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Info_free_sIR[i]AN: giovedì 20 febbraio, ore 18, Bolzano

(invito in lingua tedesca)  Note informative e di stampa

info_free_sIR[i]AN

Nell’ambito della tematica prioritaria "Il diritto ad un’informazione critica e il ruolo dei media nel dialogo tra culture” concordata dal Tavolo di Coordinamento (Organizzazioni del territorio provinciale e Provincia autonoma di Bolzano) per i progetti di educazione allo sviluppo finanziati dall’Ufficio Affari di gabinetto - cooperazione allo sviluppo, la Fondazione Alexander Langer Stiftung, invita alla tavola rotonda:

 

IRAN und SYRIEN heute

informazione, deformazione, disinformazione

 Giovedì 20 febbraio, alle ore 18:00

Sala di Rappresentanza del Comune, vicolo Gumer - Bolzano

 con la partecipazione di:

Taghi Rahmani giornalista, attivista dei diritti umani

Susan Dabbous giornalista free-lance

Ahmad Rafat giornalista e scrittore

 moderano:

Barbara Gruden giornalista, inviata esteri del TG3 RAI,

Adel Jabbar sociologo e saggista

La tavola rotonda si propone di affrontare la tematica dell’informazione a partire dalla situazione di due paesi uniti in un pluridecennale asse strategico-politico: Iran e Siria, quest’ultima dilaniata da una terribile guerra civile e al centro dell’attenzione mediatica internazionale

Consapevoli della parzialità della prospettiva italiana, ci siamo rivolti a operatori dell’informazione direttamente coinvolti, per provenienza o per professione, nell’intento di analizzare il conflitto nelle sue ripercussioni mediatiche e di fornire una prima mappa di orientamento tra le diverse testate giornalistiche e i social-media dell’area.

L’iniziativa vuole anche essere un atto di vicinanza e solidarietà con chi, mettendo spesso in gioco la propria vita, cerca e trova le strade per garantire un’informazione critica e compiuta, libera da nazionalismi e particolarismi di ogni forma.

Susan Dabbous è una giornalista free-lance italo-siriana, vive tra Beirut e Gerusalemme, collabora con molte testate italiane, tra le quali Avvenire. Ha seguito da vicino gli eventi in Siria dal marzo 2011. Nel dicembre del 2012 ha contribuito alla realizzazione della sceneggiatura di Border, film di Alessio Cremonini, basato sulla storia vera di una drammatica fuga di due sorelle dalla Siria alla Turchia. Nell’aprile del 2013 è stata sequestrata in Siria e tenuta prigioniera con altri tre giornalisti italiani, tutti rilasciati dopo undici giorni. Nel 2013 ha ricevuto il Premio Internazionale per la Libertà di Stampa Isf-Città di Firenze, dall’associazione Information Safety and Freedom.

 Taghi Rahmani insegnante, giornalista, attivista dei diritti umani, ha passato più di un terzo della sua vita in prigione per i suoi numerosi scritti e per le critiche rivolte al regime teocratico. Nel 2001 sposa Narges Mohammadi, premio Alexander Langer 2009. Subito dopo il matrimonio viene arrestato nuovamente e passa due anni in detenzione preventiva prima di sapere quali accuse gli erano state mosse. Membro del Partito Nazionalista religioso che si ispira al pensiero di Ali Shariati, è stato consigliere politico dell’ex presidente del Parlamento iraniano Mehdi Karroubi. Vive ora a Parigi.

Ahmat Rafat giornalista e scrittore. Nasce a Teheran da padre iraniano e madre italiana. Dopo gli studi in Italia e Germania collabora a numerose testate (tra le quali Tiempo, Deutsche Welle, BBC, Radio Free Europe, ADN Kronos Intrnational). Ha pubblicato in Italia un libro sulla libertà di stampa in Iran (Lultima primavera) e uno sull’Onda verde del 2009 (Iran, la rivoluzione online). Da Londra dirige ora Radio Farda in lingua Farsi. Per la Fondazione Langer ha curato nel 2012 il Quaderno “Laltro Iran, Diritti delle donne, diritti di tutti”.

La tematica prioritaria "Il diritto ad un’informazione critica e il ruolo dei media nel dialogo tra culturevalida per l’anno 2014 per i progetti di educazione allo sviluppo finanziati dalla Provincia Autonoma di Bolzano - Ufficio Affari di gabinetto - cooperazione allo sviluppo, si inserisce in un programma pluriennale di attività svolte dalla Fondazione Alexander Langer Stiftung e propone alla cittadinanza sudtirolese degli spunti di riflessione e approfondimento a proposito dell'importanza del pensiero critico come condizione base per lo sviluppo umano. Particolare attenzione è stata data, in questi anni, all'attività didattica con gli studenti delle scuole superiori sudtirolesi, che grazie alla sensibilità degli insegnanti che li hanno coinvolti, hanno avuto modo di conoscere e di riflettere su tematiche quali: le nuove guerre - partendo dal caso di studio dei conflitti jugoslavi degli anni '90 e del genocidio di Srebrenica; dinamiche dei conflitti - ruolo della propaganda; convivenza e ricostruzione post-conflitto, la best practice Adopt Srebrenica; pregiudizi e discriminazione - il “razzismo del lessico democratico”.

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