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alexander langer (22)

Comunicato stampa sulla conferenza Balladur

20.3.1995
"CONFERENZA BALLADUR / PATTO DI STABILITÀ: PECCATO USARE UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI ALTO RANGO PER LA CAMPAGNA ELETTORALE!"

Comunicato stampa

Alexander Langer (Verdi al Parlamento europeo) commenta così la sessione parigina della Conferenza di stabilità che si conclude nei giorni 20 e 21 marzo 1995: "Con tempismo impeccabile a Parigi si svolge la Conferenza conclusiva sul cosiddetto "patto di stabilità" in Europa - il "piano Balladur" diventa la "campagna elettorale Balladur". E l'Unione europea ne fornisce lo sfondo, per quanto in realtà lo scetticismo intorno a quest'iniziativa fosse sin dal primo momento palpabile tra tutti i governi, salvo - forse - quello francese.

Come si può parlare di "patto di stabilità" quando, per esempio, la Macedonia è ridotta al rango di osservatrice, e quando si crea un'ulteriore infrastruttura - potenzialmente concorrenziale con l'OSCE - senza affrontare i problemi di fondo? Restano infatti irrisolte almeno tre fondamentali esigenze:

1) un ordinamento comune e vincolante che garantisca i diritti delle minoranze etniche e comprenda efficaci strumenti internazionali per la sua applicazione; contro lo spettro dell'epurazioe etnica occorre un solido "diritto della convivenza" (ma perchè tanti Stati membri dell'Unione e l'Unione stessa non fanno niente per adottare e ratificare un quadro stabile di diritto sulle etnie minoritarie?);

2) una comune politica estera, di sicurezza e di pace dell'Europa dei 15. La disintegrazione jugoslava, per esempio, è stata fortemente incoraggiata da contrastanti interessi e politiche nazionali anche dei 12, i quali invece dovrebbero finalmente parlare con una voce comune (anche all'ONU e nell'OSCE) e sostenere le azioni comuni raccomandate dal P.E., come p.es. a sostegno del Tribunale internazionale sui crimini contro l'umanità nell'ex-Jugoslavia;

3) l'istituzione di un comune corpo di pace europeo, con reparti prevalentemente civili, capace di intervenire con missioni preventive, di dialogo, di ingerenza umanitaria, di interposizione, di garanzia. Oggi esistono decine di migliaia di europei che si sono "fatte le ossa" grazie ad azioni di solidarietà nell'ex-Jugoslavia. Migliaia di obiettori di coscienza europei sarebbero pronti ad un simile compito. Cosa si aspetta a recepire ed organizzare esperienze come questa?

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