Fondazione Fondazione bacheca 2020

Statuto CdA - Revisori Comitato Scientifico-Garanzia bacheca 2005 bacheca 2006 bacheca 2007 bacheca 2008 bacheca 2009 bacheca 2010 bacheca 2011 bacheca 2012 bacheca 2013 bacheca 2014 bacheca 2015 bacheca 2016 bacheca 2017 bacheca 2018 bacheca 2019 bacheca 2020
Bergamaschi Paolo-info Mezzalira Giorgio Info memoria adelaide aglietta andreina emeri anna segre anna bravo lisa foa renzo imbeni marino vocci giuseppina ciuffreda José Ramos Regidor clemente manenti simone sechi Programma attività bilanci consuntivi Relazioni finali findbuch - archivio Quaderni della Fondazione
RE 2009-giardino dell'Arca (18) Spazio all'integrazione! (12)

Tuzlanska Amica e Amici: LUCE, il bambino più bello del mondo, a cura di Irfanka Pašagić e Ivan Malpighi. Introduzione

26.2.2020, Tuzlanska Amica

Nel mio è paese, quando volete dire che il male che vi è capitato è incommensurabile, si è soliti a dire "non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico". La guerra è un qualcosa che non si vorrebbe augurare a nessuno. Tutti i libri che avete letto, tutti i film che avete visto, tutte le storie che avete ascoltato, niente di tutto ciò può prepararvi all'orrore chiamato "guerra".

I potenti, ogni giorno, a nome nostro, iniziano una nuova guerra. Perché l'orrore non lo vivono loro, ma quelli in cui a loro nome decidono.

Speravamo che non sarebbe successo a noi, non nel nostro paese, non dove gli amici si sceglievano per la loro bontà, non per il nome che portavano o il Dio che pregavano.

All'improvviso tutto è cambiato. Niente era più come prima. I nostri amici amici sono diventati i nostri nemici. E noi, i loro. Paura, fame, morte, erano diventati la nostra quotidianità. Il futuro era contenuto in un'altro giorno sopravvissuto, se la fortuna fosse stata dalla nostra parte.

La sofferenza era ovunque intorno a noi.

Quella dei bambini mi faceva più male. E il loro desiderio di non mostrarla, per non aumentare con il proprio dolore la già grande sofferenza dei loro cari.

Non ho mai visto meno lacrime sui volti dei bambini come nei tempi per loro più difficili.

La traumatizzazione massiccia e di massa che la guerra porta con sé non lascia intatto nessuno. La scuola, le strade, i vostri cari, non sono più gli stessi di prima. Il modo in cui avete vissuto, non esiste più e il nuovo che siete costretti ad accettare è pieno di incertezze, e di distruzioni causate dalla mano e dalla volontà dell'uomo. Ed è questa la cosa più tragica.

Era chiaro fin da subito (ha ragione Judith Herman) che il trauma causato dalla mano dell'uomo può essere curato solo con la bontà umana.

Questo è il libro sulla nostra lotta affinché gli orrori della guerra, possano lasciare nelle anime dei nostri bambini il minor numero possibile di cicatrici. Questo è anche il libro sulle persone, fino ad allora sconosciute, con la cui bontà abbiamo curato i nostri bambini. Bontà di persone che non si sono mai chieste come e quanto questo donarsi incondizionatamente, poteva far male a loro, personalmente. Bontà che accoglieva ogni bambino ferito dal male dell'uomo, come il bambino più bello del mondo.

Non hanno mai parlato di quanto tutto questo darsi era faticoso. Eppure lo era. Potevano limitarsi a dare solo dei soldi, come la maggior parte delle persone. Invece hanno deciso di condividere con i bambini la loro sofferenza, di incoraggiarli sulla strada della crescita, aiutarli a diventare persone buone.

Nel libro ci sono anche le loro storie. Prima ed ora. Anche le storie dei bambini. E c'è anche tanta luce che insieme abbiamo intessuto nelle tante infanzie.

Nonostante i cattivi.

Tuzla 2020

 

Il libro è stato presentato a Vipiteno da Liliana Zufic, una delle autrici e traduttrici.

Copie possomo essere richieste all'indirizzo della Fondazione info@alexanderlanger.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pro dialog