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alexander langer (22)

La Germania, l'Austria

1.3.1986
La mia formazione (dalle fiabe ai libri di avventura, dai classici ai contemporanei) è avvenuta praticamente tutta in lingua tedesca. I miei studi, i miei incontri, le mie frequentazioni invece hanno un segno più italiano. Così mi resta una forte domanda di conoscenza del mondo di lingua tedesca dall'interno. Dopo la conclusione del corso di studi a Firenze, cerco e trovo occasioni per fare questa conoscenza ravvicinata, che mi accompagnerà poi per sempre.

Un anno a Bonn, con il mio posto di lavoro alla biblioteca del Bundestag e l'iscrizione come Gasthörer all'Università; viaggi in molte città tedesche, austriache e svizzere; articoli pubblicati -dal 1967- su giornali e riviste di questi paesi; amicizie o scambi epistolari; un secondo soggiorno prolungato in Germania (autunno 1973 - estate 1975) con la costruzione di un vero e proprio osservatorio politico e sociale (per conto di ) sui paesi dell'Europa centrale e nordica, e con numerosi contatti con operai e sindacalisti tedeschi, austriaci, immigrati, gruppettari, militanti, studiosi.

Diventa sempre più ricco, più fitto e più variegato il reticolo di rapporti, di scambi, di ponti.

Nel periodo in cui a nord delle Alpi si guarda con interesse ed invidia all'Italia, sono ritenuto di cose italiane: nelle conferenze e nei dibattiti che tengo a Berlino, a Vienna, ad Amburgo, a Innsbruck, a Berna, a Francoforte, a Colonia, a Utrecht, parlo delle lotte, delle organizzazioni sociali, della particolare spontaneità ed autonomia di classe in Italia; a sud delle Alpi, insieme ad altri compagni, cerchiamo di far conoscere la realtà del .

Più tardi le parti si invertiranno, per qualche tempo, ed in Italia scoppierà la voglia di conoscere la Germania, l'Austria, i verdi, le Bürgerinitiativen. Sul mio ponte si transita in entrambe le direzioni, e sono contento di poter contribuire a far circolare idee e persone. Non mi viene mai alcun senso di inferiorità rispetto ai tedeschi delle madrepatrie: a volte mi sembra, anzi, che da sudtirolese certe cose della cultura tedesca si apprezzino di più.

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