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Il gruppo verde al Parlamento Europeo

1.9.1989, da "Nuova Ecologia", 9/1989
Quattro lunghe settimane di discussioni, trattative ed anche incomprensioni ci sono volute per formare il nuovo "gruppo verde al parlamento europeo" che alla fine si è costituito con 30 membri, diventando il quinto gruppo parlamentare dell'assemblea di Strasburgo. In ordine di grandezza si colloca dopo i 180 socialisti, i 122 popolari, i liberali con 49 ed i "democratici europei" (ovvero conservatori) con 34 eletti, e prima della "sinistra unitaria" (ovvero PCI ed apparentati) con 28, dei gaullisti RDE con 20 e delle destre (il fronte nazionale di Le Pen ed i Republikaner di Schönhuber, ma senza MSI che si trova tra i "non iscritti") con 17 deputati, dei comunisti francesi e loro amici (con 14) ed il gruppo "arcobaleno" degli autonomisti e danesi anti-C.E. con 13 membri. Vi sono inoltre 11 deputati "non iscritti".

Fanno parte del gruppo verde 8 eletti francesi di "Les Verts", 8 tedeschi dei "Grünen", 7 italiani (3 verdi del "sole che ride", 2 verdi-arcobaleno, 1 DP e 1 anti-proibizionista), 3 belgi (2 francofoni di "Écolo", 1 fiamminga di "Agalev"), 2 olandesi ("groen-links", una sorta di arcobaleno), 1 spagnolo (del partito basco "Euskadiko Eskerra") e 1 portoghese di "Os Verdes", eletta su una lista comune di comunisti, sinistra e verdi). Invece non è riuscito il tentativo di aggregare al gruppo il nugolo di deputati autonomisti, regionalisti e danesi-anti-C.E. che in passato avevano composto con i verdi-alternativi il gruppo "arcobaleno" al Parlamento europeo: soprattutto da parte dei verdi belgi e francesi è venuto un veto insuperabile (nonostante un voto favorevole di maggioranza), e così anche la soluzione di consentire la formazione di un sotto-gruppo autonomo non è stata realizzata, perdendo così l'opportunità di offrire a tanti fermenti etnici in Europa un visibile riferimento ad un possibile sbocco - o almeno ad una certa parentela - verde. Peccato, anche perchè così sotto la sigla "arcobaleno", un tempo comune anche ai verdi, sono confluiti ora i rappresentanti della "lega lombarda", necessari ai sardisti, ai danesi, ai baschi ed al corso Max Simeoni (eletto con i verdi francesi, ma sganciato dal gruppp verde in seguito a questa più rigorosa delimitazione) per raggiungere il fatidico numero 13 che permette di formare un gruppo parlamentare autonomo.

E` stata la fase della prevalenza delle diffidenze, non ancora dell'amalgama o del proficuo dibattito politico. "Sapevamo che i verdi francesi sono proprio verdi-verdi, chiusi ai problemi sociali, e degli italiani sapevamo che eravate ancora più a destra e litigiosissimi tra lista verde e arcobaleno... siamo rimasti sorpresi a vedervi così aperti ed uniti": un esempio (tedesco) dal ricco repertorio di pregiudizi che ha reso più difficile la costituzione del gruppo.

Ed ecco l'organigramma: alla presidenza del gruppo siamo stati eletti la portoghese Maria Santos e io, alla vicepresidenza la tedesca Claudia Roth ed il francese Yves Cochet, tesoriere sarà il basco Juan Maria Bandres, ed integreranno l'ufficio di presidenza i belgi Brigitte Ernst e Paul Staes e la britannica Jean Lambert in rappresentanza dei verdi inglesi rimasti senza seggio, nonostante i loro 2,3 milioni di voti. - Tra i deputati siamo 17 uomini e 13 donne.
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