pro dialog

Adopt Srebrenica

Relazione per rete Lilliput su attività Adopt Srebrenica 2019

Dal 2007 avete rinnovato la decisione di destinare ad Adopt Srebrenica il ricavato della vostra tenace obiezione alle spese militari. Ve ne siamo grati. Non è facile fare cooperazione dal basso con persone che non ci stanno ad esibire dolore per impietosire, ma cercano di coinvolgerci nella comune difesa di diritti universali.

L'incontro con Valentina Gagic e Bekir Halilovic a Ferrara, il prossimo 30 settembre, sarà la migliore occasione per continuare quel filo di discorso che ci unisce.

Intanto possiamo solo testimoniare la qualità e l'importanza del loro lavoro in una Srebrenica ancora assediata e sempre più impoverita di giovani e di risorse.

Srebrenica, prima della guerra, aveva 37 mila abitanti, per l’80% bosgnacchi, cioè bosniaco-musulmani. Il censimento del 2012 parlava di 15.000 residenti, suddivisi tra i 2 gruppi maggioritari. Ma oggi - ci dicono con amarezza - Srebrenica non supera i 4.000 abitanti, di cui 1000 in città e 3000 nei villaggi, dediti prevalentemente a produzioni per l'autoconsumo. Un tempo Srebrenica era celebrata per le sue Terme. Nel 2012 erano stati avviati finalmente i lavori per il loro recupero, da parte di un imprenditore evidentemente inviso al potere della Repubblica Srpska/Serba, ora al governo anche della Città, che ne ha imposto l'interruzione. Una forma di assedio che continua quindi in altra forma.

Non basta garantire l'agibilità del memoriale di Potocari e del monito che suscita la memoria del genocidio

La memoria a cui lavora Adopt Srebrenica, e che per questo ne fa un punto di riferimento per i molti visitatori che vengono, individualmente o in forma organizzata da istituzioni formative e scolastiche, riguarda una molteplicità di aspetti sostenuti da piccole minoranze con le quali l'associazione collabora, attenta a coinvolgere le persone al di là della loro appartenenza etnica. Ecco allora la memoria della vita comune prima della guerra da trasmettere alle nuove generazioni, la forte attenzione alla coesione sociale, la scelta di affrontare i traumi creati dalla guerra ridando parola e spazi di ascolto a chi più ne continua a soffrire.

Così nell'ultimo anno la piccola sede di Adopt Srebrenica è diventato un vero Centro di Documentazione, con una sempre più ricca raccolta di fotografie, oggetti, testimonianze, pubblicazioni che, pur nella modestia dei mezzi, arricchiscono il panorama delle informazioni a disposizione per tutti gli interessati.


Anche l'ultima edizione della Settimana internazionale della Memoria "Srebrenica, la nostra storia" alla quale abbiamo partecipato, ha cercato di suscitare prima di tutto l'interesse e la partecipazione di settori della cittadinanza locale. Una pubblicazione, realizzata per l'occasione, ha voluto tracciare una linea di continuità tra la storia di Srebrenica e la storia dell’associazione Adopt Srebrenica, nata nel 2005 come gruppo interetnico nel quale sperimentare convivenza e impegno civico.

Di particolare interesse la presentazione di una raccolta di poesie “Le lacrime di una madre" con l'autrice Vildana Stanisic; la viva testimonianza di esponenti dell' associazione “I bambini della guerra dimenticati”, con la mostra fotografica “Breaking Free”, che documenta dolorose storie di bambini nati da donne violentate durante la guerra; la presentazione del libro “PTSP Spomenar” di Dragan Bursac, un coraggioso insegnante e giornalista di Banja Luka.
Credo abbia ragione, una pazza volontà della ragione, Bursac a vedere in Srebrenica "l'alpha e l'omega" del futuro della Bih e forse dell'Europa. Il luogo più buio, indebolito anche nel numero dei suoi abitanti che hanno scelto di restare. Ma dove le contraddizioni si vedono e si vivono, diversamente da ciò che succede in molte zone e località ormai etnicamente "purificate".

È stato un grande onore per noi esserci, come semplici testimoni. Accompagnati a conoscere ancora il Memoriale a Potocari, le bellezze dei luoghi, le storie: Osmace, la Drina, il lago Perucac, il sito Lovac amato da giovani, la strada per le Terme anche se chiuse, la cascata degli innamorati Ucina Basca. E i buoni cibi preparati da mani esperte, a partire da Zuhra, la mamma di Muhamed a Osmace. È un bel stare insieme così amorevolmente accompagnati.

Nel 2020 saranno passati 25 anni dal genocidio di Srebrenica e dalla morte di Alexander Langer.

Da allora più che mai i due anniversari si ripetono con un messaggio che li unisce, nell'amicizia e nell'affetto, che ricordano il suo strenuo impegno per la pace in Bosnia Erzegovina e nei territori dell'ex-Jugoslavia, dove siamo tornati con tre dei Premi assegnati dalla Fondazione: nel 2000 alla belgradese Natasa Kandic e alla kosovara Vjosa Dobruna, nel 2005 all'animatrice dell'associazione Tuzlanska Amica Irfanka Pasagic, nel 2015 all'Associazione Adopt Srfebrenica.

 

Proprio nel 2015, il Comune di Tuzla ha deciso di piantare un albero e mettere una targa dedicata ad Alex Langer nella bella piazza della Libertà.

Quest'anno, il 9 luglio, l'associazione Tuzlanska Amica si è fatta promotrice di un'assemblea pubblica per dare la parola al Sindaco della Città Jasmin Imamovic, all'animatore del Forum Cittadini Vehid Sehic e all'ex sindaco Selim Beslagic, che gli aveva scritto dopo il massacro del 25 maggio 1995, che vide morire 71 giovani innocenti. Alex era rimasto profondamente deluso dal fatto che ogni ragionevole possibilità di intervento dell' Europa fosse stata rigettata, "in nome della sventurata trasfigurazione della Jugoslavia sulla base a linee di separazione etniche".

Se le istituzioni internazionali avessero ascoltato l'appello allora diffuso, poi divenuto un urlo al vertice dei Capi di Stato e di governo a Cannes il 25 giugno 1995, in favore di un limitato intervento di protezione della città di Srebrenica, si sarebbe forse evitato il genocidio.

 

A Tuzla e Srebrenica torneremo quindi anche nel prossimo 2020. E' un invito che rivolgiamo anche a voi della rete Lilliput di Ferrara che da anni ci incoraggiate e sostenete.

15 settembre 2019

Edi Rabini

Fondazione Alexander Langer Stiftung

 

 

Programma XI. Settimana Internazionale della Memoria 2019
Srebrenica, Prica o Nama - La nostra storia

 

Martedi 6 Agosto

  • Visita al Memoriale di Potočari

  • Presentazione della Settimana Internazionale della Memoria

  • Incontro con l'associazione Adopt Srebrenica

  • Visita notturna di Srebrenica

Mercoledi 7 Agosto

  • Inaugurazione dello spazio espositivo presso la sede di Adopt Srebrenica

  • Mostra „Dal Centro di Documentazione“

  • Presentazione del sito web di Adopt Srebrenica www.adopt-srebrenica.org

  • Presentazione della pubblicazione „ADOPT Srebrenica – La nostra storia“

  • Incontro con abitanti di Srebrenica e le loro storie

Giovedi 8 Agosto

  • Visita al villaggio di Osmače

  • Visita alle rovine della scuola di Osmače

  • Incontro con Muhamed Avdić

  • Visita al Lago Perućac

Venerdi 9 Agosto

  • Incontro con Dragan Bursać – giornalista e blogger

  • Presentazione della raccolta di poesie „Le lacrime di una madre“, con l'autrice Vildana Stanišić

Sabato 10 Agosto

  • Visita alla castaca di „Učina Bašča“, luogo di interesse storico e naturalistico, di recente riqualificato

  • Performance artistica

  • Mostra fotografica „Breaking Free“, dell'Associazione „I bambini della guerra dimenticati“

 

p { margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 120%; }p.western { font-family: "Liberation Serif", "Times New Roman", serif; font-size: 12pt; }p.cjk { font-family: "Arial Unicode MS", sans-serif; font-size: 12pt; }p.ctl { font-family: "Arial Unicode MS", sans-serif; font-size: 12pt; }a:link { }