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Alexander Langer Award 2009 to Narges Mohammadi, Iran - Motivazioni del Premio - Begründungen - Reasons

3.7.2009, foto Andrea Nicastro

Documentazione e resoconti nella sezione dedicata al premio 2009

A Narges Mohammadi, Iran, il Premio internazionale Alexander Langer 2009 - Motivazioni:Nata nel 1972 a Zanjan, Narges Mohammadi ha respirato fin da bambina l’atmosfera carica di speranze della rivoluzione khomeinista del 1979, che coglieva inizialmente il desiderio di riscatto nazionale e anticoloniale in un paese ricco di risorse, di storia e di un’antica cultura. Aveva 16 anni nel 1988, alla fine della lunga guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein, quando una società stremata e impoverita iniziava a rivendicare dal basso spazi di libertà e democrazia, riforme economiche e sociali. Durante gli anni di studi alla facoltà di fisica, Narges si fa promotrice di un'associazione studentesca di nome Roshangaran (gli intellettuali), scrive articoli per giornali indipendenti a favore dei diritti delle donne e degli studenti, viene arrestata due volte per la partecipazione ad incontri giudicati illegali. E' un periodo questo in cui si apre una coraggiosa riflessione sulle conseguenze d’ideologie che iniziano a considerare pericolosi anche i sostenitori nonviolenti dei diritti e di una democrazia partecipata. Sostenitori che rispettano profondamente il sentimento religioso, e che proprio per questo ritengono che non lo si possa identificare con il modello teocratico in via d’affermazione nel paese.Nel 2001 Narges sposa Taghi Rahmani che aveva conosciuto come docente all’università. Ora hanno due bambini, gemelli. Subito dopo il matrimonio, Rahmani, che per le sue idee ha trascorso in prigione ormai un terzo della vita, è arrestato e passa due anni in detenzione preventiva prima di sapere quali accuse gli erano state mosse. Anche in seguito a queste vicende, Narges aggiunge ai suoi obiettivi la difesa dei detenuti, in particolare di quelli reclusi per reati d’opinione, che vengono spesso arrestati senza precise imputazioni, senza prove, senza che gli avvocati difensori possano aver accesso ai fascicoli dei propri clienti. Divenuta giornalista, scrive su riviste d’orientamento riformista, tra le quali Hajar, in cui si batte per l’uguaglianza di tutti i cittadini, indipendentemente dall'appartenenza di genere e dalle opinioni politiche o religiose. Lei stessa viene incarcerata altre due volte e le viene negato il permesso di far parte di cordate ufficiali e spedizioni che la costringe a rinunciare ad una delle sue passioni giovanili, le scalate in montagna. Narges diventa una stretta collaboratrice di Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace nel 2003, ricoprendo la carica di portavoce e vicepresidente del Centro per la difesa dei diritti umani, che fornisce assistenza legale a centinaia di dissidenti. Dopo l’illegale chiusura del centro, il 21 dicembre 2008, la stampa internazionale ha dato ampio risalto alle sue dichiarazioni di protesta e ha messo in luce l'ampiezza del sostegno che il Centro ha saputo conquistare. Il 7 settembre 2008 Narges Mohammadi è eletta presidente del comitato esecutivo del Consiglio Nazionale della pace in Iran, una vasta coalizione che si propone di evitare il pericolo di uno scontro militare interno. Ne fanno parte donne e uomini con storie diverse, scrittori, artisti, giuristi, attivisti sociali, studenti, sindacalisti, rappresentanti delle minoranze etniche e gruppi politici. Il Consiglio si oppone principalmente a ogni logica militare o violenta, ma si dichiara anche fermamente contrario ad azioni armate preventive contro l’Iran, che non risolverebbero la crisi nucleare e potrebbero invece destabilizzare la già fragile situazione nella regione del Golfo Persico, aggravando ulteriormente la situazione dei diritti umani. Il National Peace Council vuole far conoscere al mondo l’esistenza di “un altro Iran” che si oppone a ogni azione violenta e s’impegna per la costruzione della pace, sicurezza, stabilità e benessere, attraverso rapporti caratterizzati da tolleranza e amicizia. Narges è convinta che la società iraniana desideri profondi cambiamenti verso la democrazia e il pieno rispetto dei diritti umani: “ Non è un problema di un’élite, scrive, è il problema di un’intera nazione”. L'8 maggio 2009, mentre è in partenza per il Guatemala, si vede ritirare il passaporto. Solo dalla stampa viene a sapere che è genericamente accusata di aver svolto attività di “propaganda contro la Repubblica islamica dell'Iran”. L'ultimo intervento di Alexander Langer al Parlamento Europeo, il 29 giugno 1995, era dedicato a una richiesta di sostegno alle donne algerine, che erano state protagoniste della lotta di liberazione anticoloniale e sentivano minacciati i diritti conquistati. Da allora diversi premi hanno portato nel patrimonio della Fondazione un insieme di amicizie e di relazioni con quella parte del mondo islamico in cerca di dialogo e di credibili interlocutori: ecco Khalida Toumi Messaoudi che non ha mai smesso di rivendicare la propria libertà di essere insieme berbera e algerina, musulmana e razionalista; la kossovara Vjosa Dobruna capace di non interrompere il filo dei rapporti con le amiche serbe anche nei momenti più difficili; il palestinese Sami Adwan impegnato con l'amico israeliano Dan Bar-On a confrontare le ragioni dei loro popoli da troppo tempo in guerra; la profuga di Srebrenica Irfanka Pasagic tornata nella sua città per portarvi i semi della verità e del dialogo; il miracolo del villaggio somalo Ayuub costruito insieme da Maana Suldaan e da Elio Sommavilla, una donna mussulmana e un prete cristiano,

E ora ben arrivata Narges Mohammadi, in questa costellazione di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera, portatrici di speranza.

Il premio, dotato di 10.000 euro, messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, è stato consegnato a Bolzano il 2 luglio 2009  nell’ambito dell’annuale incontro “Euromediterranea” organizzato dalla Fondazione Alexander Langer Stiftung.

Il Comitato scientifico della Fondazione è composto da Fabio Levi (presidente), Anna Maria Gentili (vicepresidente), Andrea Lollini, Anna Bravo, Bettina Foa, Edi Rabini, Francesco Palermo, Gianni Tamino, Giovanni Damiani, Grazia Barbiero, Helmuth  Moroder, Ingrid Facchinelli, Liliana Cori, Mao Valpiana, Marco Onida, Margit Pieber, Marianella Sclavi, Marijana Grandits, Pinuccia Montanari. 
   

Der Internationale Alexander-Langer-Preis 2009 geht an Narges Mohammadi, Iran. BegründungNarges Mohammadi, 1972 in Zanjan geboren, hat als Kind das von Hoffnung geprägte Klima des Revolutionsjahres 1979 miterlebt, in dem sich anfänglich das soziale Aufbegehren eines geschichts-, kultur – und ressourcenträchtigen Landes widerspiegelte. 1988, am Ende des Krieges gegen den Irak von Saddam Hussein, als die kriegsgebeutelte, verarmte Bevölkerung begann, mehr Freiheit, mehr Demokratie sowie wirtschaftliche und soziale Reformen zu fordern, war sie 16.Während der Studienjahre – ihr Hauptfach war Physik – gründete sie die Studentenvereinigung Roshangaran („Die Intellektuellen“), schrieb Beiträge für unabhängige Zeitungen, in denen sie für die Frauen- und die Studentenrechte plädierte, und wurde zwei Mal verhaftet, weil sie an Versammlungen teilgenommen hatte, die als illegal erachtet wurden. In dieser Zeit wird mit Mut begonnen, über die Folgewirkungen einer Ideologie nachzudenken, die auch die gewaltlosen Unterstützer der Rechte und der Beteiligung des Volkes an den politischen Entscheidungen als gefährlich erachtet. Dabei handelt es sich um Personen, die tiefe Achtung vor dem Glauben haben und gerade deswegen der Meinung sind, dass dieser nicht mit dem sich etablierenden theokratischen Modell identifizieren könne.Im Jahre 2001 heiratete sie Taghi Rahmani, den sie als Dozent an der Universität kennengelernt hatte. Mittlerweile haben sie zwei Kinder, Zwillinge. Rahmani wurde gleich nach der Hochzeit verhaftet und konnte erst nach zwei Jahren Präventivhaft den Grund seiner Verhaftung in Erfahrung bringen. Wegen seiner Ideen hat er bisher ein Drittel seines Lebens im Gefängnis verbracht. Die wiederholten Verhaftungen ihres Mannes haben Narges Mohammadi dazu bewogen, sich verstärkt für die Häftlinge einzusetzen, besonders für jene, die wegen Meinungsdelikten verhaftet und oft ohne genauer Anklage, ohne Beweise und ohne Rechtsbeistand festgehalten werden. Sie wurde Journalistin und verfasste Artikel für reformistisch orientierte Zeitungen, wie z.B. Hajar, in denen sie sich für die Gleichheit aller Bürger, unabhängig von deren Geschlecht, deren religiöser Überzeugung oder politischer Zugehörigkeit stark machte. Narges Mohammadi wurde zwei weitere Male inhaftiert. In der Folge wurde ihr die Teilnahme an offiziellen Expeditionen untersagt und sie musste auf ihre Leidenschaft der Jugendjahre für die Berge verzichten. Narges wird enge Mitarbeiterin von Shirin Ebadi, Friedensnobelpreisträgerin 2003, und Vizepräsidentin und Sprecherin des Defenders of Human Rights Center (Zentrums für die Verteidigung der Menschenrechte), das Hunderte von Dissidenten Rechtsbeistand zusichert. Nach der illegalen Schließung des Zentrums am 21. Dezember 2008 hat die internationale Presse ihre Anklagen und Proteste veröffentlicht und gleichzeitig die breite Anerkennung gezeigt, deren sich das Zentrum erfreut. Am 7. September 2008 wurde Narges Mohammadi zur Vorsitzenden des Ausschusses (implementation task force) des National Peace Council (Nationaler Friedensrat) gewählt. Dieser Rat ist eine breite Koalition gegen eine mögliche militärische Auseinandersetzung, der Frauen und Männer mit unterschiedlicher Lebensgeschichte, Schriftsteller, Künstler, Juristen, Aktivisten/Aktivistinnen, StudentInnen, Gewerkschaftler sowie Vertreter verschiedener ethnischer Minderheiten und politischer Gruppierungen angehören. Dieser Rat widersetzt sich jeglicher militärischer Logik sowie der Anwendung von Gewalt als logische Konsequenz und lehnt streng bewaffnete Präventivinterventionen gegen den Iran ab, die keine Lösung der Atom-Krise herbeiführen würden und hingegen den gesamten Persischen Golf destabilisieren und dabei die Situation der Menschenrechte weiter verschlimmern könnten. Der National Peace Council will der Welt zeigen, dass es auch einen „anderen Iran“ gibt, der sich gegen jegliche Gewaltaktion stellt und sich für den Aufbau des Friedens, die Sicherheit, die Stabilität und das Wohlbefinden einsetzt. Narges ist überzeugt, dass die iranische Bevölkerung einen demokratischen Wandel und die Einhaltung der Menschenrechte ersehnt: „Das ist nicht ein Problem, das nur eine Elite betrifft, sondern vielmehr die ganze Nation.“ Am 8. Mai 2009 auf der Fahrt nach Guatemala wurde ihr der Reisepass entzogen und die Ausreise verweigert. Nur aus der Presse konnte sie erfahren, dass sie der „Propaganda gegen die islamische Republik“ beschuldig wird. Die letzte Wortmeldung von Alexander Langer im Europaparlament, am 29. Juni 1995, galt der Unterstützung der Frauen in Algerien, die im antikolonialen Befreiungskrieg eine wesentliche Rolle gespielt hatten und ihre schwer errungenen Rechte gefährdet sahen. Seither haben verschiedene Langer-PreisträgerInnen, zusätzlich zu ihrer wertvollen persönlichen Erfahrung, ein Netz glaubwürdiger Gesprächspartner bzw. freundschaftlicher und sozialer Beziehungen mit dem dialogsuchenden Teil des Islams in die Stiftung eingebracht: Khalida Toumi Messaoudi, die weiterhin auf ihre Freiheit besteht, gleichzeitig Berberin und Algerierin, Muslimin und Rationalistin zu sein; die Kosovarin Vjosa Dobruna, die es verstanden hat, auch in den schwierigen Momenten ihre Beziehungen zu ihren serbischen Freundinnen nicht zu unterbrechen; der Palästinenser Sami Adwan, der zusammen mit dem Israeli Dan Bar-On versucht hat, die jeweiligen Gründe für einen allzu lang andauernden Konflikt darzulegen, zu erhellen und gegenüberzustellen; die aus Srebrenica geflüchtete Irfanka Pasagic, die in ihre Stadt zurückgekehrt ist, um dort die Samen der Wahrheit und des Dialogs wachsen zu lassen; das Wunder der „Oase“ in Somalia, das Dorf Ayuub, das von Maana Suldaan mit Elio Sommavilla, also von einer muslimischen Frau und einem katholischen Priester errichtet wurde.

Und nun heißen wir Narges Mohammadi, in dieser Konstellation von MediatorInnen, Brücken­bauerInnen, MauerspringerInnen, GrenzgängerInnen und HoffnungsträgerInnen herzlich willkommen!

Der mit 10.000 Euro dotierte Preis, gestiftet von der Stiftung Südtiroler Sparkasse von Bozen, wird am 2. Juli 2009 in Bozen, im Rahmen des jährlich von der Langer-Stiftung organisierten Festivals “Euromediterranea”, feierlich überreicht. Das Wissenschafts- und Garantiekomitee der Stiftung: Fabio Levi (Präsident), Anna Maria Gentili (Vizepräsidentin), Andrea Lollini, Anna Bravo, Bettina Foa, Edi Rabini, Francesco Palermo, Gianni Tamino, Giovanni Damiani, Grazia Barbiero, Helmuth Moroder, Ingrid Facchinelli, Liliana Cori, Mao Valpiana, Marco Onida, Margit Pieber, Marianella Sclavi, Marijana Grandits und Pinuccia Montanari. 

 

Narges Mohammadi,  from Iran,  recepient of the International Alexander Langer Award 2009 donated by the Foundation Cassa di Risparmio Narges Mohammadi was born in Zanjan in 1972. Since she was a child she has been sorrounded by the hopeful atmosphere of the 1979 Khomeinist revolution which collected the wishes of a national, anticolonial liberation in a country rich in resources, history and endowed with an ancient culture. She was only 16 in 1988, when an end was put to the long war against Saddam Hussein’s Iraq and when the people of an exhausted and impoverished society began to request freedom, democracy as well as economic and social reforms.  When Narges was still a student at the Faculty of Physics, she became the initiator of a students’ association called Roshangaran (transl.: the scholars): she wrote articles for independent newspapers defending the rights of women and students. She was also arrested for gatherings considered illegal. In this period people began to reflect upon the impact of ideologies spotting a danger even in non-violent supporters of rights and of a participated democracy. These supporters profoundly respect the religious sentiment, and for this very reason they reckon that it cannot be identified with the theocratic model which has been asserting itself within the country.After these incidents, Narges has added the defence of convicts to her goals, especially those imprisoned for crimes of opinion who are often arrested without precise charges or evidence, whose defense lawyers are not allowed to have the files of their clients. As a journalist she has written for various reformist journals, including Hajar, fighting for the equality of all citizens regardless of their gender, political opinions and religion. Because of this, she was arrested twice  and was compelled to renounce her youth passion, mountain expeditions.Narges has also started a close collaboration with Shirin Ebadi, recepient of the Nobel Peace Prize in 2003, and has become vice-president and spokeswoman of the Centre for the defenders of human rights which provides legal assistance to hundreds of dissidents. After the illegal shutdown of the centre on 21st December 2008, the international press has strongly highlighted her declarations of protest and shed light on the significant support that the Centre has been able to obtain. On 7th September 2008 Narges Mohammadi was elected as president of the executive committee of the National Council of Peace in Iran, a broad coalition with the aim of avoiding the danger of an internal military fight. It includes men and women with different stories, writers, artists, lawyers, social activists, students, trade unionists, representatives of ethnic minorities and political groups. The Council is mainly against any military or violent action, and is also strongly opposed to preventive armed conflicts against Iran. In fact, these measures would not solve the nuclear crisis; on the contrary, they would upset the already fragile balance of the Persian Gulf Region and further worsen the human rights situation. The National Peace Council wants the world to see “another Iran”, which is against any violent action and is committed to the construction of peace, safety, stability and well-being through relationships based on tolerance and friendship. Narges is convinced that the Iranian society deeply wants changes in favour of democracy and the full respect for human rights: “It is not an elite’s problem, it is an entire nation’s”. On 8th May 2009, while she was preparing to leave for Guatemala, her passport was seized. She read in the press that she is generically accused of having led “propagandistic activities against the Islamic Republic of Iran”.

Alexander Langer’s last intervention at the European Parliament on 29th June 1995 was dedicated to a request for support to Algerian women who had been the protagonists of the fight for the anticolonial liberation; they felt a major threat to the rights that they had finally conquered. Since then, various awards have helped the Foundation to build a chain of friendships and relations with that part of Islamic world searching for dialogue and credible participants. One of them, Khalida Toumi Messaoudi, has never stopped claming her freedom to be at the same time Berber and Algerian, Muslim and Rationalist. Similarly, Vjosa Dobruna from Kosovo has been able to maintain a continuity in the relationship with her Serbian friends even in the hardest times; the Palestinian Sami Adwan who has been comparing, together with his Israeli friend Dan Bar-On, the reasons of their respective peoples in war for too long; Irfanka Pasagic, refugee from Srebrenica, who came back to her hometown to scatter the seeds of truth and dialogue. In the same way, the miracle of the Somalian village Ayuub built by Maana Suldaan and Elio Sommavilla, respectively a Muslim woman and a Christian priest.Now it is the turn of Narges Mohammadi to further enrich this constellation of mediators and people who build bridges, overcome hurdles, explore frontiers and bring hope.The award, comprising a 10.000 euro donation offered by the Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, was given on 2nd July 2009, in Bolzano, at the annual “Euromediterranea” event organised by the Alexander Langer Foundation.

The Scientific Committee of the Foundation is composed of Fabio Levi (president), Anna Maria Gentili (vice-president), Andrea Lollini, Anna Bravo, Bettina Foa, Edi Rabini, Francesco Palermo, Gianni Tamino, Giovanni Damiani, Grazia Barbiero, Helmuth  Moroder, Ingrid Facchinelli, Liliana Cori, Mao Valpiana, Marco Onida, Margit Pieber, Marianella Sclavi, Marijana Grandits, Pinuccia Montanari. 

FONDAZIONE ALEXANDER LANGER STIFTUNG – OnlusVia Latemar Straße 3, I - 39100 BOLZANO/BOZENTel.+Fax. +39 0471 977691 - E-Mail:info@alexanderlanger.org, www.alexanderlanger.org

 

 

 

 

 

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