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Censimento 1981: in una gabbia, per sempre
18.4.1980, Lotta Continua, 18 aprile 1980
Sudtirolo, ottobre 1981. Tra pochi giorni avrà luogo in tutta Italia il censimento generale della popolazione. In provincia di Bolzano pero i funzionari del censimento non chiederanno soltanto il numero dei componenti della famiglia e dei vani abitati, il titolo di studio dei censiti ed il mezzo di trasporto usato per recarsi al lavoro.

Domanderanno anche di specificare l'appartenenza ad uno dei tre gruppi linguistici italiano, tedesco o ladino riconosciuti nel Sudtirolo dallo Statuto di autonomia. Ognuno dovrà firmare il foglio sul quale si risponde a questa domanda, e rispondere a nome di coloro (minorenni, indetti, ecc.) che non hanno capacita giuridica. Se non vi sarà accordo tra genitori a quale parte attribuire il minore, interverrà il giudice tutelare (chissà come farà?). Cosi i nostri governanti Stato italiano e potere locale della "Sudtiroler Volkspartei" potranno finalmente realizzare un loro sogno: istituire "l'anagrafe dei gruppi linguistici", una specie di "catasto etnico" che lega ogni persona abitante nel Sudtirolo ad uno dei tre gruppi storicamente insediatisi in tempi e modi diversi in questa provincia di confine e di transito. Finalmente sarà certo ed indubitabile l'essere "italiano", "tedesco" o "ladino" di ogni cittadino di questa provincia. Con tanto di certificazione ufficiale. Finalmente ognuno sapra a chi dei propri concittadini e uguale e da chi e diverso, separato, a chi e tendenzialmente contrapposto. La questione non ha stretta attinenza con la lingua parlata (alcune migliaia di persone hanno anche due "madrelingue", di cui una "padrelingua"), ma costituisce una fondamentale opzione con conseguenze decisive per chi vive nel Sudtirolo. Siccome per ora non e richiesto il "certificato di discendenza", ognuno può optare tra i tre gruppi, al di fuori dei quali pero non c'è salvezza. Dichiararsi, fra pochi giorni, "italiano", "tedesco" o "ladino" significa optare (forse irreversibilmente) tra scuola "italiana", "tedesca" o "ladina" per i propri figli; significa optare implicitamente tra giustizia "per italiani" o "per tedeschi"... ...E finalmente a tutti sarà chiaro perché bisognava, anni fa, costruire sistematicamente una rete di organizzazioni separate per linee etniche: nel sindacato, nello sport, nella chiesa, nella cultura, nelle professioni, tra i giovani...

Tra pochi giorni, dunque, si costituirà il "catasto etnico" di questa terra. Altre volte, in altri momenti storici ed in altre zone, simili operazioni magari decenni dopo hanno portato all'espulsione di un gruppo o dell'altro, a seconda di chi vinceva. Peccato che da noi, nel civilissimo Sudtirolo e nella civilissima Mitteleuropa, alcuni anni fa solo estremisti e bastardi si battevano con forza contro questo ingabbiamento etnico obbligatorio. Le "organizzazioni responsabili" dai partiti alle confederazioni sindacali, dalle forze ecclesiastiche a quelle culturali o tacevano o gridavano all'untore, ai de- stabilizzatori dello Statuto e dell'ordine esistente. Chissà se ora, sui cocci dell'unita della popolazione (unita di classe, unita dei fedeli, unita di uomini...), si prepareranno a sdoppiare definitivamente tutto il tessuto sociale associativo, istituzionale, organizzativo costruendo mondi impenetrabili "per tedeschi" e "per italiani" (i "ladini" verranno comunque stritolati) o se lavorano già a gestire "responsabilmente" lo scontro che inevitabilmente tra i blocchi cosi de- limitati e cementali si produrrà. Per chi non ci sta, cosa resta? L'emigrazione, forse?