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Ghiorgos Tyrikos-Ergàs: mobilitazione a Lesbo contro una nuova struttura di detenzione

24.2.2020, autore
 
 In piazza, cari miei, non ci sono (solo) i fascisti. Tutta Lesbo è scesa in piazza. Sì, l'abbiamo capito che volete (e a giusto titolo) mostrare a dito chi ha votato Nea Dimokratìa e ora ci becchiamo la "normalità", lo so che alcuni di coloro che erano in piazza, poco tempo fa davano addosso ai profughi a braccetto con i reparti speciali della polizia, ma ora la questione va oltre. il fatto è che un'intera isola (isole) è stata colpita dall'approccio tirannico di un governo cretino. L'hanno colpito a fondo, il "turkòsporos" [semenza turca] -come ci chiamavano oggi i celerini- perché gli hanno mandato contro delle forze di repressione e perché hanno mobilitato anche l'esercito per imporgli quel che va fatto al suo paese. Una terra di frontiera, dove la vita quotidiana è una lotta. Qui sul confine. In poche parole hanno calpestato la sua libertà. E questo la gente di frontiera delle isole non lo sopporta. Tutti, non qualcuno e basta.  Il governo ha fatto uno sbaglio enorme e lo pagherà. E' il classico errore che fanno i tiranni. Ancora una cosa: quei politici locali che ancora si schierano con la Nea Dimokratìa, è ora che si dimettano. Se non lo fanno, il resto sono discorsi, stanno dalla parte loro e ce ne ricorderemo. Infine, comunque vada a finire questa storia, quella dei profughi rimane una questione enorme la cui soluzione non si profila all'orizzonte. L'unica soluzione sta nel vedere la questione dei profughi nella sua vera dimensione e nel cercare di affrontarla con umanità e solidarietà. Questa lotta durerà molti anni e purtroppo, che si costruisca o no la prigione, è questo ciò che conta. La gente deve capire che la colpa non è del profugo, ma tutto ciò e di tutti coloro che hanno spinto una vastissima parte del pianeta nella necessità di farsi profuga. In questa lotta il modo in cui ci comporteremo giorno per giorno conterà più di quanti lacrimogeni ci prenderemo nelle prossime ore...
 
(traduzione di Umberto Cini)
 
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