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Pro Europa, alcune buone ragioni che rendono desiderabile l’Unione europea
12.3.2019, Un Quaderno e una proposta di lavoro

Bisogno d’Europa

Il sogno dei nostri padri fondatori di un’Eu- ropa libera e unita, garanzia dei diritti uma- ni e di cittadinanza, ha sconfitto i totalitarismi e ha permesso un lungo periodo di pace. La costruzione europea rappresenta un’inedita esperienza di integrazione economica e sociale nel suo spazio di libera circolazione di cinquecento milioni di persone. La convivenza in Europa è esempio unico di incontro di popoli nel rispetto della diversità delle loro culture, tradizioni e identità nazionali. Dobbiamo essere più europei per essere più radicati nel nostro territorio, ed essere più radicati nel proprio territorio per essere più europei. È grazie alla sovranità europea che riusciremo a difendere le nostre sovranità nazionali. Il rilancio della proposta europea deve basarsi sulla politica come esperienza di relazione e di governo dei beni comuni. Le sfide che abbiamo di fronte, la globalizzazione, i cambiamenti climatici, la sicurezza comune, impongono un rinnovato impe- gno nel coordinamento e nell’integrazione tra paesi membri. Un Parlamento europeo con più poteri e una Costituzione europea sono fondamentali per quel processo di coe- sione che porterà agli Stati Uniti d’Europa.

Europa sorella alla natura

Il vecchio continente contribuisce all’eccesso dei consumi mondiali di natura. Consumia- mo più velocemente della capacità naturale degli ecosistemi di rigenerarsi. Questa voracità umana è diventata insostenibile. Per dare un contributo concreto di contrasto al cambiamento climatico dobbiamo costruire un’Europa che abbandoni le fonti fossili a favore delle energie rinnovabili.

Attraverso l’azione comune europea pos- siamo avere la forza per “raddrizzare lo sviluppo impazzito verso una civiltà ospitale, sostenibile” (Langer, 1994). Abbiamo bisogno di un grande piano europeo di manutenzione e di cura dell’esistente, di estensione delle aree protette, di rispetto per le biodiversità. Dobbiamo impegnarci a fondo per accelerare la messa in opera degli obiettivi della Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite e delle direttive dell’Ue in campo ambientale, per un futuro con meno plastica e più materia organica, meno “usa e getta”, più rigenerazione e riuso.

Europa amica al resto del mondo

L’Europa deve parlare al mondo con una sola voce. L’Europa deve diventare una po- tenza di pace, con una politica di difesa capace di definire nuovi strumenti di sicurez- za, prevenzione, mediazione e risoluzione dei conflitti. È necessario arrivare alla creazione di un unico esercito europeo così come di un corpo civile di pace che sappiano agire in un quadro multilaterale e in dialogo con l’Onu. L’Unione europea deve assumere un ruolo di primo piano in tema di disarmo e di non proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Per l’Europa è inoltre prioritaria una nuova alleanza con l’Africa, un percorso di incontro e confronto che superi i legami di dipendenza postcoloniali in favore di un rapporto più paritario e di una nuova politica di cooperazione. Va definita una politica europea in materia di asilo e migrazione lungimirante e globale, fondata sulla solidarietà e sulla legalità, capace di offrire canali sicuri a chi fugge, ma anche meccanismi di ingresso per lavoro, per esempio istituendo permessi temporanei per la ricerca di occupazione.

Europa casa comune

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 dell’Onu devono diventare programma di governo dell’Unione, che dovrà promuovere una transizione ecologica verso un modello economico socialmente sostenibile e desiderabile: serve un’Europa capace di stimolare lo sviluppo, ma anche di mettere in campo azioni di solidarietà e di sostegno sociale su base europea; un’Europa che sappia valorizzare e tutelare chi produce, commercia e utilizza i prodotti all’interno di una filiera sana e tracciabile, con parti- colari garanzie per le economie di vicinato. Solo un’Europa unita e sovrana, dotata di una propria politica monetaria e fiscale, potrà arginare gli effetti deleteri della glo- balizzazione attraverso la regolazione dei mercati, con politiche di riduzione delle disuguaglianze e di tutela del lavoro e dell’oc- cupazione.

Il rafforzamento dell’unione politica e la disponibilità di un bilancio proprio dell’Ue sono fattori essenziali per avanzare in questa prospettiva di un’Unione capace di pro- teggere i suoi cittadini.

L’Europa sarà sociale o non sarà

L’Europa, forte della sua tradizione di welfare universalistico, deve rimettere al cen- tro la questione sociale, condizione irrinun- ciabile per uno sviluppo economico giusto e sostenibile. Il progetto di integrazione va rilanciato attorno a un quadro sociale “minimo” che garantisca a tutti i cittadini dell’Unione un reddito minimo, un salario minimo e un sistema comune di gestione della disoccupazione.

Già nel Manifesto di Ventotene, nel descrivere la futura Europa solidale i padri fondatori avevano previsto uno “ius existentiae”, un reddito di esistenza che avrebbe emancipato i cittadini europei dalla miseria e dallo sfruttamento.

Le istituzioni europee e gli stati membri de- vono far proprie le raccomandazioni del Pi- lastro europeo dei diritti sociali (2017) che prevede: uguaglianza di opportunità e accesso al mercato del lavoro; condizioni di lavoro eque; protezione sociale e inclusione, con particolare attenzione all’impatto delle nuove tecnologie sulle condizioni di lavoro e sull’occupazione.

Europa delle città e delle campagne

Le città sono il cuore della liberazione dall’uso privato di beni e servizi per una condivisione pubblica e comunitaria. Le città, oggi protagoniste nella sfida dell’accoglienza e del rispetto della diversità, possono condurre una battaglia cruciale contro la disuguaglianza e per un municipalismo democratico e vicino ai cittadini. Le città sono luogo di resilienza ai cambiamenti climatici, attraverso piani di adattamento, risparmio energetico, rigenerazione degli edifici, foreste urbane, una forte e strutturata offerta di trasporti pubblici e utilizzazione di mezzi ad emissioni zero.

L’Europa deve al contempo promuovere il ripopolamento di campagne, colline e mon- tagne, sostenendo tutte quelle esperienze che stanno contribuendo al mantenimento in vita di comunità e territori a rischio di abbandono.

Educare alla cittadinanza europea.

Il concetto di cittadinanza europea si sostanzia in una pluralità di appartenenze. Essere cittadini d’Europa non significa rinunciare alle peculiarità nazionali e regionali. Pluralismo, tolleranza, giustizia, soli- darietà e non discriminazione sono valori e patrimonio comune degli Stati membri, come sancito dal Trattato di Lisbona.

Un servizio civile europeo per giovani e adulti, nei campi della cultura, dell’assistenza, dell’accoglienza, del volontariato ambientale, può essere un volano di nuova cittadinanza. Il progetto Erasmus esteso agli appren- disti e ai giovani lavoratori, con borse per vivere, studiare e lavorare in un altro paese europeo favorirà ulteriormente l’integrazione dei cittadini europei. La costruzione di una dimensione europea dell’educazione, che ha tra i suoi pilastri la formazione per- manente (long-life learning), è un processo dinamico alla cui base ci sono la coscienza e il rispetto del pluralismo e delle diversità.

Europa dei diritti e dei doveri

Se un diritto viene tolto anche ad uno solo, viene tolto a tutti. I diritti fondamentali contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea devono trovare piena cittadinanza in Europa. L’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; l’Unione si basa sui principi di democrazia e stato di diritto. Essa pone la persona al centro del- la sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La tutela delle minoranze culturali, religiose e linguistiche è antidoto ai fenomeni separatisti e alle tensioni oggi presenti in alcuni stati europei. L’Unione contribuisce allo sviluppo di questi valori comuni e assicura la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali nonché la libertà di stabilimento. Il godimento di questi diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future.

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