pro dialog

Alexander Langer

Il primo sciopero sudtirolese
Nel 1969 l'autunno caldo ha riflessi persino nel Sudtirolo. Il 17 settembre c'è lo sciopero nazionale dei metalmeccanici. Decidiamo di portarlo davanti ai cancelli di una fabbrica sudtirolese: la Durst, a Brixen (Bressanone). In una decina di persone, prevalentemente di lingua tedesca, siamo li all'alba. Per essere creduti mostriamo il "Dolomiten" che annuncia lo sciopero nazionale. Si formano subito capannelli, quasi nessuno entra. Una segretaria di direzione inveisce e strilla contro di noi. Gli operai del pullmino della valle non varcano il cancello. Quando arriva di gran carriera il direttore del personale, chiamato d'urgenza, investe con la macchina un operaio. E' la goccia che fa traboccare il vaso: "pensate se l'avesse ferito gravemente o ucciso... il Gasser ha quattro figli!". Lo sciopero riesce in pieno, facciamo un'assemblea con gli operai nell'osteria vicina, veniamo festeggiati, ci pagano da bere. Parliamo di rivendicazioni ugualitarie, troviamo consenso. Quando poi ci capita di parlare con un operaio che nel suo paese fa il sagrestano, e proponiamo qualche idea ugualitaria anche per l'andamento delle cose di chiesa, lui è decisamente contrario. Ma si complimenta con noi per la riuscita dello sciopero. Ancora dopo anni ripenso con piacere a questo sciopero. Intanto i padroni si faranno più avveduti, e per distribuire un volantino agli operai pendolari della Val Sarentino o della Val di Non bisognerà inseguire la corriera fino ai luoghi di origine.