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Adopt Srebrenica

Relazione attività Adopt Srebrenica per rete Lilliput 2018

Di seguito una relazione sulle attività e i progressi dell’associazione ADOPT Srebrenica nell’ultimo anno. Per ulteriori informazioni e domande, rimaniamo a disposizione, immensamente grati del sostegno che ci offrite.

L’associazione ADOPT Srebrenica, è stata formalmente registrata nel dicembre del 2015, con il nome di “Prihvati Srebrenicu” (in italiano “Adotta Srebrenica”), poiché il Ministero della Giustizia della Bosnia-Erzegovina non accettava una parola straniera nel nome dell’associazione. Ci siamo subito organizzati, abbiamo preparato un programma di lavoro che avrebbe sviluppato i contenuti che offriamo e abbiamo pianificato le attività che sarebbero state positive per l’associazione. Dirò subito che alle nostre spalle c’è molto impegno, lavoro, enerigia positiva e sostegno proveniente dalle nostre organizzazioni partner italiane.

Gli anni 2017 e 2018 sono stati i più produttivi per quanto riguarda le attività che abbiamo pianificato e realizzato. Abiamo lavorato attivamente sul campo, raccolto vecchie fotografie e abbiamo migliorato i fondi archivistici. Questo ci ha aiutato affinché un maggior numero di nostri concittadini riconoscesse il nostro lavoro, tant’è che ci sono state occasioni in cui ci hanno contattato con il desiderio di cederci fotografie e documenti per il Centro di Documentazione.

All’inizio di quest’anno, ci siamo concentrati sulle vecchie fabbriche di Srebrenica, carcassa dello sviluppo economico della regione, che oggi sono ruderi devastati e abbandonati. Abbiamo fotografato gli edifici crollati e da questo è nata l’idea di organizzare una mostra in un edificio anch’esso abbandonato, circondato dalla natura, nelle vicinanze del centro di Srebrenica. La mostra portava il titolo “(U)mjesto života” (in italiano, “(Al)posto della vita”). L’evento ha suscitato l’interesse di molti visitatori e con l’occasione abbiamo organizzato un dibattito con gli anziani del luogo che ricordano i tempi in cui Srebrenica, grazie alla forte industria, era un centro economico trainante della Bosnia-Erzegovina. Questo evento è stato il primo del suo genere a Srebrenica, nella regione e molto probabilmente anche in Bosnia Erzegovina.

Da cosa nasce cosa, subito dopo la mostra abbiamo deciso di pubblicare le fotografie con i relativi testi in un libro dal titolo simbolico “(U)mjesto života” – “A Place of Life” (in italiano, “(Al) posto della vita”), nella nostra lingua e in inglese.

Durante il mese di agosto, dopo tre anni di pausa, abbiamo organizzato un giubileo, la X edizione della Settimana Internazionale della Memoria. Tutti avevamo molte aspettative, immensamente felici di tornare a questa manifestazione grazie alla quale la nostra organizzazione è riconosciuta. La

grande sfida per noi è stata creare un programma dai contenuti dinamici completamente da soli, un programma che comprendeva discussioni, presentazioni e promozioni, conoscere la città di Srebrenica, ma anche attività di contenuto culturale, finalizzate a presentare le tradizioni della Bosnia-Erzegovina. Quindi, oltre alla visita al Memoriale di Potočari, abbiamo organizzato una mostra di vecchie fotografie che presentano un’economia distrutta, la promozione del libro con gli stessi contenuti, un giro per i luoghi noti di Srebrenica, un dibattito con il famoso giornalista blogger Srđan Puhalo, che critica apertamente la situazione della Bosnia-Erzegovina, con uno sguardo sugli avvenimenti passati che hanno delineato le circostanze così come sono oggi. In seno alla Settimana della Memoria Srđan ha promosso il film-documentario “Humani primjeri nehumanog rata” (in italiano “Esempi umani di una guerra disumana”), che parla di persone che si sono distinte aiutando gli altri durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, e poi ha presentato il libro “Samo frontalno” (in italiano “Solo frontalmente”), che raccoglie tutti i suoi blog. Questa attività, oltre agli ospiti italiani, ha riunito un gran numero di nostri concittadini, cosa che ci ha fatto particolarmente piacere… Perché la gente ha spontaneamente iniziato ad interessarsi a quello che facciamo. Il ricco programma culturale ha presentato la musica tradizionale bosniaca e la poesia di famosi scrittori della Bosnia-Erzegovina. Una performance unica che ha unito recitazione, musica e poesia. Pieno di momenti emozionanti, l’evento, organizzato in un vecchio birrificio abbandonato, ha conquistato il cuore degli spettatori. Per l’ultimo giorno della Settimana della Memoria, abbiamo organizzato una visita nel paese di Osmače, abbiamo parlato con Muhamed del passato, del presente e del futuro… Abbiamo presentato i progetti che si sono realizzati grazie al supporto dei nostri partner italiani che apportano un contributo allo stare insieme e al ritorno sostenibile alla comunità rurale.

È stato davvero incredibile, dinamico e motivante. Sentivamo il bisogno di familiarità, sia tra noi, attraverso ADOPT, sia con tutti i nostri amici italiani che sono stati nostri ospiti in questi cinque giorni.

Ecco, è passato un altro evento collettivo, uno dei più significativi che ci unisce e abbiamo dimostrato che vogliamo, possiamo e sappiamo. Siamo tutti felici del fatto che questa nostra storia collettiva sia stata per la prima volta completamente NOSTRA, siamo felici di aver avuto degli ottimi contenuti, splendidi ospiti, mostre, poesie e musica, libri e fotografie… e siamo felici del fatto che tutto questo vivrà perché ci sono persone che riconoscono il valore di tutto ciò a cui ADOPT contribuisce e mi riferisco a coloro (non solo ai nostri membri) che sono venuti perché lo volevano e non perché siamo stati noi a trascinarceli. É stato splendido stare insieme a voi e lavorare con voi e abbiamo visto che stando in un piccolo gruppo si sviluppa una maggiore familiarità… e questo l’abbiamo sentito al massimo grazie al dialogo coni nostri ospiti italiani. Ci sono mancati gli amici che non sono potuti essere qui con noi… ma è importante che rimaniamo uniti attraverso il valore che trasmettiamo, in ogni occasione e in ogni circostanza… Ovunque siamo e qualsiasi cosa facciamo. Siamo immensamente grati a tutti quelli che sostengono il nostro lavoro in qualsiasi forma, con decisione andiamo avanti, apportando cambiamenti positivi a Srebrenica, sviluppando le relazioni interpersonali e promuovendo la comunità attraverso valori veri. Le idee danno vita a nuove idee, e noi abbiamo la volontà e l’energia per continuare questo racconto positivo.

Saluti sinceri, al prossimo incontro,

Bekir Halilović, Valentina Gagić e il team di ADOPT Srebrenica