principi generali:
* le forme di partecipazione politica delle minoranze
* le diverse forme di autonomia ( culturale, personale territoriale)
* il sistema dell’autonomia Alto Adige
* l’Unione Europea e la protezione delle minoranze

b) Sistemi di risoluzione dei conflitti (alternativi o complementari ai processi finali)
* Meccanismi e metodi di risoluzione (giuridici - quasi giuridici - negoziali conciliativi) dei
conflitti
* Le esperienze di transizione da sistemi autoritari o illiberali a sistemi democratici
* I modelli delle Commissioni Verità e Riconciliazione (in particolare il caso sudafricano)
* Il Tribunale Penale Internazionale e i Tribunali internazionali misti (in quanto composti da
sistemi giurisdizionali e conciliativi)
* La tutela dei diritti fondamentali

Metodologie didattiche
Una parte dei contenuti può essere assimilata attraverso letture, consultazioni in biblioteca, video ed interviste ad attori della cooperazione.
Una parte verrà proposta nelle lezioni nei momenti dello studio presenziale, con adeguati esercizi.
Una terza parte verrà lavorata in laboratori e work-shop, tramite studi di caso (case study), Rollenspiele (role plays) e testimonianze di operatori con esperienza. Anche le eventuali esperienze all’estero dei partecipanti verranno usate per l’analisi e l’approfondimento.
Verranno esperimentate parti delle metodologie di pianificazione e di valutazione di progetti.
Si useranno progetti promossi dalla Provincia e dal Ministero degli Affari Esteri. Si analizzeranno video su progetti. Si ascolteranno voci critiche, p.e. la trasmissione di REPORTER di fine ottobre 2002.
Una bibliografia minima verrà fornita e resa accessibile nel luogo dei corsi. Se possibile, si stabiliranno contatti, via internet, con operatori in progetti scelti per lo stage e non.

Tecnologie che saranno utilizzate per l'apprendimento delle competenze previste dal modulo/corso: lavagna luminosa, power-point, videocamera, registratore. Inoltre per la formazione a distanza sarà aperto un sito e un forum di discussione. Tutti i materiali saranno a disposizione dei corsisti sul sito.

Valutazione finale d’area:
ogni corsista dovrà preparare una parte di un progetto di cooperazione (pianificazione, Project Cycle Management (PCM)), stesura di parti del documento stesso, analisi di motivazione ambientale, valutazione dell’intervento (se possibile), rendiconto, relazione semestrale, ecc.
La valutazione, prendendo in considerazione il documento prodotto, consisterà in un colloquio breve sul documento ed i problemi annessi.

Modulo 4 - Area 3: La gestione dei conflitti

Durata in ore: 100 (40 d’aula, 20 a distanza, 40 laboratori)

Luogo in cui sarà svolto: Libera Università di Bolzano

Competenze:
* Competenze di trasformazione dei conflitti:
* Gestione dei flussi della comunicazione nelle situazioni individuate.
* Parafrasi, sintesi, saper cogliere e sintetizzare gli aspetti condivisi, reframing.
* Le interviste su base di storia di vita, interviste incrociate (ad ognuno degli interlocutori
alla presenza dell’altro), tecniche per la discussione in gruppi allargati che evitano la
polarizzazione e atteggiamenti difensivi - offensivi.
* Nel processo di progettazione, come favorire la inclusione dei marginali e dei nemici nei
processi di inchiesta e di elaborazione del progetto.
* Empowerment sia delle persone che degli attori collettivi: rafforzare il senso di
protagonismo e la fiducia di essere riconosciuti e rispettati dagli altri e la fiducia che i
propri problemi verranno presi in considerazione

Contenuti:
* Le principali teorie sulla gestione creativa dei conflitti e quelle sui conflitti “insanabili”
* La trasformazione dei conflitti come impegno multi-dimensionale
* Le teorie “locali” sulla definizione dei conflitti e sulla loro gestione.
* Trasformazione dei conflitti e Riconciliazione in società divise e multi-culturali

Metodologie didattiche:
Esperimenti di fenomenologia sperimentale, imparare visitando i luoghi e narrando le esperienze. ascolto attivo, analisi variazionale (i punti di vista che si presentano come opposti arricchiscono la descrizione di fenomeni e situazioni complesse). Metodologia umoristica (narrazioni che accolgono gli spiazzamenti e la legittimità di significati che si presentano come antagonistici)

Tecnologie che saranno utilizzate per l'apprendimento delle competenze previste dal modulo/corso: lavagna luminosa, power-point, videocamera, registratore. Inoltre per la formazione a distanza sarà aperto un sito e un forum di discussione. Tutti i materiali saranno a disposizione dei corsisti sul sito.

Valutazione
La valutazione, prendendo in considerazione le attività del modulo, consisterà in un colloquio breve sulle esperienze e le modalità di affrontare i problemi annessi.
Modulo 5 - Area 4: La gestione dell’aiuto umanitario e dell’emergenza

Durata in ore: 80 (40 d’aula, 20 a distanza, 40 laboratori)

Luogo in cui sarà svolto: Libera Università di Bolzano

COMPETENZE

Le competenze previste da questo modulo sono necessarie per operare nelle situazioni d’emergenza prodotte delle cosiddette crisi complesse determinate sia a causa di conflitti sia per ragioni di carattere naturale, le cosiddette catastrofi.
* Capacità d’analisi e conoscenza delle principali caratteristiche dell’aiuto umanitario; nozioni di
diritto internazionale umanitario; d’analisi delle diverse tipologie di catastrofi umanitarie e
delle diverse forme d’intervento; dei processi di ricostruzione post bellica e post catastrofe;
della relazione tra emergenza, ricostruzione e sviluppo
* Gestione: il ciclo del progetto (PCM) dall’ideazione alla valutazione finale, casi di studio
tematici; tecniche di negoziato e mediazione in area umanitaria; coordinamento inter-
agenzie; cooperazione civili-militari; gestione della sicurezza nell’aiuto umanitario; protezione
dei civili; assistenza ai gruppi più vulnerabili
* conoscenza teorico-pratica degli standard qualitativi secondo il progetto internazionale
“Sphere”; uso degli indicatori di qualità; tecniche di assessment e valutazione.
* conoscenze su ruoli e funzioni dei diversi attori dell’aiuto umanitario, conoscenza dei
profili professionali.

Contenuti:
* Storia e teoria dell’aiuto umanitario e d’emergenza
* La legge internazionale umanitaria
* Aiuto umanitario e diritti dell’uomo
* Il sistema umanitario internazionale: attori e mandati
* Il ruolo delle ONG
* Donatori e procedure di finanziamento
* Gestione dell’aiuto e valutazione dei rischi
* I profughi nei conflitti civili e nelle crisi economiche e ambientali
* Aiuto alimentare
* Aiuto sanitario d’emergenza
* Principi e tecniche della ricostruzione
* Il continuum emergenza - riabilitazione - sviluppo
* Capacity building e partecipazione
* La gestione dello stress
* Lo status degli operatori umanitari
* Formazione e gestione delle risorse umane

METODOLOGIA
La metodologia si baserà sul metodo partecipativo e sulla necessaria interazione da parte degli utenti.
Verranno utilizzate, oltre alle lezioni dei tipo frontale per la trasmissione di alcune nozioni di carattere teorico, il lavoro di gruppo, le esercitazioni individuali e collettive, i giochi di ruolo e di simulazione per la comprensione delle problematiche presentate. Le concettualizzazioni e i contenuti proposti verranno analizzati attraverso casi concreti di studio, da cui verranno proposti questioni e domande aperte oggetto delle esercitazioni. Ci si propone la trasmissione oltre che di contenuti basati sul sapere anche di abilità che abbiano al centro il “saper fare”.
Dato l’argomento verrà utilizzato per le docenze personal nazionale e internazionale, docenti portatori di esperienze di campo concrete. Infine, verranno realizzati momenti di valutazione in entrata, in corso d’opera e finali.

Esercitazione
Sicurezza e coordinamento nei luoghi di guerra - esercitazione con il Corpo d’Armata Alpino di Bolzano e la Protezione Civile.

Tecnologie che saranno utilizzate per l'apprendimento delle competenze previste dal modulo/corso: lavagna luminosa, power-point, videocamera,registratore Inoltre per la formazione a distanza sarà aperto un sito e un forum di discussione. Tutti i materiali saranno a disposizione dei corsisti sul sito.

Valutazione
La valutazione sarà effettuata alla fine di ogni esercitazione e alla fine del modulo con una scheda valutativa sommativa in cui ogni relatore e docente avrà dato la sua valutazione del corsista in merito alle capacità dimostrate, alle conoscenze teoriche apprese e alla partecipazione.


STAGE ALL'ESTERO

5 settimane (200 ore)

Finalità
Lo stage ha lo scopo di mettere in atto le competenze acquisite in situazioni in cui siano presenti o latenti conflitti di vario tipo. Data la difficoltà ad inserirsi in situazioni problematiche come quelle che saranno scelte come destinazione, si prevede, oltre a stage individuali, anche l’invio di corsisti in gruppi di 4 o 5, in modo che possano essere assistiti da un tutor locale che li accompagnerà nella realizzazione del loro percorso formativo e nell’indagine sulla situazione in atto. Lo stage si presenta come la conclusione operativa del project work realizzato durante tutto il percorso formativo. E’ prevista una settimana di preparazione

Preparazione allo stage
Una settimana: residenziale 40 ore (teoria e laboratorio) di preparazione agli stage, con particolare riferimento ai paesi di destinazione.
La preparazione è strettamente legata al lavoro di project work che dovrebbe essere stato dedicato alla situazione in cui verrà realizzato lo stage.
La settimana di preparazione prevede incontri generali di tutti i corsisti sui temi comuni e incontri dei diversi gruppi destinati ad uno stesso paese su tematiche specifiche.

Le spese di viaggio, vitto e alloggio durante lo stage saranno a carico dei corsisti

Luoghi di stage
I luoghi in cui svolgere lo stage saranno individuati sia dalle istituzioni promotrici del corso e su proposta degli alunni partecipanti.
Il periodo minimo di 5 settimane potrà essere allungato per chi sarà disponibile ad inserirsi in progetti in atto nel paese di destinazione.
Saranno costituiti gruppi di 4 o 5 persone, tra di loro affini, affidati a un/a tutor residente nel paese di destinazione.
Verranno istituiti contatti tramite Forum permanenti.
Le organizzazioni promotrici del progetto predisporranno un albo delle organizzazioni e istituzioni disponibili ad accogliere gli stagisti e le stagiste, tenendo conto delle collaborazioni in corso e delle priorità indicate nelle direttive ONU ed europee.
Gli stage si svolgeranno preferibilmente con organizzazioni che già lavorano sulle problematiche di area geografica e di tipo di intervento prescelto dagli allievi nel project work.
Si propone di inviare piccoli gruppi di corsisti provenienti dalle diverse sedi del corso (altre regioni), perché sia possibile riportare nel progetto esperienze diverse in contesti definiti dalla programmazione dello stage.
Sarà possibile valutare come crediti eventuali esperienze di lavoro o volontariato.
La Fondazione Langer, con l’aiuto del CSDC, della cooperativa UNA CITTA’, predispone gli stage con le organizzazioni nazionali e internazionali disponibili.

Competenze
Obiettivo dello stage è l’apprendimento di competenze in situazioni difficili; l’esperienza sarà realizzata in affiancamento ad operatori specializzati nella cooperazione internazionale e in situazioni di conflitto o potenziale conflitto e sarà supervisionata e assistita da alcuni dei docenti-formatori (tutor di stage) attraverso forum on line appositamente predisposti e colloqui individuali e di gruppo al ritorno.
Le competenze non saranno di tipo operativo (data la delicatezza e la difficoltà nell’inserimento che non potrà essere completo in sole 5 settimane). Saranno oggetto dello stage le competenze relative all’indagine e all’osservazione dei fenomeni studiati durante il corso, ogni corsista sarà
stato preparato a fare interviste ed ricerche per predisporre un rapporto al ritorno che analizzerà dettagliatamente la situazione in cui si è stati inseriti.

Modalità di monitoraggio e di valutazione
Descrivere le modalità di monitoraggio e valutazione del raggiungimento delle competenze previste
Lo stage sarà monitorato dal coordinatore didattico attraverso un forum di discussione aperto tra i partecipanti allo stage, i tutor in loco e i docenti responsabili delle diverse aree.
La valutazione finale del corsista sulle competenze acquisite, sarà data dal tutor in loco e dal docente responsabile del project work in base ad una scheda predisposta dal coordinatore didattico


SERVIZI AGGIUNTIVI

La maggior parte degli incontri saranno svolti in forma residenziale si prevede quindi il vitto e l’alloggio dei corsisti insieme ai docenti presso una stessa struttura ricettiva per permettere il crearsi di flussi di relazioni all’interno del gruppo allievi/docenti/testimoni…


RILASCIO QUALIFICA PROFESSIONALE

Il progetto prevede il rilascio della Qualifica professionale da Parte della Provincia Autonoma di Bolzano e il diploma di master post laurea da parte dell’Università di Bolzano.


CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

Le competenze saranno certificate dal diploma rilasciato dalla Libera Università di Bolzano in cui saranno elencate le competenze acquisite durante il corso. Il diploma sarà riconosciuto a livello nazionale e internazionale dalle istituzioni che verranno coinvolte nella fase di realizzazione del progetto e soprattutto nello svolgimento dello stage.

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