pro dialog

Alexander Langer

Proposta di regola della lista verde alternativa per l'altro Sudtirolo
Quel che segue qui è la proposta di una "regola della lista verde alternativa per l'altro Sudtirolo". Questa regola dovrebbe conoscere una discussione ampia per poi portare ad un risultato largamente condiviso. Ovviamente qui non si intende arrivare ad uno statuto giuridico-legale, quanto ad una formulazione il più possibile derivante dalla consuetudine della lista, modificabile attraverso altre e nuove consuetudini.

Quanto qui si propone a livello provinciale, dovrebbe poter essere applicato in modo analogo anche a livello comunale o di circondario, se vi si trovino persone desiderose di lavorare in questo modo.

La lista verde alternativa per l'altro Sudtirolo

Nella tradizione delle liste preesistenti (Neue Linke/Nuova Sinistra 1978-83, Lista alternativa per l'altro Sudtirolo 1983-88)), ma anche nella ferma volontà di rinnovarsi sulla base del riconoscimento della urgenza prioritaria che riveste la questione della "conversione ecologica", si è formata la Lista verde alternativa per l'altro Sudtirolo in occasione delle elezioni regionali e provinciali del 1988. La forma legale della lista in senso stretto (intesa come l'insieme delle candidate e dei candidati che le hanno dato corpo) viene regolamentata da uno statuto proprio derivato da una comune dichiarazione di intenti delle candidate e dei candidati, approvata nella giornata stessa del voto del 20 novembre 1988, prima di conoscerne i risultati. In quella sede si prevede anche un Comitato di rappresentanza legale formato da quelle 13 persone della lista che riceveranno, nell'ordine, il maggior numero di voti di preferenza, e si fissa un minimo di regole procedurali per i casi in cui servissero. Alle candidate ed i candidati ed in particolare a quelle 13 persone cui è affidato un mandato di rappresentanza formale che di regola non susciterà problemi, ma che in casi di conflitti con rilevanza anche legale (presentazione di liste, uso del simbolo) potrebbe essere di grande importanza, si chiede di esercitare il loro potere di garanzia con grande saggezza, misura, equilibrio e rispetto, ricordandosi che a loro - in quanto persone nelle quali gli elettori hanno riconosciuto il volto più rappresentativo della lista - spetta lavorare per l'unità, per il pluralismo, per la riconoscibilità e per l'ampliamento della lista e garantire la sua rigenerazione nell'imminenza di nuove elezioni: sappiamo che la lista in fondo è degli elettori, non dei candidati o dei sostenitori.

Nell'occasione si vuole anche ricordare che la lista in senso stretto esiste solo nella fase elettorale vera e propria - ciò che rimane dopo, è un contesto di lavoro, di idee e di solidarietà simile ad una rete ed in gran parte di ordine informale, non un'organizzazione formalizzata che, per essere tale, dovrebbe avere i suoi soci ed i suoi organismi ben definiti, delimitando puntualmente tra il "dentro" ed il "fuori".

In particolare giova ribadire che la lista si intende esclusivamente quale strumento di servizio per quelle persone, iniziative, movimenti e idee che vorranno servirsene, non come fine a se stessa o sede di acquisizione o conservazione di potere. Per questa ragione la lista vorrebbe spendere solo una parte minima e strettamente indispensabile delle sue energie per organizzare la propria vita "interna", politica (o, peggio, burocratica), dedicando invece il suo impegno ed i suoi sforzi ai processi ed alle modificazioni necessarie nella società. La lista e tutti coloro che per essa agiscono e parlano sono consapevoli di fungere solo da "luogotenenti" con il compito di garantire ed eventualmente fare spazio a quegli obiettivi, quelle idee e quelle iniziative che sostanziano il senso e le finalità della lista.

Qui si vuole quindi tener ferma una regola "interna" che deriva la sua forza vincolante in primo luogo dalla pratica e dalla convinzione di chi partecipa a questo lavoro e che tenta di individuare una via per svolgere un'attività di interventi politicamente efficaci senza essere o diventare un partito, un'organizzazione di iscritti o comunque un corpo separato a fianco della vita sociale reale. Va ricordato, inoltre, che la politica non può essere collocata al centro nè della vita, nè dello sforzo per la "conversione ecologica".

Si riconferma che la lista mira ad una rappresentanza nelle istituzioni politiche per rafforzare, incoraggiare e rendere visibile e più incisivo "l'altro Sudtirolo". Essa si propone di dare, trasferire e moltiplicare impulsi,irrobustire iniziative e spunti, rendere più fitta e più forte la rete di solidarietà e di scambi tra chi agisce in uno spirito simile e di stabilire proficue relazioni ed interazioni tra chi si muove in prospettive affini. Tutto ciò avviene nell'azione comune di persone di diversa lingua, diverso sesso e diversa collocazione sociale e culturale (cercando di rendere adeguatamente visibile tale varietà), e nella convinta salvaguardia del pluralismo ideale e culturale anche "interno".

Fare pace e garantire in modo durevole e nel pieno rispetto del diritto all'identità ed alla differenza una buona convivenza e l'unità tra persone e gruppi di diversa lingua nel Sudtirolo; mirare ad un equilibrio sostenibile ed umano con il resto della natura e portare avanti con priorità una profonda svolta ecologica come alternativa all'autodistruzione, di fronte all'emergenza ambientale drammatica; promuovere giustizia e solidarietà sociale anche oltre i confini del proprio gruppo linguistico, della propria regione o provincia, della propria civiltà; lavorare per diminuire il tasso di violenza; sostenere e sviluppare i diritti democratici ed umani; considerare come punti fermi del proprio orientamento i valori della giustizia, della pace e della integrità della biosfera; preparare il terreno ai necessari cambiamenti sia sul piano sociale che su quello spirituale - ecco in breve gli intenti di fondo della lista verde alternativa per l'altro Sudtirolo, che non è un partito, né intende diventarlo, e quindi non può essere fraintesa come organizzazione con i suoi iscritti, le sue sezioni, i suoi organismi, i suoi programmi ed i suoi statuti, bensì come una rete leggera, amichevole e conviviale che unisce persone, iniziative, gruppi, tendenze e idealità, cercando di rafforzarle ed arricchirle attraverso la solidarietà e l'interazione reciproca, preservandole dall'unilateralità e da ogni forma di aridità, promuovendo invece disponibilità all'apertura ed al rinnovamento. In questo contesto non esiste un'istanza centrale permanente e formale, così come è impossibile tracciare una netta demarcazione tra chi ne fa parte e chi no. Chi vi esercita una funzione o un compito, è ben consapevole che si tratta di fare posto e garantire sostegno a movimenti e iniziative che non si fanno rinchiudere nello stretto collo di bottiglia di organizzazioni o rappresentanze formali.

La lista, nella sua accezione ampia, e non come pura lista dei candidati, non pretende ovviamente alcun monopolio di rappresentanza dell'"altro Sudtirolo" e delle tendenze ed intenti affini nella società. Pertanto la lista è aperta ad ogni forma di ragionevole cooperazione, anche oltre i confini del Sudtirolo ed oltre i legami con le liste verdi o simili gruppi e movimenti, privilegiando come proprio luogo d'azione la provincia, i legami con i territori del Tirolo tradizionale (e cioè oggi il Trentino ed il Tirolo austriaco) e, più in generale, l'area dell'arco alpino.

In tutto ciò che le persone che fanno riferimento alla lista verde alternativa fanno, promuovono ed organizzano nella realtà sociale, si eviti di badare alla promozione della sigla politica ed alla rivendicazione di rappresentanza - preferendo l'efficacia e l'apertura delle iniziative stesse. Solo nei periodi elettorali si dovrà accentuare la necessaria caratterizzazione politica della lista, per ovvie ragioni. Ma ordinariamente la lista è da intendersi come un organo di aspirazioni ed iniziative radicate nel sociale, non come ente missionario che mira all'affermazione della propria egemonia o autoperpetuazione.

Non esiste alcuna iscrizione formale alla lista, salvo l'appartenenza - ovviamente formalizzata - delle candidate e dei candidati. La rappresentatività che gli esponenti della lista nelle istituzioni e nella realtà sociale rivendicano, deriva da un lato dalla legittimazione ricevuta dal consenso elettorale

e dall'altro si deve riconquistare quotidianamente nell'azione, nella proposta e nella capacità di convincere. Ogni forma di rappresentanza ha da essere soprattutto sostanziale, ed in ogni caso non sostituisce né annulla l'iniziativa. Naturalmente si può anche disconoscere la rappresentatività sostanziale, quando sia venuta meno: ma ciò avverrà di regola promuovendo altre iniziative ed aggregazioni e conseguendo quindi altra e nuova autorevolezza, piuttosto che contendendosi una bandiera o pretendendo atti sanzionatori.

Nell'ambito della lista conta moltissimo la partecipazione attiva e responsabile e l'iniziativa di persone che - singolarmente o in gruppi di lavoro o altre forme di aggregazioni le più aperte possibili - esprimano e portino avanti obiettivi affini a quelli proclamati dalla lista. Non sarà la titolarità del nome o del timbro della lista a darle forza bensì la responsabilità di quelle persone o di quei gruppi i quali - anche se magari in pochi, ma convinti e convincenti - trasformano in proposte, iniziative ed azioni le idee comuni. In un clima di amicizia e convivialità è lecito attendersi che chi promuove delle iniziative cerchi di confrontarsi con altri, soprattutto nell'area della lista stessa, favorendo lo scambio di idee, la chiarificazione e l'interazione reciproca che il più delle volte consentiranno di agire insieme, ma qualche volte invece lasceranno spazio a iniziative o posizioni differenziate e reciprocamente indipendenti o in contrasto.

La diversità ed il conflitto di opinioni nell'ambito della lista dovrebbe condurre innanzitutto alla ricerca di occasioni, le più aperte possibili, di confronto e di discussione, cercando di coinvolgervi anche persone significative per l'esperienza o per l'opinione che esprimono, allargando ed arricchendo così il confronto. Qualora in tal modo non sia possibile giungere a posizioni comuni, vorrà dire che tutti i partecipi agiranno in nome della propria autonomia e responsabilità, evitando possibilmente amarezze, risentimenti e lotte personali di potere. Comunque non sarà mai la sola discussione "interna" a verificare la maggiore o minore fondatezza delle varie posizioni in seno alla realtà sociale.

La critica nei confronti dei rappresentanti della lista nei diversi organismi istituzionali o in altre sedi verrà espressa in modo ragionato e circostanziato, possibilmente in uno spirito di solidarietà, ma senza falsi ritegni. Ogni critica convincerà meglio se riuscirà a superare eventuali risentimenti personali o derivanti da dinamiche di gruppo, cercando di riferirsi a processi e dinamiche reali della società. E visto che la lista non ha vita propria separata dal resto della società e conosce solo pochissimi momenti "interni" delimitati, è utile che ogni discussione si svolga in modo tale da consentire la partecipazione di chi può apportare un utile contributo, anche oltre la cerchia degli "intimi".

Chiunque voglia interpellare gli altri partecipanti al lavoro della lista o l'opinione pubblica, lo farà soprattutto avanzando pubbliche proposte ed iniziative e misurando la propria capacità di convincere altri attraverso un proprio lavoro di aggregazione e di impatto diretto nella realtà sociale.

Agire in modo decentrato vuol dire anche che - invece di postulare un luogo di decisioni o un muro del pianto "centrale" - si verifichi in un ambito più ristretto la fondatezza delle proprie proposte o critiche ed eventualmente si mettano alla prova prima di voler interpellare "tutti".

Nello spirito e secondo le caratteristiche fin qui delineate della lista si articolano anche i pochi momenti formali della sua esistenza. A questo proposito deve essere chiaro a tutti che la responsabilità personale propria di ogni rappresentante in ogni sede si basa essenzialmente su un mandato fiduciario che solo in minima parte potrebbe essere controllato o reclamato formalmente: tanta maggiore sensibilità e solidarietà occorrono nell'esercitarlo.

Lista delle candidate e dei candidati e comitato di rappresentanza

La veste più ampia nella quale la lista si sottopone al giudizio pubblico e riceve la sua più ampia legittimazione é la lista dei candidati/-e alle elezioni. La massima cura va quindi riposta nella formazione delle liste, senza che si possa indicare un procedimento a priori determinabile di costituzione e rifondazione della lista.

Le candidate ed i candidati della lista e gli organi che essi formano (comitato di rappresentanza, ecc.) sono, in ultima istanza, l'unico momento legalmente costituito della lista. Spetta a loro garantire da un lato la necessaria protezione giuridico-formale alla lista, e dall'altro impegnarsi affinchè la reale identità politica della lista riesca sempre ad affermarsi anche in sede formale. Nella formazione di eventuali nuove liste essi svolgeranno la loro funzione a tutela del nome e del simbolo della lista nello stesso spirito in cui la lista è stata costituita. Ciò vale anche per i casi in cui il simbolo venga usato per contrassegnare delle liste locali. Chi detiene la rappresentanza formale della lista ovviamente non va considerato "proprietario" della lista, ma piuttosto come l'insieme dei garanti imparziali ai quali spetta preservare il patrimonio e la tradizione della lista, come anche la sua apertura al cambiamento ed alla continua integrazione con la realtà sociale. Ecco perché la formazione di nuove liste non potrà in alcun modo essere compito esclusivo del comitato di rappresentanza legale, ma si svolgerà di caso in caso in forme nuove e con protagonisti nuovi, la cui legittimazione verrà verificata e riconosciuta dal comitato stesso. La formazione di una nuova lista richiederà innanzitutto l'azione di un gruppo efficace ed affidabile di promotori che potranno prendere l'iniziativa nel modo più opportuno ed ai quali - se sarà il caso - sarà responsabilmente consegnata l'eredità e la legittimazione legale della lista preesistente.

I rappresentanti istituzionali

Chi rappresenta la lista in Consiglio regionale e provinciale o in altre istituzioni, vi esprimerà lo stesso spirito di servizio e di luogotenenza da cui la lista stessa è nata. La libertà e l'autonomia dei rappresentanti istituzionali è pienamente riconosciuta, al pari del loro naturale dovere di tener conto al meglio, nelle loro espressioni, iniziative, voti e prese di posizione, degli orientamenti e degli stimoli di coloro che nella lista si identificano. Di particolare importanza sarà il costante impegno di confrontarsi con persone esperte e con i protagonisti di quelle iniziative cui l'ispirazione della lista si rifà. I gruppi consiliari istituiti ai vari livelli della rappresentanza istituzionale potrebbero anche istituire dei veri e propri albi di consulenti per garantire il migliore flusso di informazione e stimoli e per ottenere una larga partecipazione al lavoro di elaborazione e proposta di cui i gruppi consiliari saranno portavoce.

La formazione di un'équipe consiliare, composta dai rappresentanti eletti e di alcuni tra i primi non-eletti potrebbe contribuire efficacemente a mettere in funzione un gruppo attivo e di facile consultazione e rendere visibile un coinvolgimento più ampio di persone che si assumono responsabilità politica.

Altra cosa è la collaborazione (retribuita e non) al gruppo consiliare, che tuttavia potrebbe in qualche caso coincidere con la funzione di cui al capoverso precedente.

Visto che i rappresentanti istituzionali della lista ne sono gli esponenti più in vista, è evidente che a loro competa una particolare responsabilità di intervenire ed agire efficacemente e tempestivamente, ogni volta che ciò sia necessario o venga opportunamente sollecitato. I rappresentanti istituzionali si ricorderanno che agiscono comunque a nome del loro gruppo consiliare e del loro mandato, non genericamente in nome "della lista", che come tale non può essere compiutamente rappresentata da nessuno.

Gli eletti si sforzeranno di coinvolgere e di attivare anche altre persone e gruppi.

La rappresentanza (politica) della lista

Dopo quanto si è detto sin qui, risulterà facilmente comprensibile perchè non si voglia fare della questione della "rappresentanza della lista" un grosso problema. Fare conta più che parlare, e quando si parla è bene che lo si faccia in nome proprio e per l'impegno che si riesce realmente a garantire. Ciò che conta è quindi la rappresentatività sostanziale e sarà data ogni qual volta nelle diverse sedi (riunioni, convegni, delegazioni o simili) la lista sarà rappresentata da persone che in base alla loro attività ed ai loro collegamenti riescano realmente a parlare in nome anche di altri, e non solo a titolo personale, e garantiscano la capacità e l'impegno di socializzare e molitplicare quel che si fa e si dice.

Le rappresentanze istituzionali e le/i candidate/i in queste circostanze avranno naturalmente un valore di simbolo più facilmente riconoscibile, ma non possono certo esaurire i compiti di rappresentanza o di portavoce della lista. Tale funzione sarà esercitata credibilmente soprattutto da chi esprime un contesto radicato e durevole di lavoro e di impegno. Quando nelle diverse circostanze siano presenti più esponenti riconoscibili della lista, sarà loro cura confrontarsi e coordinarsi in modo da poter esprimere al meglio una rappresentanza solidale e credibile.

L'invio di rappresentanze dovrà essere deciso di volta in volta soprattutto da coloro che si trovino ad operare più da vicino nel contesto nel quale si vuole essere rappresentati, quando la questione non sia già decisa dalla natura e destinazione stessa dell'invito che perviene.

Prese di posizione vanno firmate sempre da coloro dai quali effettivamente provengono: ad esempio dai gruppi consiliari, in nome di una assemblea o di un convegno, da Tizio, Caio e Sempronio che potranno - se lo ritengono pertinente e rispondente a verità - sempre firmarsi quali "amici della lista verde alternativa", da un gruppo di lavoro o dai promotori di un'iniziativa (realmente esistenti e possibilmente identificabili nel nome dei loro responsabili).

Animatori/convocatori della lista

Più che di rappresentanza e di competenze e processi decisionali ben definiti (su cosa, peraltro?) c'è invece bisogno di un continuo stimolo di impulsi, informazioni, scambi ed occasioni di partecipazione. Solo privilegiando questa dimensione di impulso si riesce a superare la ristretta cerchia della ripetizione continua di se stessi.

Ecco perchè si propone di incaricare a livello provinciale (ma la stessa cosa potrebbe avvenire anche a livello comunale o circondariale) degli "animatori/animatrici" che si assumano il compito di stimolo e di impulso, di convocazione e di indizione di incontri, iniziative e discussioni, e che curino in particolare anche la convocazione di un'assemblea annuale degli amici della lista (vedi più sotto) e che più in generale si preoccupino di animare e convocare occasioni creative di riflessione e di confronto, quando se ne presenti l'opportunità. Agli animatori/ convocatori spetta la cura e l'aggiornamento dell'indirizzario per garantire che a simili incontri, convegni ed assemblee vengano invitate le persone che abbiano manifestato interesse o che si presumono coinvolgibili, promuovendo la massima apertura. Spetta a loro anche la preparazione degli ordini del giorno di tali incontri e di assumersi le necessarie responsabilità in proposito, di gestire (o far eleggere) la presidenza e fungere nel migliore dei modi come "padroni di casa ospitanti" che si fanno carico di preparare o far preparare bene gli incontri e di promuoverne l'andamento e risultati fruttuosi.

Magari potrebbero fungere - in sede di prima applicazione - come "convocatori/animatori" originari le stesse persone cui è affidata la rappresentanza legale della lista, ma probabilmente il loro numero (13) è troppo alto. Poi si potranno eleggere ogni anno, in sede di assemblea programmatica annuale, nuove persone in numero congruo, tenendo conto che questo compito non deve essere necessariamente affidato alle persone ritenute più rappresentative, quanto soprattutto a persone che abbiano la volontà e le capacità per un'attività del genere, che dà un contributo essenziale al consolidamento ed all'estensione qualitativa e quantitativa della rete ed alla valorizzazione ed al coinvolgimento di tutti i potenziali partecipi.

Qualora nel corso dell'anno risulti opportuno integrare il gruppo degli animatori, potrebbe procedersi alla cooptazione da parte del gruppo esistente.

L'assemblea programmatica annuale

Una volta all'anno - di norma all'inizio dell'anno di lavoro, cioè grosso modo al principio dell'autunno - si convochi una assemblea programmatica annuale degli amici della lista verde alternativa per compiere un bilancio del lavoro svolto e definire gli obiettivi ed i punti programmatici salienti del nuovo anno, curando di manifestare in quell'occasione al meglio la variegata ricchezza e la solidarietà della lista. Spetta ai convocatori/animatori curare la migliore possibile preparazione ed introduzione dell'assemblea e la sua reale ed ampia apertura. Nel corso dell'assemblea annuale vanno anche rinnovati gli incarichi di animatori/convocatori.

Nell'anno elettorale sarà consigliabile convocare un'apposita assemblea anche dopo le elezioni, visto che quella precedente avrà per oggetto la caratterizzazione programmatica e la formazione della lista, e che alla luce del risultato elettorale occorrerà comunque aggiustare il tiro.

Informazione

Della massima importanza è la cura e la circolazione di informazioni, esperienze e scadenze o iniziative nell'ambito degli amici della lista, perchè solo in tal modo potrà essere consentita e promossa la massima partecipazione. Raccogliere e mettere in circolazione nelle forme più idonee le necessarie informazioni è compito di tutti i partecipanti al lavoro della lista, ed in particolare dei rappresentanti istituzionali (e degli uffici consiliari, laddove esistano), degli animatori/ convocatori e di tutti coloro che promuovono iniziative, gruppi di lavoro o simili. Sarà in primo luogo il bollettino della lista (OMNIBUS) a curare l'informazione.

Il gruppo consiliare provinciale che garantisce la copertura del maggior onere finanziario per OMNIBUS, affiderà ad una o più persone l'incarico di direzione responsabile del bollettino; spetterà ai responsabili integrare la redazione con idonei collaboratori e curare la massima cooperazione con le rappresentanze istituzionali nei consigli, con i convocatori/animatori e con tutti coloro che svolgono attività che rientrano negli interessi e nelle sensibilità della lista.

Iniziative

Il piú decisivo e convincente modo di fare politica nell'ambito della lista è la promozione di iniziative o gruppi di lavoro o di intervento su specifici temi e obiettivi. La molteplicità e l'autonomia delle iniziative, la loro reale apertura alla partecipazione di altri volonterosi ed interessati e l'informazione sulle scadenze e sui risultati di simili attività sono l'apporto essenziale e non sostituibile al lavoro per l'"altro Sudtirolo". Anche l'attività nelle istituzioni ed ogni altra forma di manifestazione più formalmente "rappresentativa" della lista dipende in ultima istanza dagli impulsi che vengono da iniziative e gruppi di lavoro o di intervento. Forse in futuro si dovrà disegnare una qualche forma di affiliazione o confederazione di gruppi di iniziative e intervento, peraltro nel pieno rispetto della loro autonomia.

Per intanto sarebbe già una gran bella cosa se le candidate ed i candidati della lista fungessero da animatori di iniziative e gruppi intorno alle tematiche più caratteristiche del nostro impegno e della loro stessa candidatura. Esemplificando, senza pretesa di completezza, si potrebbero ipotizzare iniziative ed elaborazioni più stabili intorno ai seguenti temi: "La convivenza nell'autonomia", "Ambiente e conversione ecologica", "Qualità sociale della vita", "Democrazia e diritti civili", "Lavoro significativo, economia giusta", "Giovani e futuro", "Cultura, scuola, formazione", "Città e campagna", "Noi ed il sud del mondo", "Disarmo e pace" - per menzionare solo i temi sui quali abbiamo maggiormente sollecitato l'attenzione e la fiducia degli elettori. Anche un gruppo che fosse composto solo di 3-4 persone decise può produrre interventi e risultati significativi, ed aggregare persone capaci e volonterose.

Ovviamente non si tratterebbe di dare vita a doppioni artificiali di organismi o strutture esistenti e ben funzionanti. Maggiore, infatti, è l'incidenza di gruppi ed iniziative che esistono ed operano nella realtà sociale senza paraocchi e settarismi, e senza pretendere di essere un'articolazione esplicita della lista o collaterale ad essa. Basti pensare ad esperienze come quelle del "Centro terzo mondo", del "Comitato Rio Fago", del "Comitato riduzione traffico", del "Centro soccorso animali" o di "Scambi-vacanze": tutte esperienze non formalmente derivate dalla lista, ma nelle quali la lista trova il suo senso e riferimento, e nelle quali operano persone assai significative per la lista stessa. Gli amici della lista dovranno quindi in primo luogo cercare di "essere dentro" in quelle esperienze ed aggregazioni che nella realtà sociale si muovono in uno spirito affine, potendo contare ovviamente sulla rete della lista che garantirà loro ogni possibile sostegno, scambio e confronto.

Soldi

Nella misura in cui la lista formalmente costituita dispone di un bilancio finanziario (uscite ed entrate per elezioni e simili, eventuale finanziamento pubblico dei partiti, se accettato) la gestione e la responsabilità in proposito spetta al comitato di rappresentanza legale che ne incarica un tesoriere.

Nella misura in cui i gruppi consiliari dispongono di finanziamenti, ne dispongono sotto la propria responsabilità.

Nella misura in cui si presentino altre necessità finanziarie e di gestione di denaro, se ne faranno carico quelle persone e quei gruppi di iniziativa o di lavoro che per

questo scopo si attivassero (raccolta fondi, attività e servizi remunerati, ecc.).

L'iniziativa di attività comuni della lista, di iniziative o di gruppi di lavoro o di intervento si finanzierà di norma attraverso la sottoscrizione volontaria. Non è pensabile che il denaro dei gruppi consiliari o i contributi degli eletti vi suppliscano.

Il finanziamento pubblico dei partiti - come è noto - non viene usato per fini di mantenimento dell'organizzazione politica dei verdi, per decisione della federazione delle liste verdi, e quindi non è disponibile.

Rapporto con la federazione delle liste verdi d'Italia e con altri organismi federativi

In occasione dell'annuale assemblea programmatica si discuterà brevemente e si deciderà anche del rapporto della lista verde alternativa sudtirolese con la federazione delle liste verdi d'Italia e con altri organismi federativi esistenti in Italia o a livello sopranazionale, incaricando di volta in volta delle persone idonee a curare ed impersonare queste relazioni.

Ulteriore sviluppo della presente regola

In occasione dell'assemblea programmatica annuale - e previo preavviso contenuto, a cura dei convocatori, nell'ordine del giorno - questa regola potrà anche essere integrata o modificata per tener conto di nuovi sviluppi nell'ambito della lista verde alternativa. in proposito si proceda con la necessaria cautela e senza l'illusione che la realtà possa essere un granché modellata dalla parola scritta.

Eventuali nuovi deliberati vengano aggiunti come annessi al testo presente, con l'indicazione degli estremi dell'approvazione.