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A fine marzo i Centri Emergenza Freddo di Bolzano chiuderanno i battenti.

Il 26 marzo toccherà al Palaresia, il 31 marzo all'Emergenza Freddo presso Alimarket.

Sarà un momento delicato per la città, che non sembra pronta a gestire la situazione: 25 persone pernottano al Palaresia, più di 100 persone all'Emergenza Freddo presso l'Alimarket, circa 60  dormono in strada o in diversi momenti presso i locali messi a disposizione da alcune parrocchie bolzanine. Tutte loro si riverseranno in strada, logica conseguenza della mancanza di un tetto. Le troveremo tutte a dormire in piazza Magnago, sotto i ponti sull'Isarco, nei parchi?

Si tratta di più di 180 persone.

Nei soli primi 15 giorni di marzo (stima per difetto calcolata solo su alcuni giorni di osservazione) sono arrivate a Bolzano circa 50 nuove persone, alcune hanno fatto richiesta di asilo a Bolzano, altre alla ricerca di una nuova vita, altre ancora in "transito" verso il Nord Europa ma respinti dalla Polizia.

Due sono le soluzioni auspicate. Ampliare i posti nell'accoglienza, in modo da accogliere i richiedenti protezione internazionale attualmente in strada, e creare un centro di transito.

Molte di queste persone in strada (poichè dormire nel Centro Emergenza Freddo o in una sala parrocchia significa essere in strada durante il giorno e non avere diritto a nulla, se non ad un mero riparo notturno) hanno fatto richiesta di protezione internazionale a Bolzano e sono nella cosiddetta lista di attesa per un posto in una struttura di accoglienza; in totale, ad oggi, sono 97.

Queste persone avrebbero e hanno diritto all'accoglienza in un centro. Non c'è altro da dire.

E' un diritto che proviene da una direttiva Europea (Direttiva 2013/33/UE) convertita nel decreto legge 142 del 2015.

Per la legge italiana e le direttive europee non esistono richiedenti asilo di serie A e di serie B, richiedenti “in quota” e “fuori quota”. Tutti, indistintamente, hanno il diritto all'accoglienza, qualsiasi sia il modo in cui essi sono arrivati in Italia (via mare, via terra), una volta che hanno ivi presentato richiesta. Quale sarà l'esito della richiesta di asilo, questa è un'altra storia e non interessa ai fini del diritto all´accoglienza, che sorge da subito, con la richiesta di protezione internazionale.

Molte altre persone, più di una ventina arrivate solo nelle prime settimane di marzo, provengono da altre città italiane dove hanno ricevuto un diniego alla propria domanda di asilo (per questo si trovano in fase di ricorso) e sono quindi escluse dai centri di accoglienza. Incerte sul proprio futuro, cercano di raggiungere altri paesi europei e di conseguenza di transitare per il Brennero.

Di certo non torneranno nel proprio di paese, visto che non hanno documenti per l'espatrio (passaporti) nè la disponibilità economica per prenotare un aereo.

E' primavera, gli sbarchi aumenteranno, nonostante i tentativi di bloccarli tramite il Memorandum  con la Libia. Oltre alle persone con diniego, ci saranno presto persone appena approdate in Italia che cercheranno di andare verso il Nord Europa per ricongiungersi con familiari o con reti amicali che possono fornire aiuto e supporto.

Fermate a Bolzano e fatte scendere dal treno, dove staranno queste persone?

La soluzione necessaria è l'immediata apertura di un centro di transito, un luogo in cui i migranti possono trovare un riparo temporaneo, assistenza medica e informazioni legali. L'apertura del centro deve avvenire col coinvolgimento nelle modalità di gestione delle associazioni e della società civile che in questi mesi si sono prodigate per sostenere e aiutare le persone lasciate fuori dal sistema di accoglienza.

Fare finta di nulla e rimanere inattivi oggi significa essere responsabili dei problemi di domani.

Antenne Migranti: 373 8687839

Collettivo Mamadou: 347 9272037

Bozen Accoglie: 329 6768999


Vedere anche comunicato del 4.3.2017