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La «cimice» dell’EYP (Servizio nazionale d’informazione), il libro di bordo e il traffico di persone con la Turchia

28.9.2020, testata online di Lesbo STONISI

"L'obiettivo era smantellare un sistema che pare sapesse tutto sugli itinerari del trasporto di rifugiati e migranti a Lesbo dalla costa turca di fronte", ha dichiarato un funzionario delle forze dell'ordine a proposito dei 35 membri delle quattro ONG deferite alla Procura con pesanti accuse per gravi reati.

Sono 33 persone, fra cui sette membri dei consigli direttivi di quattro ONG, ovvero Mare Liberum e. V. [associazione registrata], Sea Watch e. V. FFM e. V. e Josoor International Solidarity, e 24 membri occasionali di equipaggi d’imbarcazioni da giugno a oggi, di cui 19 tedeschi, due svizzeri, una francese, una bulgara e uno spagnolo). L'elenco è completato da altri due cittadini di paesi terzi, un iraniano e un pakistano.

Ricordiamo che il 5 settembre gli agenti di polizia hanno fatto irruzione a bordo del natante Mare Liberum, che era ed è ancora ormeggiato a Skala Loutròn. Durante l’irruzione, secondo il fascicolo del caso, sono stati sequestrati il libro di bordo, mappe e appunti nonché oggetti che sono ora all’esame della Direzione indagini criminali. Da notare che la presenza dell’imbarcazione a Lesbo aveva provocato la reazione di elementi estremisti e all'inizio di marzo era stato denunciato alle autorità il tentativo di appiccare il fuoco alla stessa.

Come è trapelato, pare che l’attenzione dei funzionari dell’EYP e dell’ELAS (Polizia nazionale) sia stata richiamata dalle comunicazioni fra membri dell'equipaggio e membri di altre ONG, volte allo scambio d’informazioni in relazione a persone che erano arrivate o stavano per arrivare dalla Turchia in Grecia.

Nel libro di bordo c'erano dettagli sulle località di partenza dalla costa turca, gli orari delle traversate, l'età, il sesso e il paese di origine dei passeggeri imbarcati.

Secondo la Polizia, pare che i membri dell’ONG disponessero di "mappe dettagliate delle zone dove risiedevano gli stranieri presso l'ex Centro di accoglienza e identificazione (KYT) di Moria. Inoltre, è stata constatata una pubblicizzazione dell'azione dell’ONG presso un gran numero dei fino a poco tempo fa residenti nel KYT di Moria mediante la distribuzione di materiale a stampa, a scopo di promozione e ulteriore sfruttamento delle procedure della loro attività illegale ".

Tabelle degli arrivi

Sono state anche rinvenute "tabelle degli arrivi delle barche a Lesbo dal 1° marzo 2020 in poi. Elenchi di tentati flussi migratori verso le isole dell'Egeo nord-orientale (Lesbo, Chio, Samo) dal 1° marzo 2020 non andati a buon fine, con dati provenienti da una pagina web e da siti web del governo turco. Ancora, una carta del perimetro costiero dell'isola di Lesbo indicante i punti di attracco ma anche i corrispondenti punti di partenza dei flussi dalle coste turche".

Nella nota di trasmissione del fascicolo si afferma che "membri di ONG hanno sistematicamente monitorato, registrato e riprodotto le comunicazioni della Guardia costiera durante la sua attività operativa per la protezione delle frontiere marittime".

La storia dell’indagine

L’indagine dell’EYP e dell’ELAS è cominciata il 23 maggio 2020 e si è conclusa il 23 settembre.

Nell'ambito delle indagini sono stati sentiti vari testimoni, è avvenuta la suddetta irruzione a bordo del natante e sono state desecretate le intercettazioni effettuate dalla “cimice” dell’ELAS.

Parallelamente è emersa una connessione fra due ONG con sede presso lo stesso indirizzo di Berlino (Germania), consistente nell’utilizzo di un numero telefonico in un gruppo chiuso criptato dell'applicazione di comunicazione "Signal" utilizzata da membri dell’equipaggio del natante ubicato a Lesbo.

Stando agli addebiti mossi nei loro confronti, gli imputati avrebbero utilizzato un'applicazione di collegamento telefonico relativa all'attivazione di operazioni di salvataggio al fine d’intralciare l’attività operativa della Guardia costiera mentre erano in corso le traversate dei rifugiati e migranti.

"Durante le traversate, realizzavano comunicazioni mediante ... (si cita il nome dell'applicazione) e con i migranti sulla barca, dando ordini e istruzioni per la raccolta e l'invio di informazioni relative alle traversate stesse (coordinate, scafi in navigazione nei pressi, numero dei passeggeri, loro composizione, foto delle unità della Guardia costiera greca operanti alla frontiera, ecc.). Intraprendevano la raccolta dei dati di cui sopra e la loro trasmissione, in qualità di intermediari a … (si cita il nome dell’applicazione), al fine di attivare le relative procedure nel corso delle traversate".

Nella nota di trasmissione del fascicolo si afferma:

"Forniscono (i membri delle ONG ndr) ogni possibile assistenza nel corso delle traversate. Ricercano e contattano in Turchia stranieri il cui espletamento [sic] sulle coste greche non è andato a buon fine allo scopo di raccogliere informazioni e materiale fotografico sull'attività operativa della Guardia costiera greca. Sono in contatto con stranieri che sono già stati trafficati e si trovano in Grecia al fine di reclutarli per servire ulteriormente gli scopi della loro azione, che consiste nella prosecuzione ininterrotta dei flussi migratori dalla Turchia alla Grecia".

I documenti al riguardo dell’ELAS riportano che lo scopo degli imputati era quello di esercitare pressioni sulle Autorità greche:

"Cercavano di esercitare pressioni sulle Autorità responsabili della sorveglianza e della sicurezza delle frontiere che agiscono nel quadro della loro azione operativa per neutralizzare l'apertura, da parte dei circuiti organizzati della tratta dei migranti, di nuove vie marittime di immigrazione illegale dalla Turchia all'UE.

Le pressioni sopra riferite, operativamente supportate da membri dell'equipaggio dell’imbarcazione all’ancora presso l'isola di Lesbo ..., sono attuate sia mediante telefonate ai loro contatti ... alle Autorità portuali competenti sia tramite telefonate durante le traversate e l’affissione a intervalli regolari sui social media delle coordinate esatte della barca con a bordo i migranti irregolari, con la specifica indicazione acque greche/turche /internazionali, il numero preciso dei passeggeri imbarcati, la posizione dei natanti in navigazione nei pressi e le foto degli stessi, comprese quelle delle unità della Guardia costiera greca in azione, divulgandone l’attività operativa per la protezione delle frontiere, il che oggettivamente, data la riservatezza della loro missione, può mettere a repentaglio gli interessi del Paese o le sue relazioni internazionali o i suoi interessi economici e la salute pubblica a causa della pandemia da Covid-19 , agevolando così il traffico professionale e abituale di un gran numero di cittadini di paesi terzi sull'isola di Lesbo (27 casi tentati e cinque portati a termine)”.

 (traduzione di Umberto Cini)

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