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alexander langer (22)

Profeta verde

1.3.1986
E' la primavera del 1985, le elezioni amministrative sono imminenti, in molte città e regioni ci saranno "liste verdi". Sulla terza pagina di un quotidiano romano mi trovo apostrofato come "profeta verde". Io mi trovo a girare l'Italia per contribuire a questa semina verde. Cerco di farlo con argomenti ed intenti poco elettorali e molto riflessivi. Anche in questo caso non sono stato io a "candidarmi". Anzi, più che mai mi sono sentito ostaggio di un'accelerazione nata dalla combinazione di molte circostanze.

Per quanto mi riguarda, è dalla metà degli anni '70 che, principalmente in Germania, osservo ed in qualche modo seguo iniziative e movimenti "verdi". Via via comincio a parlarne, a scriverne, a fungere anche qui da intermediario tra ciò che avviene a nord e a sud delle Alpi. Dal 1982 in poi contribuisco ad organizzare uno scambio più organico ed intenso, che ha un suo epicentro a Trento, anche grazie all'opera di Marco e Sandro Boato.

Nel 1984 vengo invitato a tenere la relazione introduttiva alla prima assemblea italiana di comitati e gruppi promotori di liste verdi, che si svolge 1'8 dicembre a Firenze: mi trovo così investito di una funzione di battistrada e di punto d'equilibrio che svolgo volentieri, nella prospettiva di passare velocemente il testimone ad altri, ma che mi preoccuperebbe, se si perpetuasse nel tempo e se prolungasse ed accentuasse troppo la mia condizione di ostaggio.

E' difficile far credere che Bolzano non è la locomotiva verde d'Italia. Si vede che la realtà inventata dai mass-media è più convincente di quella vera. Non resta che darsi da fare per non deludere troppo.

NB

Dopo la stagione della semina verde, dall'inizio degli anni 80, viene incaricato di tenere la relazione introduttiva alla prima assemblea nazionale delle liste verdi a Firenze nel dicembre 84. Assolve al ruolo di garante per le elezioni parlamentari del 1987 ma risulta minoritaria la sua proposta di "sciogliere le liste verdi" dopo il voto. Riprende a allora a tessere nuovi fili di rapporto con l'arcipelago delle iniziative civiche e associazioni: nei movimenti transfrontalieri come "SOS-Transit", "Pro vita alpina", "Arge-Alp", "Alpe Adria"; con associazioni e movimenti per la conversione ecologica della società e dell'economia come la "Fiera delle utopie concrete di Città di Castello", il "GAB - Gruppo di attenzione alle biotecnologie", i "Colloqui di Dobbiaco" e l'"Eco-istituto del Sudtirolo",, la rete "Alleanza per il clima", "S.O.S Dolomites", "Greenpeace", "WWF", "Legambiente", "Italia Nostra", il "Comitato promotore di un Tribunale internazionale per l'ambiente", la nuova rete internazionale di "sindacalisti ecosensibili".

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