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Adopt Srebrenica

Lettera da Tuzla 9 - visite importanti

In questi giorni abbiamo avuto due visite per noi molto importanti. Sono venuti i nostri amici da anni- gli Scout Veneto, con una donazione molto utile che contiene proprio tutto quello che serve. Il loro gesto ci ha particolarmente commossi perche' di solito non fanno raccolta fondi e aiuti umanitari, pero' questa volta hanno fatto un'eccezione. Grazie Ivan, grazie Manuela, grazie Scout!


Sono venuti anche i rappresentanti di Adottando con una macchina piena di prodotti per l'igiene e dei generi alimentari. Sono ancora con noi, come sempre quando piu' ne abbiamo bisogno.

Oggi arrivano anche dalla Fondazione Alexander Langer Edi, Barbara, Giulia...

La vita poco alla volta si sta normalizzando. La gente, le cui case sono state distrutte dall'alluvione, sta tornando e cerca di diminuire i danni causati dal maltempo. Coloro le cui case sono state distrutte anche a dispetto dei pericoli che corrono, molto spesso non vogliono lasciare i loro villaggi e rimangono nelle vicinanze sperando in un miracolo. Quello che e' bello e' che per le famiglie che sono rimaste senza casa hanno gia' iniziato a costruire delle nuove in altri posti, come a Lopare e in questi giorni inizieranno a costruuire anche a Zenica. Gli altri sono ancora in attesa.

C'e' ancora dell'acqua in alcuni posti a Odzak, Orašje e un po meno a Bijeljina. I villaggi vicini a queste citta' sono stati per molto sotto acqua e l'agricoltura, che era fonte di sostentamento per molti, e' stata completamente distrutta, mentre il bestiame e' stato dimezzato.

Doboj, Maglaj e Bosanski Šamac continuano ancora a lottare contro il fango e con tonnellate di immondizia che l'acqua ha portato con se, e con tonnellate di mobili distrutti e buttati fuori dalle case. Nonostante cio' ache qui' la vita pian piano sta tornando alla normalita', la citta' viene pulita e la differenza che oggi si vede e' grande.

A Srebrenica un grande problema sono le strade che sono state distrutte dalle frane. Piccoli allagamenti ci sono stati a Potočari e intorno al ponte giallo nella zona tra Srebrenica e Bratunac.

A Bratunac, soprattutto nella zona di Konjević Polje, ci sono molte case allagate e tantie coltivazioni agricole distrutte.

L'aiuto umanitario continua ad arrivare e questa volta la comunita' internazionale e locale non sono mancate. Quello che e' evidente e' la mancanza di coordinamento degli aiuti, sicche' capita spesso che qualcuno abbia anche in abbondanza qualcosa che ad altri mancano. Per esempio,Orašje e Odzak, zone dove e' molto presente la nefropatia endemica e tante persone sono in dialisi, hanno ricevuto troppi medicinali ma quello che gli manca sono i medicinali per i pazienti in dialisi; a Maglaj per alcuni giorni la distribuzione di generi alimentari e altro necessario e' stata sospesa perche' il magazzino centrale era vuoto, mentre un gran numero di camion di aiuti sono stati distribuiti alla gente, in base a una scelta arbitraria del donatore. Da ieri continua di nuovo a essere distribuita a coloro che sono stati colpiti e l'appello lanciato dal Comune di Maglaj e' che chi distribuisce aiuti almeno passi da loro per farsi dare delle indicazioni sulle zone dove l'aiuto e' piu' necessario.

Fino a molti villaggi in tutte le parti colpite in BiH tutt'ora non si riesce ad arrivare a causa delle strade distrutte e le autorita' locali pregano che gli vengano messi a disposizioni macchianari pesanti e la benzina per permettere alla gente il passaggio.

L'aiuto umanitario che arriva a Tuzla viene distribuito in tutte le parti in Bosnia Erzegovina, in base alle necessita'. L'organo di coordianemento, di cui anche noi siamo membri, reagisce a ogni chiamata e a ogni appello d'aiuto.  Le frane sono ancora un rischio pero' si stano calmando un po e delle commissioni di geologi sono sempre sul campo e cercano di salvare quello che si puo'. Alcuni non vogliono lasciare le loro case distrutte e rimangono nelle tende vicino alla casa.Ci sono tante storie tristi, soprattutto di coloro che hanno perso la propria casa in guerra e anche adesso.

I nostri team mobili visitano le famiglie che aiutiamo, ma anche altre che sono state colpite. Andiamo di piu' nelle zone dove non e' possibile arrivare senza fuoristrada e dove ancora nessuno ha portato alcun aiuto. Grazie alle nostre famiglie e ai rapporti corretti che da anni abbiamo con gli abitanti dei villaggio colpiti, siamo in grado di avere delle buone informazioni su cosa serve e a chi serve l'aiuto. Anche se spesso sento che alcune famiglie in altri posti in BiH ricevono aiuto da piu' fonti e lo chiedono sempre /probabilmente temono la fame che hanno sentito durante la guerra/ noi casi simili non ne abbiamo avuti. Per esempio, siamo andati in un villaggio, non lontano da Tuzla, che a causa delle frane e' stato completamente evacuato. Sono stati molto felici di vederci pero' ci hanno detto che regolarmente ricevono gli aiuti, che il comune ha promesso che avrebbe pagato 100 KM al mese alle famiglie che li avrebbero ospitait nelle loro case  e che a loro non serviva niente. Una cosa simile e' successa anche con Janja. La prima volta che ci siamo andati non avevano niente e il nostro aiuto era veramente necessario. Oggi gli abbiamo contattati di nuovo e ci hanno detto che hanno di tutto  a sufficienza.

Visto che si parla di abusi degli aiuti umanitari /per ora pochi casi sono stati scoperti/ e' stato messo in funzione un numero di telefono ed e' stata formata una squadra che reagisce a ogni segnalazione su qualsiasi forma di abuso con gli aiuti umanitari, sicche' ci aiuguriamo che di questi casi ce ne saranno sempre meno.

La fase piu' urgente e' passata, adesso ci troviamo a fare i conti con le conseguenze di lunga durata. Oltre alle case e alle strade distrutte, cominciano a essere fatti i conti dei danni che sono stati causati alle imprese e i risultati sono gia' scoraggianti. Alcune miniere sono state chiuse e ogni giorno cresce il numero di piccole imprese che chiudono. Il numero di coloro che rimarrano senza lavoro e la valutazione definitiva dei danni si sapra' a fine mese, pero' risulta gia' evidente che si trattera' di cifre enormi.

Un caro saluto dalla soleggiata Tuzla, Tuzlanska Amica